giovedì 24 aprile 2008

Commemorato il Maestro Giovanni Mallamaci



...............alcune riflessioni...................



· La giornata della commemorazione nasce dall'esigenza evidenziata agli alunni della Scuola elementare di motta, di sapere chi era il maestro a cui era stata intotolata la scuola. Anche a me è capitato, più volte salendo a Motta, di incontrare dei ragazzini che accostando il mio cognome alle scuole elementari mi abbiano chiesto chi era Giovanni Mallamaci . Spesso non ho avuto non ho avuto la prontezza per rispondere a questa semplice domanda posta quasi sempre in modo molto garbato e timidamente. Questa domanda è sempre risuonata nella mia mente in modo ricorrente....

Per dirla con il linguaggio di oggi, mio padre era un uomo all’antica, mosso da un rigore morale che solo una forte fede in Dio può dare, una persona che aveva una grande carica spirituale e altissimi ideali etici e a cui si ispirava nella vita di tutti i giorni.
· E proprio la profonda fede religiosa lo ha aiutato nei momenti difficili della sua vita e lo ha portato ad affrontare con cristiana rassegnazione la malattia che lentamente ma in modo inesorabile lo stava spegnendo nel fisico ma mai nella mente che è rimasta sempre attenta e lucida.
· Aveva un grande senso del dovere che lo portava a impegnarsi con abnegazione come educatore nella scuola ma anche nel sociale, diventando un punto di riferimento costante per tante generazioni di Mottesi. Era profondamente attaccato a questa comunità, che aveva contribuito a scolarizzare fin dalla fine della seconda grande guerra, allorquando ritornò a Motta dopo aver prestato servizio come sottufficiale nell’esercito.
· Questa esperienza per lui fu fortemente formativa e ne parlava sempre con grande entusiasmo. In questa esperienza maturò una altra qualità che per lui era insostituibile nella scala dei valori: il senso dello Stato, della legalità, il rispetto della Costituzione. Era così legato a questa gente che allorquando ebbe l’opportunità di andare, dopo essere risultato idoneo al concorso, a fare il direttore didattico in un altro Paese, non se la sentì di allontanarsi, perché diceva che stando accanto ai mottesi, spesso più grandi di lui, aveva conosciuto uomini e donne con storie diverse, con esperienze significative, forse di minore impatto sociale ma esperienze molto più rilevanti di quelle che aveva maturato lui, gente con un bagaglio culturale enorme, di vita vissuta spesso fuori, spesso nelle miniere e nelle gallerie di mezzo mondo.
· Non se l’è sentita di allontanarsi da questi contatti umani quotidiani, perché diceva sempre che in mille occasioni, negli sguardi, negli occhi, nei gesti, nel sudore che la fatica di un lavoro pesante determinava, di ciascuno di coloro i quali si rivolgevano a lui per un qualsiasi consiglio, avvertiva il dolore di una vita vissuta fatta di stenti, il sacrificio che si consumava spesso lontano dagli affetti familiari, spesso leggeva la tragedia che stava incombendo a causa della silicosi che avanzava inesorabile. E si stringeva intorno ai bimbi di allora, nei quali leggeva il senso di smarrimento e di vuoto che solo la prematura dipartita di un padre può procurare, quasi per lenirne la sofferenza, quasi per alleviare con un sorriso o una carezza il dolore per una vita già vissuta in salita ma che ora per quei bambini diventava ancora più irta di ostacoli e di difficoltà.
· Tutte queste sensazioni lo avevano reso più ricco e accresciuto al contempo la consapevolezza che il tanto tempo speso in questa comunità non era stato né vano né inutile. Ma in compenso tante sono state le occasioni nelle quali ha sentito il calore umano di gente umile e semplice come lui lo era, ma gente fiera e orgogliosa che nel dopoguerra portava con dignità e a testa alta un carico di difficoltà che solo lo stare assieme in un senso compiuto di comunità rendeva più lieve e sopportabile.

· Chi non ha vissuto la vita di Motta in quegli anni non può comprendere il ruolo che ha svolto e il contributo che ha dato affinché certe dinamiche portassero la nostra cittadina a sviluppare un dirompente processo di espansione e di crescita che ha portato il nostro comune ad essere una isola felice e punto di riferimento in tutta la provincia.
· Diceva che il rispetto si doveva dimostrare sempre e soprattutto quando una persona, una famiglia era in difficoltà. E’ stato un maestro di altri tempi, ma è stato anche un padre molto rigoroso che ha dato ai propri figli una educazione inflessibile su alcuni valori che per lui erano imprescindibili. E’ stato un genitore dai tratti gentili come solo chi aveva un animo poetico sapeva essere, ed è stato un marito attento e premuroso, profondamente innamorato fino all’ultimo istante della sua veloce permanenza terrena di sua moglie che ha onorato e venerato in modo costante e continuo per tutta la vita.
· E il concetto di famiglia per lui non aveva gli stretti confini delle mura della propria casa, perché avendo un legame solido di affetto con i propri fratelli e con le sorelle, veniva naturale ragionare in termini di famiglia inglobando i nipoti, i fratelli, ma anche i tanti cugini con i quali c’era stima profonda.
· Aveva tanti amici storici, quelli della ringhiera di piazza Borgo, con i quali in Cielo starà continuando a parlare dei problemi del paese e dei propri figli, ma era l’amico di tutti. Per tutti aveva una parola di conforto, per tutti aveva un consiglio, e a casa nostra la chiave era sempre nella toppa perché in qualsiasi momento c’era un amico che poteva venire a sottoporre un problema e non era giusto farlo aspettare.
· Che oggi a distanza di venti anni la comunità mottese lo ricorda con questo affetto e anche con tanta nostalgia, per noi è motivo di ulteriore orgoglio e felicitazione. Perché se è vero che l’assenza di un genitore si avverte sempre, anche a distanza di decenni, anche a distanza di una vita per lunghi versi consumata, sapere che il ricordo viene condiviso con tutta una comunità che gli ha voluto bene, che lo ha stimato e fortemente apprezzato nel suo operato, rende questo vuoto un poco più dolce.

· Grazie quindi a coloro che si sono impegnati per l’ottima riuscita di questa manifestazione, a partire dalla direttrice Marafioti per le parole che ha voluto dedicare e la prof.ssa Francesca Triolo che le ha lette; a Bruno e Grazia Minniti ,a Lillo Mallamaci, a Ninello Verduci per le testimonianze, al prof. Trunfio per le splendide note del silenzio, a Santina Mallamaci per la scenografia . I cori dei bambini e degli adulti magistralmente diretti dall' esperta Lidia Caracciolo e Cristina Gangemi. In particolare un grazie agli alunni delle classi IV con le insegnanti Mirella Santo, Angela Marcianò, Domenica Gullì.Agli alunni delle classi V con le insegnanti Angela Cogliandro e Antonina Infortuna. Alla prof.ssa Rosanna Squillaci,. a Lillo Sergi. Alla sig. Maria Apollaro, responsabile del plesso che ci ospita, che ha coordinato il tutto nonostante l'incidente occorsole. Alla dirigente dott.ssa Caterina Autellitano subito disponibile ad avallare ogni iniziativa per portare ancora più in alto il nome della scuola.
· Un sentito ringraziamento alle Istituzioni presenti, al Sindaco, al Vice Presidente del Consiglio Provinciale, ai consiglieri provinciali, al Dott. Lamberti, che qui è nella veste di uomo di cultura. A Pasquale Tripodi, che oggi malgrado importanti impegni ha voluto essere presente per testimoniare alla mia famiglia, vicinanza ed affetto, ai tanti amici che mi hanno fatto la sorpresa di salire e molti per la prima volta in questa cittadina ricca di storia e di cultura, che si staglia maestosamente tra l’Aspromonte e il mar Ionio…
· Ci conforta sapere che a distanza di tanti anni nostro padre continua ad essere indicato come un esempio positivo da imitare per i tanti bambini che oggi frequentano queste aule e che domani saranno la classe dirigente della Nazione e soprattutto, ci conforta sapere che questa laboriosa comunità non lo abbia dimenticata. Grazie di cuore.

mercoledì 23 aprile 2008

martedì 22 aprile 2008

Elezioni:importante l'apporto degli ex Udeur per l'UDC





Le elezioni politiche hanno fotografato un paese che ha voluto fortemente cambiare pagina bocciando la precedente esperienza dell’Unione in modo inequivocabile. In provincia di Reggio Calabria, le distanze che si sono registrate tra le due grandi coalizioni sono ancora più marcate rispetto al quadro nazionale e questo anche “grazie” ad alcune scelte in tema di candidature fatte dal PD fermo al 34 % in Italia e sprofondato al 27% in provincia di Reggio. Il dato della Calabria rafforza l’idea che in Italia c’è ancora spazio per un grande centro equidistante dalle due più importanti coalizioni, capace di intercettare non solo l’elettorale scontento, ma che diventa interlocutore credibile allorquando la proposta di governo è innovativa,efficace e valida. La scelta di campo compiuta dal gruppo degli iscritti al partito dei Popolari Udeur di confluire nel progetto politico dell’Unione di centro all’indomani dei noti fatti del febbraio scorso, si è verificata vincente e lungimirante. Lo sforzo profuso dagli amici di Pasquale Tripodi è stato al contempo imponente ed entusiasmante, anche perché non era facile motivare i propri aderenti e attivisti su un percorso politico condiviso dalla stragrande maggioranza, ma che non vedeva nelle liste emanazioni dirette quantomeno in posizione eleggibile del proprio gruppo. I dirigenti, i Sindaci,gli amministratori e tutti gli iscritti si sono impegnati in modo lodevole nei comuni della provincia per far capire agli elettori l’importanza di un voto in una campagna elettorale, che non era per noi solo un test di rilevanza nazionale, ma che è diventato di fatto, il tratto distintivo per capire attraverso i consensi conseguiti dall’Udc e la conseguente analisi del voto, se la base del partito fosse in sintonia con le scelte da noi operate nelle due grandi manifestazioni di popolo tenute all’Odeon il 14 marzo e al Cedir il 1° aprile. Il risultato ottenuto, sia alla Camera che al Senato infatti, in alcune aree dove era più forte la presenza degli ex Udeur è stato eccezionale e ben al di sopra della media conseguita dall’Udc in provincia. Ma in generale in tutti i comuni è stato determinante l’apporto degli iscritti alle sezioni e degli amministratori vicini a Tripodi che sono riusciti a mobilitare uomini e donne per conseguire un risultato che alla vigilia del 1° aprile era assolutamente inaspettato. Il dato ci conforta e ci soddisfa, dunque, ma ci indica anche bisogna accelerare quei processi di integrazione ancora necessari tra le varie anime che compongono oggi l’Udc per poter formulare nel prossimo futuro ancora meglio una proposta di governo che partendo dalla nostra provincia, riguardi i nuovi assetti della Regione Calabria. In questa direzione un ruolo importante lo sta svolgendo l’On. Pasquale Tripodi che si sta adoperando insieme al Segretario Provinciale Candia per riorganizzare il partito nel reggino, e si sta spendendo in un tour de force in tutti i comuni per studiare ed analizzare le criticità in modo da arrivare al prossimo congresso provinciale con una proposta politica unitaria che superi la logica delle correnti. In questa ottica gli incontri previsti il 24 aprile per la riorganizzazione del movimento giovanile ed il 28 aprile per riorganizzare il partito nella città di Reggio e le altre 20 tappe previste a maggio in provincia, vanno nella direzione di rimettere in moto le attività di un gruppo che con queste elezioni ha gettato il seme per un grande partito nazionale fortemente radicato nel cuore della gente.

Paolo Mallamaci

lunedì 21 aprile 2008

Motta ricorda il maestro "Giovanni Mallamaci"


Motta ricorda il maestro "Giovanni Mallamaci" Da Strill.it



lunedì 21 aprile 2008
Giovedì 24 aprile importante ricorrenza all'Istituto Comprensivo di Motta. Alle ore 9,30 presso la scuola "G. Mallamaci" di Motta Centro, si terrà una cerimonia per ricordare la figura del maestro Giovanni Mallamaci, l'uomo, l'insegnante e l'amministratore che, a venti anni dalla morte, viene ancora indicato come esempio del vivere a servizio della comunità. Giovanni Mallamaci, nato a Motta S.G. il primo Agosto 1928, a soli 20 anni iniziò la sua carriera di insegnante presso la Scuola Elementare di Motta San Giovanni. Dopo una breve parentesi da amministratore, durante la quale si adoperò per risolvere i numerosi problemi della scuola, ritornò al suo impegno originario all'interno dell'istituzione scolastica rappresentando un valido aiuto per tutti i direttori didattici che si succedettero alla guida del Circolo di Motta. Uomo colto e dagli svariati interessi si dedicò al giornalismo e, collaborando come corrispondente per numerose testate nazionali, seppe farsi portavoce delle esigenze dei suoi concittadini. Fu uomo impegnato anche nel sociale, e anche in questo campo seppe essere d'aiuto alla collettività nel suo duplice ruolo di Presidente dell'Azione Cattolica e membro del Circolo Culturale Mottese. La cerimonia durante la quale verrà ricordato il maestro Mallamaci coinciderà con la giornata della legalità che verrà sviluppata dagli alunni con il prezioso apporto del corpo docente dell'Istituto Comprensivo. Fabio Macheda

domenica 20 aprile 2008

Motta ricorda "G. Mallamaci"

Dal Quotidiano del 20 aprile 2008





mercoledì 16 aprile 2008


Il 24 aprile alle 9,30 presso la Scuola elementare di Motta centro, verrà ricordato, a 20 anni dalla scomparsa "Giovanni Mallamaci", maestro elementare a cui è stata intitolata la scuola.

martedì 15 aprile 2008

Elezioni: bene l'UDC

Il commento di Pasquale Tripodi.
"Esprimiamo piena soddisfazione per la brillante affermazione elettorale conseguita dall'Udc sia a livello nazionale sia a livello regionale, ma ancor più per quanto riguarda la provincia di Reggio Calabria in ragione della particolare situazione del partito dello Scudocrociato nel comprensorio reggino a causa delle recenti defezioni a tutti ben note". E' quanto sostiene, in una dichiarazione, il consigliere regionale Pasquale Tripodi, ex Udeur e che di recente ha aderito all'Udc. "La positiva risposta dell'elettorato calabrese e dell'intera provincia di Reggio Calabria - aggiunge Tripodi - ci corrobora delle oggettive difficoltà incontrate in questa campagna elettorale, con esiti che confermano senza ombra di dubbio che l'Udc riveste nella nostra regione un ruolo importantissimo in quanto la fiducia che l'elettorato ha in esso riposto ci pone come uno dei punti di riferimento di tutto il comprensorio. Questo ci onora ed allo stesso tempo ci carica di una notevole responsabilità in vista delle prove che ci attendono, dato il mutato contesto storico-politico, ma forti del consenso ottenuto, della validità e della forza della nostra tradizione, dei nostri valori e dei nostri principi di ispirazione cattolica-liberaldemocratica, siamo pronti ad affrontare le sfide future quale rappresentanza politica di un centro moderato e moderno in grado di inglobare al proprio interno le varie componenti moderate e capace di rispondere in modo efficace ed efficiente alle diverse istanze dei cittadini". "Tali considerazioni - sostiene ancora Pasquale Tripodi - trovano concordanza di pensiero, pur manifestando il nostro rammarico per non aver potuto raggiungere a causa di soli 200 voti, la soglia dell'8% su base regionale utile per l'assegnazione di un seggio al Senato. Un risultato , ciononostante, di tutto rispetto e che ci inorgoglisce. Basti pensare, a tal proposito, che rispetto alle politiche del 2006 l'Udc ha raggiunto un risultato di gran lunga superiore, incrementando il dato al Senato di 2 punti di percentuale". "Prendiamo atto, inoltre, con segno di stima - conclude Tripodi - che i nostri candidati hanno onorato al loro non semplice compito con estrema correttezza, conseguendo risultati eccellenti". (ANSA

giovedì 3 aprile 2008

La manifestazione al Cedir: alcune considerazioni di Mallamaci

Alcuni spunti dal mio intervento:

· .... Molti di voi conosceranno la storia del nostro movimento in questi ultimi anni. Il gruppo che si rifà sulle posizioni di Pasquale ha iniziato a muovere i primi timidi passi sin dal lontano 2001, all’interno dell’udeur concentrandosi soprattutto nell’area grecanica della provincia e iniziando da lì un percorso politico che ci ha visti protagonisti in tutte le tornate elettorali che si sono succedute negli anni successivi. Nel 2005, nel 2006, prima alla camera e poi alle provinciali questo movimento è riuscito ad essere assoluto protagonista riuscendo a portare a casa risultati di assoluta importanza, spesso con percentuali a doppia cifra e con risultati elettorali di assoluto rilievo come le oltre 11.300 preferenze conseguite da Pasquale alle ultime regionali, frutto di un lavoro corale. Un lavoro di radicamento capillare in tutta la provincia e non solo.
· Alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del parlamento, questo gruppo poteva contare su un V.P. della provincia, 3 consiglieri provinciali, un consigliere nella città capoluogo, 2 presidenti della comunità montana, 12 sindaci e oltre 70 assessori comunali e un numero importante di consiglieri comunali. Ma soprattutto poteva contare su una forza popolare di attivisti e iscritti , ben 3500, oltre a tanti militanti che spassionatamente hanno sempre seguito con interesse e simpatia la nostra azione politica.
· Per le vicende a tutti voi note, questo movimento ha deciso con una azione unica credo nella storia della politica di uscire dall’Udeur per esprimere solidarietà e vicinanza ad un amico coinvolto in una vicenda dai risvolti contradditori e di ripensare al proprio percorso politico.
· Il 14 marzo, in occasione del nostro ultimo incontro all’odeon, ci eravamo ripromessi di rivederci prima delle elezioni per fare il punto della situazione e decidere tutti assieme la strada da prendere. Da quella data, molti incontri si sono tenuti, non solo in provincia ma anche fuori, per capire,studiare, interrogarci e poi decidere. Nella nostra ultima riunione tenutasi al centro civico di pellaro, mercoledì scorso, quasi all’unanimità abbiamo deciso di accettare una grande e appassionata sfida. Potevamo scegliere la strada più facile, schierarci di qua o di là, ma sarebbe stato un atto che avremmo compiuto contro le nostre idee e contro la nostra storia.
· Certo molte sirene cantavano verso zio Silvio, seduttore come pochi. Ma certe scelte politiche non ci hanno convinto perché lontani dalla nostra forma mentis. E ci saremmo trovati in forte disagio con chi ha del mezzogiorno d’Italia una visione del tutto distorta dalla realtà.
· Sicuramente a pochi di noi è passato per la mente di abbracciare il credo di Veltroni, un signor tentenna che con i sui luogotenenti in Calabria ha umiliato una regione facendola passare come un ricettacolo di negatività. Invece la Calabria è terra fiera, orgogliosa, onesta e fatta da tanta gente per bene che non capisce perché deve votare una lista composta in gran parte da poliziotto e vedove che nessun radicamento hanno con questa provincia. Il Pd ha fortemente umiliato la rappresentanza commissariando di fatto questa regione. Non può essere titolo per essere eletti in parlamento l’ essere mogli di servitori della patria a cui va tutto il nostro affetto. E lasciando a casa uomini e donne che avevano un forte radicamento nel territorio.
· La scelta è dunque quella di una grande sfida. Abbiamo deciso che era giunto il momento di sentirci impegnati tutti in prima persona nella costruzione di un nuovo partito dei moderati sulla scia del Partito popolare europeo che abbia un progetto per l’Italia imperniato sulla difesa «dei nostri valori e della tradizione cristiana».
· Questa che si apre è una fase di grande libertà per tutti ha detto Casini recentemente: «Chi è affascinato dal Pdl segua la sirena e vada dove lo porta il cuore. Io so però che c’è un popolo vastissimo che non accetta l’impostazione tradizionale del centrodestra e che ce ne è uno altrettanto vasto deluso dal voto che ha dato a Prodi e al centrosinistra. Oggi dobbiamo gettare il seme di un grande partito nazionale, radicato nel cuore della gente, che competa e vinca, ispirato al Partito popolare europeo. "Non ci deve spaventare l'ipotesi di perdere, in politica si perde e si vince. Quello che deve spaventare una classe dirigente è la prospettiva di essere liquidata con il marchio dell'ignavia e della rassegnazione". Dobbiamo lavorare per un soggetto politico: "Aperto a laici e cattolici, pluralista, popolare, giovane, animato dai valori cristiani".
· Ecco, questa è la vera sfida. Dare voce,forza e consistenza a questa vasta area di centro che non si sente rappresentato né dalla destra né dalla sinistra che in Italia oggi è maggioranza silente e che noi dobbiamo portare ad essere una grande forza in parlamento.
· E per farlo dobbiamo superare in fretta la logica di questa legge elettorale, che non elegge i propri rappresentanti ma li nomina. Due persone determinano i destini dell’80% del parlamento. E’ una legge liberticida che dobbiamo superare. Oggi vige la logica della politica fatta con slogan pubblicitari tipo Mulino bianco; Andate a vedere se i candidati hanno messo la propria foto sui manifesti. Non le troverete, c’è solo il marchio del partito, come i detersivi, ma questa non è politica. Dobbiamo superarla in fretta.
· "Non ci sono armate invincibili davanti a noi. Il nostro destino è quello dell'assunzione di responsabilità per dare speranza a coloro che pur nelle nostre inadeguatezze ed errori ci hanno accompagnato in questi anni. A loro dobbiamo parlare con un linguaggio chiaro;Dobbiamo rafforzare questa area di centro per evitare di consegnare l'Italia ad un'alleanza eterogenea che difficilmente potrebbe governare e tamponare un'emorragia silenziosa". "Non so se ci sia in Italia una maggioranza moderata, ma dobbiamo lavorare per dare loro una rappresentanza adeguata;
· La sfida è sui temi della politica quali: l'unità nazionale, l'identità cristiana, la difesa della famiglia, delle imprese, del volontariato, la collocazione europea e atlantica dell'Italia, le riforme strutturali in economia, quella sulle pensioni, le liberalizzazioni, la modernizzazione del Paese. Su queste tematiche si intende avviare il confronto con tutte le forze politiche per far emergere le rispettive posizioni e coglierne le contraddizioni. Il futuro non può dipendere dal carisma personale di un leader, dagli uomini della provvidenza, per quanto meritevoli. Il futuro dipende soprattutto dalla capacità di radicare nel Paese partiti che siano portatori di valori e di contenuti. L'Udc, in questo senso, ha le carte in regola per assolvere a questo compito, forte della sua tradizione, che affondano le radici nella cultura cattolica-liberaldemocratica.
· Ma oggi l’Udc e la rosa bianca rappresentano un primo importante embrione di quel grande partito dei moderati che subito dopo il 14 aprile tutti assieme dovremo far crescere nell’idea della gente. All’indomani delle elezioni, con l’ingovernabilità che questo sistema partorirà dobbiamo essere pronti a raccogliere le istanze che vengono dalla scomposizione delle due maggiori coalizioni.

mercoledì 2 aprile 2008








E Pasquale Tripodi entrò in casa Buttiglione...




di Manuela Foti (Tratto da Strill)



In un auditorium del Cedir pieno come raramente lo si è visto, a testimoniare vicinanza e affetto a Pasquale Maria Tripodi, spetta al vibrante discorso di Paolo Mallamaci introdurre i lavori del convegno che suggella l’ingresso dell’ex Assessore regionale, e del suo gruppo, nelle file dell’UDC.
Un battesimo di prestigio salutato dalla presenza del Presidente del partito dello scudo crociato, Rocco Buttiglione, che ha avuto immediatamente modo di saggiare l’entusiasmo e quella che sarà la risposta alle urne “degli amici di Tripodi”. <>. L’ex ministro, nella nostra città anche per inaugurare il Casini -point, offre così il suo benvenuto ai fedelissimi di Tripodi (gruppo ex “Popolari-Udeur”) e tra barzellette e citazioni colte affronta anche il tema elettorale più caldo nella nostra regione: la lotta alla ndrangheta. Guai alle strumentalizzazioni, ammonisce il presidente dell’UDC. Partendo dal ricordo della figura di Giovanni Falcone che operò contro la mafia senza mai farsi strumentalizzare da alcuna forza politica, Rocco Buttiglione sollecita ad una lotta unitaria e senza esitazioni dinnanzi a quello che viene definito “un cancro” per la nostra regione. <> e la si sconfigge sul terreno della politica oltre che sul fronte dell’azione delle forze dell’ordine. Il gruppo ex “Popolari-Udeur” provinciale - autosospesosi in seguito al voltafaccia operato da Mastella nei confronti di Pasquale Tripodi nei giorni del suo arresto - accoglie e rilancia la sfida di un progetto politico che intende gettare il seme per la costituzione di un grande centro. Al di là della criticata legge elettorale la scomposizione dei poli che potrebbe configurarsi all’indomani del voto potrebbe vedere il centro giocare un ruolo fondamentale. Ecco perché, dunque, ancora una volta si respingono con forza le lusinghe del PdL. L’incontro del Cedir vetrina importante anche per i candidati dell’UDC Mario Tassone, Gino Trematerra, Roberto Occhiuto, Franco Candia, Pasquale Inzitari, Antonino Verduci.

sabato 29 marzo 2008

Notizia "Ansa" delle 15.38


Pasquale Tripodi passa all'Udc



sabato 29 marzo 2008
Il consigliere regionale della Calabria Pasquale Tripodi, ex Udeur, ha deciso di aderire all'Udc. L'adesione di Tripodi sara' ufficializzata nel corso di un incontro che il consigliere regionale avra' il primo aprile a Reggio Calabria con il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione. Tripodi, ex assessore regionale al Turismo, era stato arrestato il 13 febbraio scorso con l'accusa di associazione mafiosa nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Dda di Perugia. Tripodi era stato successivamente scarcerato in seguito alla decisione del Tribunale della liberta' del capoluogo umbro di annullare il provvedimento restrittivo emesso a suo carico. Il consigliere regionale, dopo la scarcerazione, aveva annunciato il suo abbandono dell'Udeur motivando la decisione col fatto di non avere ricevuto solidarieta' dal leader del partito, Clemente Mastella. (ANSA).

Primo aprile: incontro con Buttiglione


venerdì 21 marzo 2008

Sciolta l'Asp n° 5

La provincia dei commissari e delle vedove.
E’ in atto un tentativo di mettere il bavaglio alla società reggina in tutti quei settori che in qualche modo hanno a che fare con la politica. Lo scioglimento dell’Asp 5 di Reggio Calabria per infiltrazioni mafiose è un fatto di una gravità inaudita che mette di fatto alla gogna una intera classe dirigente affibbiando a tutte le professionalità presenti nell’Asp una etichetta di mafiosità che sarà difficile nel tempo rimuovere. C’è un tentativo perpetrato da una certa classe politica che governa oggi Reggio da Roma, di controllare attraverso la pratica dell’Antimafia estesa ad ogni livello, ogni attività di governo e di gestione nella nostra provincia. Dopo aver annullato di fatto con le candidature pilotate dall’alto la rappresentanza reggina nel prossimo Parlamento nazionale, mettendo nella testa delle liste elementi di sicuro prestigio ma che nessun radicamento hanno con la nostra realtà, e non conoscendo i problemi veri che affliggono i nostri giovani, le nostre borgate, le nostre città, sicuramente saranno poco incisivi nella direzione della soluzione dei problemi che oggi si sono oltremodo acuiti, oggi si apre una nuova stagione che supera il concetto classico che eravamo abituati a dare alla stagione dell’antimafia. Dopo le vedove, infatti oggi in Parlamento ci rappresenteranno coloro i quali fino a ieri erano preposti al controllo del territorio e a gestire l’attuazione di processi di carattere amministrativo come la direzione di una Asp ci calano dall’alto un prestigioso Generale dei carabinieri, umiliando di fatto le professionalità e le competenze locali; siamo davanti ad una vera e propria bocciatura di una classe politica e questo sta ingenerando nell’opinione pubblica un senso di sfiducia generalizzato e di discredito di coloro i quali si occupano della cosa pubblica. Ma una altra considerazione mi viene spontanea: nei mesi scorsi abbiamo assistito ad almeno due grandi scandali nella sanità, nel Lazio e in Campania. Perché lì non sono state adottate analoghe misure da vero e proprio stato di polizia? La provincia di Reggio Calabria non è solo ndrangheta e malaffare, ma oggi qualcuno specularmene sta cercando di far passare a tutti livelli che qui è tutto è sporco e frutto di compromessi. Si sta cercando in tutti i modi i modi di criminalizzare una classe politica che è stata legittimata da un voto popolare. La regia è unica, c’è qualcuno che sta azzerando una intera classe dirigente per trovarsi il campo libero fra qualche anno, forse per arrivare con il terreno libero alle prossime regionali.

venerdì 14 marzo 2008

All'Odeon si riuniscono gli amici di Tripodi

Cinema Odeon: oltre mille persone strette intorno a Pasquale.



Il discorso di Mallamaci
Carie amiche e cari amici, dove eravamo rimasti? L’11 febbraio a Pellaro, in un comitato provinciale che in quella sede non esitai a definire tra i più difficili e combattuti della mia gestione, poiché ci ritrovammo come sicuramente ricordate molti di voi, a prendere alcune decisioni importanti, che in ciascuno dei presenti allora, provocarono crisi di coscienza e un profondo travaglio interiore. Era stata decisa in quella assise , la candidatura di Pasquale al Senato e ci stavamo preparando,uscendo dal centro civico di Pellaro, ad una campagna elettorale difficile ma entusiasmante che sicuramente sarebbe stata coronata dalla elezione in Parlamento del nostro leader pasquale Tripodi. Uscendo da li’ subito mettemmo tutti in moto le nostre macchine elettorali per conseguire il massimo successo possibile, pur nella difficoltà di far capire al nostro elettorato un cambio delle alleanze che fino a quel momento avevamo sostenuto. Infatti nel suo articolato intervento di chiusura, Pasquale ci comunicò cge da lì a poche ore si sarebbe dimesso da Assessore Regionale, perché non avrebbe potuto tenere due linee di condotta diverse a Reggio e a Roma. Tutto era deciso ormai e si trattava di una scelta di non ritorno.
L’entusiasmo di quella giornata è stato raggelato la mattina del 13 febbraio,allorquando ci siamo svegliati sotto il peso di un fardello pesantissimo e la notizia arrivò a tutti noi in un baleno. Un pugno allo stomaco, un senso di oppressione, la mancanza di respiro, gli occhi inumiditi dal pianto, sentimenti di inquietudine, incredulità,sconforto e rabbia, tutte queste sensazioni si sono unite alla sofferenza quasi fisica per la notizia che avevamo appreso. Ma quella terribile nuova, l’ordine di custodia cautelare firmato ai danni di Pasquale ha avuto però in noi un effetto strano, quasi dirompente. Quella notizia ha risvegliato e mobilitato le coscienze di quanti lo hanno conosciuto e stimato e hanno creduto sempre in lui e sono qui anche stasera a testimoniargli,affetto,vicinanza e stima.
Nelle ore successive si è scatenata una vera e propria gara di solidarietà di tanti amici di Reggio e non solo, tutti corsi a stringersi intorno a Lucia e a quelle ormai due signorinelle che rispondono al nome di Paola ed Eleonora. Da ogni angolo della provincia, chi non è potuto venire ha telefonato, ma a San Leo la casa di Pasquale è diventato un luogo di pellegrinaggio con centinaia di persone che in silenzio e costernati si sono stretti intorno alla famiglia. Una vera e propria processione di affetto, di stima, una testimonianza mai vista nel passato e che non avrà eguali nel futuro semmai e speriamo di no, a qualcuno dovesse capitare di essere vittima di una enorme ingiustizia.
La vicenda giudiziaria dopo 23 giorni si è conclusa felicemente. La decisione del Tribunale per il riesame di Perugia, che ha revocato il provvedimento restrittivo a carico di Tripodi, per illegittimità del provvedimento, ci conferma ancora una volta, che dobbiamo avere fiducia nella magistratura. Certo, la decisione di emettere una ordinanza di custodia cautelare in carcere sulla base di indizi assolutamente inesistenti aveva messo a dura prova la fiducia e anche la credibilità nei confronti di detta istituzione. Ma poiché non avevamo alcun dubbio sulla onestà dell’amico Tripodi oggi non ci sorprende questa sentenza che praticamente smonta il teorema accusatorio messo in piedi dal Gip.
Nelle ore successive al 13 febbraio, ci siamo mobilitati per trovare conforto e tutela nella politica. Chi vi parla ha contattato più volte Mastella e gli componenti della direzione nazionale dell’Udeur,senza alcun risultato. Del Mese, Di Stefano, Sganga, si erano volatilizzati. In tarda mattinata ho avuto modo di parlare con Picano, al quale ho chiesto di fare da tramite con il caro Clemente affinché assumesse una posizione chiara per tutelare la dignità umana e poi politica nei confronti del nostro leader, del Suo amico Pasquale Tripodi. Eravamo convinti che dopo aver dimostrato alla moglie, alla signora Lonardo solo qualche settimana prima, solidarietà convinta e calorosa, egli avrebbe fatto lo stesso,ora che noi avevamo bisogno di Lui. La risposta sconcertante che abbiamo ricevuto è stata la seguente:
''Loiero sa bene che Pasquale Tripodi - che ci auguriamopossa al piu' presto chiarire la sua estraneita' alle accuse contestategli - datempo era distante dal Partito e che la segreteria nazionale dei Popolari-Udeurnon lo ha mai indicato a ricoprire le deleghe di assessore cui lo ha chiamatodirettamente e autonomamente lo stesso Governatore della Calabria''. A questo punto, dopo lasomma di vicende che hanno riguardato quasi tutti i Partiti, riteniamo opportunoche il Presidente Loiero compia un gesto di generosita' dimettendosi, dandocosi' ai cittadini calabresi la possibilita' di andare a nuove elezioni e dilegittimare un nuovo governo regionale''.


Di Mastella non fatemi parlare, non voglio più parlare, ed oggi solo nominarlo è come sparare sulla CRI. Ha dimostrato di essere un piccolo e abietto uomo oltre che un politico sprovveduto. E se oggi è caduto in disgrazia, forse qualche fulmine o qualche saetta partita da questa provincia è arrivata a destinazione. In quelle ore in cui tutti prendevano le distanze da Pasquale, come se non lo avessero mai visto, conosciuti, stimato, ma Pasquale chi?, dicevano a piazza Italia, una sola chiara e forte voce si è alzate a difesa della sua onorabilità, insieme alle nostre ben più flebili.
“Nel frattempo, però, un minimo di ragionamento è opportuno farlo. Decisamente torto, sul piano politico, hanno tutti coloro i quali dopo tre anni di legislatura prendono le distanze dall’assessore Pasquale Tripodi, quasi non l’avessero mai conosciuto, stimato, scelto come compagno di viaggio affidandogli deleghe regionali importanti e, nel caso dell’Udeur, pronti a proporre l’elezione al Parlamento. Qui oltre alla bugia c’è un cinismo che fa a fette l’umanità di ogni individuo e che ci deve indurre a riflettere su quanto di grave sta accadendo nel mondo politico. Da anni l’Udeur, da un lato, e il presidente Loiero, dall’altro, hanno individuato nelle capacità di Tripodi una sintesi d’impegno politico ed amministrativo nella regione Calabria. Prendere le distanze ora, in questo momento critico per lui, cui personalmente auguro, di cuore, che possa dimostrare la sua estraneità dalle accuse che gli muove la magistratura, è quantomeno osceno sul piano umano”. “Ma sul piano politico un comportamento del genere non può passare inosservato, perché tradisce un’irresponsabilità, di chi lo pone in essere, i cui costi si vorrebbero scaricare sulle persone che, per un motivo o per l’altro, finiscono nella rete della magistratura inquirente e che, però, e questo non è mai superfluo ricordarlo, sono innocenti fino a quando non vi sia una sentenza di condanna.”

Grazie Toto’, grazie a nome di tutti noi, perché hai dimostrato di avere notevoli attributi politici e umani e lo hai fatto sapendo che te l’avrebbero fatta pagare, a Vibo, a casa tua dove stai per partecipare in una competizione elettorale che ti auguriamo con tutto il nostro immenso cuore di vincere. Per questo le dichiarazioni che abbiamo sentito dopo la remissione in libertà da parte di altri autorevoli esponenti regionali, ci sembrano tardive perché arrivano quando il quadro indiziario e’ stato chiarito dalla stessa magistratura. Dopo aver collaborato con Tripodi per diversi anni, e dopo aver vissuto sul campo una stagione politica terribile per le varie vicende che si sono succedute in Calabria dal 2005 in poi, una dichiarazione di fiducia sulla correttezza di Pasquale avrebbero dovuto farla ante e non post provvedimento di scarcerazione, così come ha fatto l’On. Borrello. Evidentemente sono stati condizionati tutti da un clima preparato ad arte per non consentire la candidatura al Senato di un esponente politico che per come aveva lavorato in questi anni, sarebbe stato eletto solo con i voti della provincia di Reggio
Il gruppo dell’Udeur è rimasto compatto e non ha subito malgrado lo tsunami che si è abbattuto, significative defezioni. I sindaci, gli amministratori comunali e provinciali, i dirigenti di partito hanno moltiplicato lo sforzo nei vari luoghi dove sono stati impegnati per far valere le ragioni dello stare assieme, per evitare fratture e divisioni, per tenere unite le sezioni. Insieme abbiamo deciso di sospenderci dal partito e di rimarcare le distanze da questo uomo ingrato, e insieme abbiamo deciso di non assumere decisioni politiche fino a quando tra di noi non fosse ritornato Pasquale. Vedete, proprio in queste ore ho preso coscienza della forza di popolo che in nostro gruppo rappresenta. La marea di gente che ci ha espresso solidarietà calore e vicinanza in questi lunghi e difficili giorni mi ha commosso. E’ venuta fuori la connotazione popolare di un gruppo che si e’ caratterizzato per essere fortemente radicato in provincia ma soprattutto è unito da solidi legami di amicizia e affetto e si muove sulla direttrice di valori che sono un collante inossidabile. Oggi siamo rimasti gli unici a poter organizzare manifestazioni splendide come questa, perché abbiamo una anima pura e siamo l’unica vera grande forza popolare .
Vedete infatti cosa succede nelle vicinanze del PD. La decisione della direzione regionale di quel partito che ha stabilito un prezzo per i posti in Parlamento (50 mila prima e 50 mila dopo una volta eletti), porta a chiedermi dove è andata a finire l’anima popolare dei due grandi partiti di massa che lo hanno fondato. E mi chiedo come fanno a rimanere vicini ad un partito elitario e classista (non tutti possono pagare certe cifre per essere eletti in Parlamento), i grandi esponenti politici che il 14 ottobre si sono spesi per la costruzione del PD. A loro consentitemi di appellarmi e lo faro’ direttamente ne prossimi giorni, affinché si uniscano a noi per ridare dignità e rappresentanza ad una provincia che oggi è messa sotto scacco da decisioni che ai più appaiono cervellotiche. E mi riferisco alle candidature calate dall’alto nel PD in particolare ma in generale in tutti gli schieramenti, candidature che sono sradicate dal territorio e poco rappresentative dei tanti problemi che oggi invece devono essere affrontati. Si e’ voluta penalizzare una provincia e un popolo che invece ha dimostrato grande forza e grandi capacità. Da qui la considerazione che saremo sempre antagonisti di questa classe dirigente che rappresenta oggi il PD su scala regionale.
Molti mi hanno chiesto in questi giorni cosa faremo dopo l’uscita dall’Udeur, a tutti ho dato l’appuntamento ad oggi e il tema dell’incontro è proprio cosa fare? A questa domanda darà risposta tra poco Pasquale. Ma personalmente sono oltremodo consapevole che questa battuta di arresto che ha subito Pasquale, ha fatto pagare un prezzo politico altissimo a tutti noi. Ma sono anche convinto che questa ingiustizia subita, ci ha dato maggiore vigore e ci porterà ad impegnarci ancora di più perché non abdicheremo mai per via giudiziaria dal ruolo che gli elettori ci hanno dato nella provincia di Reggio Calabria. In questa assise stabiliremo il percorso futuro del nostro movimento. Ma le direttrici su cui ci muoveremo sono,credo, ormai chiare ai più. La costituzione di un grande centro, di una grande forza dei moderati e dei popolari non è più differibile ormai.
In conclusione consentitemi una parentesi personale. Domani ricorre un anno da quando sono stato eletto alla guida del Campanile reggino. E’ stato un anno bellissimo, intenso, vissuto senza respiro, pieno di iniziative che hanno arricchito il mio percorso politico e credo abbiano dato un contributo in direzione della crescita di questa provincia. Due iniziative su tutte mi preme ricordare; il convegno uno sguardo al futuro che ha tracciato le linee di sviluppo della città capoluogo e il primo corso di formazione politica che ha interessato 30 giovani di questa provincia. Ma tante sono state le occasioni nelle quali ho sentito il calore umano di tanta gente per bene, tante sono state le opportunità che ho avuto di conoscere uomini e donne con storie diverse, con esperienza significative, con un bagaglio culturale e politico molto più ampio del mio che hanno accresciuto la mia esperienza e la consapevolezza che il tanto tempo speso in questo mandato non è stato né inutile né vano. La vostra vicinanza, in modo particolare nei 23 giorni dell’affaire Tripodi mi ha dato serenità e una forza interiore che ho messo a disposizione di una nobile causa; difendere l’onorabilità di un amico, di una bella persona come Pasquale e in generale difendere un gruppo, un movimento, che stava per essere preda di tanti avvoltoi. A tutti voi va il mio sentito ringraziamento e un abbraccio affettuoso e sincero. In tutte le feste in generale non dovrebbero mancare i dolci. Avevo pensato di fare una torta grandissima da dividere con tutti coloro che mi sono stati vicini. Non è stato possibile per una serie di motivi, economici e organizzativi. Ma consentitemi simbolicamente di donare a Pasquale un ricordo che possa addolcire l’amarezza che sicuramente egli serba in se per il difficile periodo che ha appena trascorso. Pasquale, trovi in questo involucro dei dolci che vorrai gustare nella quiete della Tua famiglia. Sono dei cannoli, rigorosamente, cannoli siciliani. Grazie a tutti per la fiducia che mi avete accordato in questi mesi, spero di essere stato all’altezza del compito che mi avete affidato. Ma una cosa è sicura: farò sarò sempre parte di questo gruppo a prescindere dal ruolo che mi chiamerete a ricoprire. Perché qui mi sento a casa mia, perché proprio in questi momenti, abbiamo dimostrato tutti assieme di essere una squadra splendida, una vera grande famiglia dai nobili valori e dal radioso avvenire.

martedì 11 marzo 2008

La stampa sul caso Tripodi


Un arresto illegittimo che fa discutere
Non ha peli sulla lingua l'ex segretario provinciale dell'Udeur reggino, Paolo Roberto Mallamaci.
Dopo aver guidato il partito provinciale in maniera encomiabile durante i 23 giorni di "sbandamento" a causa della prigionia dell'On. Pasquale Tripodi, mantenendo i nervi saldi e la compattezza del gruppo, adesso va all'attacco!
Dopo che il Tribunale della Libertà di Perugia, sconfessando l'azione del pubblico ministero Antonella Duchini e del Gip Marina De Robertis sull'arresto di Pasquale Tripodi, per "illegittimità del provvedimento", Mallamaci è pronto a ripartire.
Attacca il presidente della Giunta calabrese, On, Agazio Loiero, il presidente del consiglio regionale, On. Giuseppe Bova e il segretario del Partito Democratico in Calabria, On. Marco Minniti.
"Ancora rappresentiamo una forza di dimensioni notevoli, altro che quel Partito democratico maldestramente rappresentato in Calabria da Marco Minniti", sbotta l'ex segretario.
E continua: "Sulla vicenda di Pasquale mi hanno ferito di più i comportamenti di Loiero e Bova. Hanno sbagliato su ogni cosa, perchè, dopo aver collaborato con Pasquale Tripodi pure nei periodi particolarmente caldi come l'omicidio Fortugno, hanno impiegato un secondo a scaricarlo. Avrebbero dovuto rilasciare dichiarazioni di correttezza politica, come ha fatto Antonio Borrello. Invece, dopo l'arresto, hanno fatto come gli struzzi. Anche se Bova, devo dire, è stato vicino alla famiglia di Pasquale: un gesto importante, ma piccolo".
Mallamaci si sofferma poi sull'arresto dell'On. Tripodi: "Il provvedimento di custodia cautelare che ha riguardato Pasquale Tripodi ha avuto una forte connotazione politica, fatto solo per ostacolare la sua candidatura al Senato. E' chiaro. Anche se chi crede nella Giustizia e nella Magistratura come noi, non nutriva dubbi sull'esito positivo del pronunciamento del Tribunale della Libertà perugino. Invece non bisogna credere in Loiero, per esempio, con il quale Pasquale Tripodi, da assessore al turismo, aveva iniziato un percorso importante per la provincia di Reggio Calabria. Ora il territorio si trova sguarnito nei posti chiave della Giunta regionale. E questa è un'altra pesante responsabilità del Governatore che, adesso, si trova scaricato persino da Marco Minniti. Ora potrà rendersi conto che certi valori non possono essere demandati ad altri".
Parla anche delle prossime elezioni politiche: "Ci hanno contattato in molti, ma gli avvoltoi non si sono resi conto che non c'è nessuna carogna sulla quale catapultarsi. La preda è viva e vegeta".
Conclude invitando tutti alla grande festa organizzata dal gruppo ex Udeur per festeggiare Pasquale Tripodi e riprendere il cammino.
L'appuntamento è al cinema Odeon, per venerdì 14 marzo, alle ore 17.00.
Intanto anche l'On. Pasquale Tripodi ha definito "una porcata" il suo arresto di 23 giorni. E' tornato a casa, dai suoi affetti più cari e dai veri amici. E' sereno, ma molti dubbi lo assalgono: "Non mi convince l'indagine. Tutto è basato su una sola intercettazione dove due persone parlano di me , ed un'altra nella quale si presume che stiano riferendosi alla mia attività. Non mi pare una ragione sufficiente per mettere in carcere una persona perbene. E poi la tempistica: sono stato iscritto nel registro degli indagati dalla primavera del 2007; il 5 febbraio il pm ha formulato la richiesta di arresto ed il 6, cioè dopo solo 24 ore, è stasta accolta dal Gip. Per poi essere eseguita con l'arresto il 13. Mi sembra strano. Sta di fatto che l'arresto è arrivato in coincidenza della mia possibile candidatura al Senato".
Per quanto riguarda la presa di distanza del segretario dell'Udeur Clemente Mastella, ha precisato: "Questa è una cosa che mi ha ferito molto. Due giorni prima ero a Ceppaloni, ospite di Mastella. Mi aveva pregato di correre con lui al Senato, in un posto blindato per essere eletto. Credevo che tra noi ci fosse anche un rapporto di amicizia. Ho capito che non è così. Sono stato lasciato solo. Adesso non ho rapporti con Mastella nè con l'Udeur. Sono fuori dal partito, ma perchè me ne sono andato io, non perchè lo abbiano deciso altri".
E sul governatore Loiero: "Ha fatto bene a levarmi le deleghe, era un atto dovuto, ma non mi è piaciuta la presa di distanza netta, perchè conosceva la mia lealtà e la mia professionalità che gli ho sempre dimostrato con il mio lavoro. Lui non avrebbe dovuto avere dubbi sul mio conto, come ha fatto Antonio Borrello".
E sul suo futuro: "Continuerò a fare il consigliere regionale. Mi iscriverò al gruppo misto e riprenderò a lavorare con ancora più determinazione di prima".Si, ma i danni dell'arresto ingiusto e della mancata elezione al Parlamento, chi li pagherà? Qualcuno dovrà pur pagare

domenica 9 marzo 2008

Tripodi: mie riflessioni a caldo


  1. La decisione del Tribunale per il riesame di Perugia, che ha revocato il provvedimento restrittivo a carico di Tripodi, per illegittimità del provvedimento, ci conferma che dobbiamo avere fiducia nella magistratura. Certo, la decisione di emettere una ordinanza di custodia cautelare in carcere sulla base di indizi assolutamente inesistenti aveva messo a dura prova la fiducia e anche la credibilità di una certa magistratura. Non avevamo alcun dubbio sulla onestà dell’amico Tripodi e non ci sorprende oggi questa sentenza che praticamente smonta il teorema accusatorio messo in piedi dal Gip.

  2. Le dichiarazioni dei Presidenti Loiero e Bova sono tardive e arrivano quando il quadro indiziario e’ stato chiarito dalla stessa magistratura. Dopo aver collaborato con Tripodi per diversi anni, e dopo aver vissuto sul campo una stagione politica terribile per le varie vicende che si sono succedute in Calabria dal 2005 in poi, una dichiarazione di fiducia sulla correttezza di Pasquale avrebbero dovuto farla ante e non post provvedimento di scarcerazione, così come ha fatto l’On. Borrello che si è esposto subito in favore di Tripodi. Evidentemente sono stati condizionati anche loro da un clima preparato ad arte per non consentire la candidatura al Senato di un esponente politico che per come aveva lavorato in questi anni, avrebbe preso il quorum solo con i voti della provincia di Reggio.

  3. Il gruppo dell’Udeur è rimasto compatto e non abbiamo subito malgrado lo tsunami che si è abbattuto su di noi significative defezioni. Proprio in queste ore ho preso coscienza della forza di popolo che in nostro gruppo rappresenta. La marea di gente che ci ha espresso solidarietà e vicinanza in questi lunghi e difficili giorni mi ha commosso. E’ venuta fuori la connotazione popolare di un gruppo che si e’ caratterizzato per essere fortemente radicato in provincia ma soprattutto è unito da solidi legami di amicizia e affetto e si muove sulla direttrice di valori che sono un collante inossidabile.

  4. Se penso che il PD i posti al Parlamento li ha messi in vendita a 100 mila euro ciascuno, mi chiedo dove è andata a finire l’anima di questi due grandi partiti di massa. E mi chiedo come fanno a rimanere vicini ad un partito elitario i grandi esponenti politici che il 14 ottobre si sono spesi per la costruzione del PD. A loro consentitemi di appellarmi affinché si uniscano a noi per ridare dignità e rappresentanza ad una provincia che oggi è messa sotto scacco da decisioni che ai più appaiono cervellotiche. E mi riferisco alle candidature calate dall’alto nel PD ma anche nel PDL che sono sradicate dal territorio e poco rappresentative dei tanti problemi che oggi invece devono essere affrontati. Si e’ voluta penalizzare una provincia e un popolo che invece ha dimostrato grande forza e grandi capacità. Saremo sempre antagonisti di questa classe dirigente che rappresenta oggi il PD su scala regionale.

  5. A coloro che oggi mi chiedono cosa faremo dopo l’uscita dall’Udeur, a tutti do l’appuntamento a venerdì prossimo dove al Cedir raduneremo il nostro popolo, e non solo gli eletti o i dirigenti ma anche i semplici aderenti e in generale tutti i nostri sostenitori: sono consapevole che ci hanno fatto pagare un prezzo altissimo impedendo con questa inchiesta la candidatura al Senato di Tripodi; ma questa ingiustizia subita ci ha dato maggiore vigore e ci porterà ad impegnarci ancora di più. In quella assise stabiliremo il percorso futuro del nostro movimento. Avevamo detto subito dopo le dimissioni di Prodi che la strada che intendevamo seguire andava verso la costituzione di un grande centro, di una grande forza dei moderati e dei popolari. Lavoreremo subito dopo le elezioni per creare le condizioni affinché tutti coloro che si riconoscono in questi valori possano risiedere sotto la stessa casa e lo stesso tetto. Venerdì sarà giusto un anno dal congresso che ha portato alla mia elezione.

Ancora su Tripodi: reazioni e commenti.

Bova
Il TDL di Perugia ha disposto la scarcerazione, dopo quasi un mese di carcere, di Pasquale Maria Tripodi per “illegittimità” del provvedimento di arresto.
La carcerazione che il PM aveva richiesto e che il GIP aveva convalidato è ora riconosciuta illegittima.
Ora dovremmo gioire, sottolineare la nostra fiducia nella Giurisdizione, ribadire solidarietà e vicinanza al collega ed alla sua famiglia.
Lo facciamo con chiarezza ed in maniera esplicita.
Con altrettanta chiarezza, però, manifestiamo una profonda inquietudine per come abbiamo percepito in taluni, chiamati ad assolvere ruoli importanti o addirittura nevralgici nella vita della democrazia repubblicana, una sorta di pregiudizio verso la Calabria ed i calabresi tout court, e la politica ed il Consiglio regionale in particolare.
Attenzione, per primi noi, prima e ancor più dopo il delitto di Franco Fortugno, abbiamo denunciato la pervasività, la pericolosità, ed il carattere eversivo ed antidemocratico della mafia in Calabria. Su questo terreno abbiamo agito di conseguenza, con provvedimenti rigorosi e sistematici. Abbiamo chiesto sempre che si procedesse dando priorità al principio di legalità senza guardare in faccia nessuno, a partire dalla politica e dai politici. Ci sono stati casi, altri ci potranno essere, che riguardano Consiglieri regionali indagati; anche contro questi, bisogna agire con rigore e severità.
Tutto ciò è una cosa, tutt’altra cosa è arrestare prima e cercare i riscontri dopo. Per questa via è nato l’errore giudiziario di Pacenza, e successivamente il teorema del Consiglio marcio da mandare a casa.
A questo non ci stiamo. Innanzi tutto per amore di verità e contemporaneamente per evitare alla nostra terra un danno e alle nostre Istituzioni un’infamia che davvero non meritano”.

sabato 8 marzo 2008

Il primo commento a caldo di Tripodi.

''Da ora in avanti non saro' piu' dell'Udeur. Ritenevo che con il mio leader nazionale ci fosse un rapporto di tipo personale, oltre che politico, e non mi aspettavo nient'altro che mi esprimesse la sua solidarieta' dal punto di vista umano''. Lo ha detto l'ex assessore al Turismo della Regione Calabria, Pasquale Tripodi, intervistato dal TG3 Calabria dopo la sua scarcerazione. ''Dovevo essere il capolista al Senato con l'Udeur - ha aggiunto Tripodi - e questa vicenda ha rimandato tale possibilita' ad un'altra occasione. Cio' che posso dire e' che continuero' la mia azione politica piu' determinato di prima''. ''Quando mi hanno notificato il provvedimento d'arresto - ha detto ancora Tripodi - la prima sensazione che ho avuto e' che io in questa inchiesta non mi ritrovavo da nessuna parte. Esprimo perplessita' su come i carabinieri del Ros hanno condotto l'indagine e su come il magistrato ha emesso questo mandato di cattura''. ''Ringrazio il presidente Loiero - ha detto ancora Tripodi - che per ben tre giunte consecutive mi ha accordato la sua fiducia e non voglio entrare nel merito delle sue dichiarazioni dopo il mio arresto. Dico che la sera prima dell'arresto mi sono dimesso e andiamo avanti. Vediamo cosa succedera' nei prossimi giorni. Ho avuto la sensazione, comunque, che la classe politica e dirigente, me compreso, ha derogato alle proprie responsabilita' soprattutto dopo l'omicidio di Francesco Fortugno''. (ANSA).

Rimesso in libertà Tripodi.


Scarcerato l'ex assessore al Turismo della Regione Calabria, Pasquale Tripodi, dell'Udeur, arrestato il 13 febbraio scorso con l'accusa di associazione mafiosa. La decisione e' stata presa dal Tribunale per il riesame di Perugia, che ha accolto la richiesta che era stata presentata dai difensori di Tripodi, gli avvocati Umberto Abate ed Emanuele Genovese. I giudici hanno revocato il provvedimento restrittivo a carico di Tripodi, secondo quanto riferito dai difensori dell'ex assessore, per ''illegittimita' del provvedimento''. Tripodi era stato arrestato nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Dda di Perugia, sulla base di indagini svolte dai carabinieri del Ros, su una presenta oganizzazione criminale che avrebbe visto partecipi elementi della 'ndrangheta e della camorra. Oltre a quello di Tripodi, per il quale era stata disposta la custodia cautelare in carcere, il gip distrettuale di Perugia, su richiesta della Dda del capoluogo umbro, aveva ordinato l'arresto di 50 persone. L'inchiesta riguarda la presunta infiltrazione di elementi della 'ndrangheta in aziende ''pulite'' umbre che sarebbero state poi utilizzate per l'esecuzione di lavori in Calabria ed in altre regioni. Tripodi era stato indicato dagli inquirenti come il referente della cosca Vadala' di Bova Marina. I difensori di Tripodi, nel ricorso presentato al Tribunale per il riesame, avevano sostenuto l'assenza di riscontri all'accusa contestata a Tripodi di avere fatto parte del sodalizio mafioso oggetto dell'inchiesta. I legali avevano anche depositato una documentazione amministrativa da cui risulta che l'ex assessore al Turismo non aveva alcuna competenza istituzionale in relazione alle questioni di cui si parla nelle conversazioni intercettate inserite nel fascicolo dell'inchiesta. (ANSA).

domenica 24 febbraio 2008

Tutti con Tripodi

Un esercito di iscritti si sospende dal partito, riconoscendo unico leader l'assessore arrestato.
Mastella nomina Aprile commissario
La notizia era nell'aria, ma ora è ufficiale. Il gruppo dell'Udeur vicino a Pasquale Tripodi, l'assessore regionale in carcere per un'inchiesta della Procura della Repubblica di Perugia, si sospende dal partito.
E il "Campanile", in provincia di Reggio, rischia di restare "muto".
Ad annunciare questa scelta, "sofferta ma inevitabile", dopo l'atteggiamento assunto da Mastella nei confronti del dott. Pasquale Tripodi, è il segretario provinciale, dott. Paolo Mallamaci.
Mastella, con un partito ormai allo sbando, che ha perso anche il segretario regionale (l'on. Ennio Morrone), ha cercato di rispondere a questa emorragia, nominando un commissario provinciale, nella persona di Giuseppe Aprile, il quale dovrà praticamente ripartire da zero.
Il grosso dell'Udeur, come annuncia Mallamaci, fa quadrato attorno a Pasquale Tripodi e prende le distanze da Mastella.
Per dare l'esatta dimensione dell'esodo proviamo a fare l'appello: seguono Tripodi "tutti i componenti della direzione provinciale, unitamente ai componenti del Comitato provinciale, il responsabile del Movimento giovanile, Fabio Calarco, tutti i segretari delle sezioni operanti nella provincia. Analoga determinazione è stata assunta dagli esponenti del partito nelle istituzioni, tra i quali i consiglieri provinciali Giugno, Barone e Romeo, il vice presidente della provincia Gesualdo Costantino, il consigliere comunale di Reggio Meduri, undici sindaci, due presidenti della Comunità Montana e oltre sessanta tra assessori e consiglieri nei comuni della Provincia".Un terremoto, insomma.
L'Udeur di Mastella ora è un partito da rifondare: per adesso è sparito.
Spiega Mallamaci: "La sofferta decisione, fortemente voluta e sostenuta da 3500 iscritti, si è resa necessaria all'indomani della condotta tenuta dalla segreteria nazionale del partito che con un documento prendeva le distanze dall'assessore Pasquale Tripodi destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Con questa paradossale nota diramata a caldo, si è tentato di far ritenere all'opinione pubblica che il percorso politico dall'amico Pasquale Tripodi si fosse separato già da tempo da quello dell'Udeur, mentre è a tutti noto il contrario".
Infatti, come lo stesso assessore aveva annunciato a "Gazzetta del Sud", il dott. Tripodi "si sta accingendo a impegnarsi direttamente nella prossima tornata elettorale e ricoprendo un ruolo di grande rilievo (Mastella gli aveva promesso la candidatura al Senato, ndr) che lo avrebbe portato a rappresentare, con la lista del "Campanile" le istanze della provincia di Reggio e della Calabria intera nel Parlamento nazionale, a coronamento di un proficuo impegno decennale nell'amministrazione regionale, impegno che ha portato una significativa crescita dell'Udeur nella provincia di Reggio".Inaccettabile per il dott. Mallamaci il comportamento di Mastella.
"In un partito come il nostro - scrive tra l'altro - che si ispira ai valori del cattolicesimo e, quindi, della solidarietà, non è concepibile prendere le distanze da un iscritto, che con grande abnegazione si era impegnato a far crescere l'Udeur in Calabria, quando lo stesso si è trovato in una condizione di umana difficoltà".
Mallamaci risponde al cinismo di Mastella con una presa di posizione chiara e netta:"Siamo indignati con il segretario nazionale e ribadiamo con forza la nostra vicinanza a Pasquale Tripodi".
Il dott. Mallamaci parla per conto di un esercito di 3500 iscritti nella provincia di Reggio che ha portato alle ultime regionali l'Udeur a conquistare quasi il 10 per cento e a Pasquale Tripodi 11.800 preferenze, primo eletto assoluto in tutta la Provincia.
Mallamaci ribadisce:"Con il gesto di sospenderci dal partito tutti gli iscritti, esprimiamo la nostra più sincera solidarietà umana e politica a Tripodi. E, manifestando la più totale e convinta fiducia nell'operato della Magistratura, auspichiamo che l'amico Pasquale possa essere restituito al più presto all'affetto dei suoi cari e dei tanti amici che non rinnegano decenni di battaglie politiche combattute fianco a fianco. Oggi più di ieri si riconoscono in lui come leader e punto di riferimento inamovibile".Dove confluirà l'esercito reggino dell'ex Udeur?
Mallamaci comunica:"Ogni decisione sulla futura collocazione politica verrà presa solo quando Pasquale Tripodi potrà riprendere il ruolo guida del movimento. Operativamente fin da subito, nei consessi elettivi dove l'Udeur è presente con un proprio gruppo, i consiglieri eletti confluiranno nel gruppo misto".
Il documento di Mallamaci, a nome dei 3500 iscritti, è una bella pagina di lealtà e di solidarietà politica e umana, ma è anche una lezione nei confronti dei tanti pseudo garantisti, a cominciare da Mastella, che non hanno neanche sentito il bisogno di esprimere la solita, pragmatica solidarietà nei confronti di Tripodi.
Lo hanno fatto solo gli iscritti dell'Udeur, convinti che il Tribunale della libertà di Perugia possa rendergli giustizia.
Tonio Licordari(Tratto dalla "Gazzetta del Sud")

sabato 23 febbraio 2008

Udeur, sospensione in massa dal partito


Il Segretario provinciale dei Popolari Udeur Paolo Mallamaci e tutti componenti della direzione provinciale di Reggio Calabria unitamente ai componenti del Comitato Provinciale , al Responsabile del Movimento Giovanile Fabio Calarco, e a tutti i segretari delle sezioni operanti nella Provincia, si sono sospesi dal Partito dei Popolari Udeur. Analoga determinazione è stata assunta dagli esponenti del Partito eletti nelle Istituzioni, tra i quali i consiglieri provinciali Giugno, Barone e Romeo, il Vice Presidente della Provincia Costantino, il consigliere comunale della città capoluogo Meduri, 11 sindaci, 2 Presidenti della Comunità Montana, e oltre sessanta tra assessori e consiglieri comunali dell’Udeur. La sofferta decisione fortemente voluta e sostenuta dai 3.500 iscritti reggini al Partito, si è resa necessaria all’indomani della condotta tenuta dalla segreteria nazionale del partito che con un documento diffuso dall’ufficio politico nazionale prendeva le distanze dall’Assessore Pasquale Tripodi destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Con questa paradossale nota diramata a caldo, si è tentato di far ritenere all’opinione pubblica che il percorso politico compiuto dall’amico Pasquale Tripodi si fosse separato già da tempo da quello dei Popolari Udeur, mentre è a tutti ben noto che lo stesso Tripodi si stava accingendo ad impegnarsi direttamente nella prossima tornata elettorale ricoprendo un ruolo di grande rilievo che lo avrebbe portato a rappresentare,con la lista del Campanile, le istanze della Provincia di Reggio e della Calabria intera nel Parlamento della Nazione, a coronamento di un proficuo impegno decennale nell’Amministrazione della Regione, impegno che ha prodotto una significativa crescita dell’Udeur nella Provincia di Reggio Calabria. Per un partito fortemente ispirato ai valori del cattolicesimo, che pone la famiglia al centro della propria azione politica e che ha incardinato un cristiano concetto della solidarietà alla base del proprio programma, l’aver preso le distanze da un proprio iscritto che con grande abnegazione si era impegnato per la crescita del Partito in Calabria,dimostrando una lealtà e coerenza assoluta agli ideali dell’Udeur, proprio quando si trova in una condizione di umana difficoltà, è sembrato a tutti gli aderenti assolutamente inaccettabile. Con questo gesto,interpretando dunque i sentimenti di indignazione nei confronti del Segretario Nazionale Mastella degli iscritti al partito, ribadiamo la nostra vicinanza all’On. Pasquale Tripodi, al quale esprimiamo la nostra più sincera solidarietà umana e politica, e manifestando la più totale e convinta fiducia nell’operato della Magistratura, auspichiamo che Pasquale possa essere restituito prestissimo all’affetto dei suoi cari e dei tanti amici che non rinnegano decenni di battaglie politiche combattute fianco a fianco, e oggi più di ieri si riconoscono in Lui come leader e punto di riferimento inamovibile. Proprio per queste ragioni, ogni decisione sulla futura collocazione politica, verrà presa solo quando Pasquale Tripodi potrà riprendere il ruolo guida del movimento. Operativamente fin da subito, nei consessi elettivi dove l’Udeur è presente con un proprio gruppo, i consiglieri eletti confluiranno nel gruppo misto.


Reggio Calabria 19 febbraio 2008
Paolo Roberto Mallamaci

martedì 19 febbraio 2008

Dalla Gazzetta del Sud

La presa di posizione del segretario nazionale all'annuncio dell'arresto di Tripodi sta provocando reazioni a catena a sostegno dell'assessore
Mallamaci: "Pasquale uscirà a testa alta, il partito reggino lo seguirà. Da Mastella aspettiamo chiarimenti".
I latini, che sono maestri di vita, dicevano che gli amici veri si vedono nelle avversità.
L'assessore regionale Pasquale Tripodi, arrestato con un'accusa pesante (concorso in associazione mafiosa), si sta trovando idealmente a suo fianco i suoi veri amici di partito che, elettoralmente parlando, costituiscono nella provincia di Reggio un autentico serbatoio di voti.
Non è un caso che alle ultime regionali l'Udeur ha sfiorato il 10 per cento e Tripodi è stato il primo eletto in assoluto con 11.806 preferenze in tutta la provincia.
Una prova pubblica di amicizia e di affetto, il dott. Pasquale Tripodi l'ha avuta dal suo gruppo domenica. Una sessantina di persone ("e non sono tutti", dice il segretario provinciale dell'Udeur) ha voluto manifestare "vicinanza, stima ed affetto" a Tripodi. E non si tratta di personale qualsiasi ma di gente che ricopre ruoli importanti (sindaci, assessori, consiglieri comunali, dirigenti di partito) nell'ambito dell'intera provincia, oltre al vice presidente dell'amministrazione provinciale, Gesualdo Costantino e ai consiglieri provinciali Giugno, Barone e Romeo.
Tutto ciò conferma che Pasquale Tripodi dispone di una rete di capo-elettori solida e capillare nel territorio.
L'uscita pubblica degli amici veri di Pasquale Tripodi è anche una risposta forte al segretario nazionale Mastella che, appena avuta notizia dell'arresto di Tripodi, ha provveduto a scaricarlo, sostenendo che addirittura con il partito era praticamente da tempo un "separato in casa" e che a nominarlo assessore regionale era stato il governatore Loiero di sua iniziativa.
Adesso che i contorni della vicenda giudiziaria sembrano prendere una piega nettamente favorevole all'assessore indagato che durante l'interrogatorio avrebbe ribadito la sua totale estraneità, a Roma, nella sede del Campanile, c'è grande imbarazzo per le dichiarazioni avventate fatte nella prima ora.
E la vicenda minaccia di diventare un vero e proprio caso politico: l'Udeur in provincia di Reggio rischia di scomparire.
Il segretario provinciale Paolo Mallamaci, che è riuscito a mantenere compatto il gruppo in questi giorni di tempesta, si esprime con estrema chiarezza, inviando messaggi a Roma e a Ceppaloni: "Sia chiaro, l'Udeur di Reggio seguirà Pasquale Tripodi. Aspettiamo con estrema serenità che si pronunci il Tribunale della Libertà, ma è evidente che la direzione nazionale del partito ci deve uina spiegazione. Martedì, prima della notizia dell'arresto, l'amico Pasquale era considerato una risorsa, tanto che doveva essere candidato al Senato, mentre mercoledì era diventato un separato in casa. Su questa assurdità pretendiamo chiarimenti dell'on. Mastella".Ma dove andrà il gruppo vicino a Pasqulae Tripodi? Resterà nell'Udeur di Mastella o confluirà nel Popolo della libertà di Berlusconi?
Mallamaci è prudente ma chiaro: "Decideremo tutti insieme, dopo aver conosciuto la posizione ufficiale di Pasquale Tripodi. Senza di lui non faremo alcun passo".Mastella, quindi, rischia di perdere la Calabria.
Dopo la scelta di Antonio Borrello di restare nel Centrosinistra, se anche il gruppo-Tripodi, che costituisce la roccaforte dell'Udeur in Calabria, gli volterà le spalle, la forza elettorale del Campanile nel Reggino diventerà pressochè inesistente.
Già la perdita in città di Michele Raso, che alle ultime comunali ha seguito Scopelliti, rappresentava una grossa "falla" d voti. Ma Raso nel frattempo non si era legato ad alcun partito politico ed è pronto a ritornare con Pasquale Tripodi, al quale continua ad esprimere solidarietà ed amicizia, se il gruppo-Udeur del Reggino aderirà alla Pdl.
La situazione è questa, in attesa di sviluppi di natura giudiziaria.
Gli avvocati di Tripodi sono ottimisti, ma su questo arresto affiorano perplessità anche dal mondo giudiziario. Lo si era scritto sin dal primo momento: non c'era nelle cinquecento pagine dell'ordinanza una sola intercettazione diretta di Pasquale Tripodi.
Tecnicamente ci è stato spiegato che le dichiarazioni "eteroaccusatorie" (quando si parla di terze persone) per avere un valore tale da giustificare un arresto devono essere corroborate dai riscontri.
Lo stabiliscono le sentenze della Corte di Cassazione.Altrimenti qualsiasi persona ignara potrebbe restare vittima di millantatori o di persone rovinate che decidono di rovinare terzi.Tutto il gruppo (per ora dell'Udeur) ha fiducia nella Magistratura."Pasquale Tripodi- dice Mallamaci- tornerà libero e a testa alta e noi continueremo a fare politica con lui".
Anche il gruppo provinciale dei giovani Udeur ha inteso esprimere solidarietà a Tripodi. Tra l'altro scrivono i giovani di avere piena fiducia nella Magistratura, alla quale però rivolgono l'invito di "fare chiarezza in tempi rapidi. Certi che la verità saprà rendere giustizia al nostro leader indiscusso. Ci auguriamo che questo momento così difficile passi in fretta e vi sia il pieno riscatto della sua onorabilità e dignità".
Tonio Licordari
(Tratto dalla "Gazzetta del Sud")
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domenica 17 febbraio 2008

dalla Gazzetta del Sud

Dopo Borrello, reagisce l'Udeur reggino
"Clemente Mastella aveva deciso di candidare Pasquale Tripodi al Senato in Calabria. Lo aveva comunicato martedì all'interessato". Parla così il dott. Paolo Mallamaci (nella foto), segretario provinciale dell'Udeur a Reggio, rimasto deluso e incredulo dalla presa di distanza del segretario nazionale dopo l'arresto dell'assessore regionale: "Ancora vogliamo verificare la veridicità di quella dichiarazione che definiva Pasquale distante dal partito da tempo. Un'assurdità. Sabato scorso era accanto a lui ad Arpaise e aveva annunciato proprio alla "Gazzetta del Sud" che lasciava la giunta regionale per seguire Mastella. Aspettiamo di sapere come la pensa realmente Mastella sul caso che riguarda Pasquale Tripodi, per poi comportarci di conseguenza".
Mallamaci sostiene che l'Udeur provinciale è solidale a tutto tondo con Pasquale Tripodi.
"Abbiamo fiducia piena nella Magistratura. Mi risulta che Pasquale si è difeso bene davanti al Gip. Sono fiducioso, siamo fiduciosi. Per adesso ci viene spontaneo e umano censurare le dichiarazioni sia del governatore Loiero sia del nostro segretario Mastella".
Su questo versante il primo ad uscire allo scoperto era stato il vice presidente del Consiglio regionale, Antonio Borrello, il quale aveva già annunciato di non seguire Mastella nel nuovo progetto politico, restando nel Centrosinistra. Borrello dice: "Decisamente torto, sul piano politico, hanno tutti coloro i quali dopo tre anni di legislatura prendono le distanze dall'assessore Pasquale Tripodi, quasi non l'avessero mai conosciuto, stimato, scelto come compagno di viaggio affidandogli le deleghe regionali importanti e, nel caso dell'Udeur, pronti a proporre l'elezione al Parlamento". Borrello parla di cinismo politico e aggiunge: "Prendere le distanze ora, in questo momento critico per lui, cui personalmente auguro, di cuore, che possa dimostrare la sua estraneità dalle accuse che gli muove la Magistratura, è quantomeno osceno sul piano umano".
L'intero gruppo dei consiglieri provinciali dell'Udeur a Reggio (il vicepresidente Gesualdo Costantino, Luigi Giugno, Antonino Romeo e Giovanni Barone) "esprime sincero affetto, profonda solidarietà e vicinanza a Pasquale Tripodi".
Confidando nell'operato della Magistratura, il gruppo Udeur è convinto che presto Pasquale Tripodi tornerà "agli affetti dei suoi cari e a riprendere l'importante percorso non solo politico, ma anche soprattutto umano, all'insegna dei valori della correttezza, della trasparenza e della legalità".
Vicino a Pasquale Tripodi anche l'assessore comunale di Reggio, Michele Raso (già dell'Udeur): "Sono convinto che da questa storia Pasquale uscirà a testa alta".
(to.lic.)
(Tratto dalla "Gazzetta del Sud")
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venerdì 15 febbraio 2008

Borrello: solidarietà a Tripodi e incredulità per le dichiarazioni di Mastella e Loiero che considera oscene.


“Nel frastuono generale si rischia di perdere persino il significato delle parole, ma anche di dare un colpo letale alla nostra democrazia. Io credo che, premesso il rispetto per l’attività della magistratura, occorra che non si facciano processi mediatici o si mettano alla gogna le persone prima ancora che si conoscano i fatti e vi siano le relative sentenze giudiziarie, perché comportarsi diversamente significa soltanto minare alle basi lo Stato di diritto”. Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Borrello. “Per evitare processi sommari e spettacolari, è urgente - secondo Borrello - che la magistratura acceleri le procedure e pervenga con rapidità ad un esito. Nel frattempo, però, un minimo di ragionamento è opportuno farlo. Decisamente torto, sul piano politico, hanno tutti coloro i quali dopo tre anni di legislatura prendono le distanze dall’assessore Pasquale Tripodi, quasi non l’avessero mai conosciuto, stimato, scelto come compagno di viaggio affidandogli deleghe regionali importanti e, nel caso dell’Udeur, pronti a proporre l’elezione al Parlamento. Qui oltre alla bugia c’è un cinismo che fa a fette l’umanità di ogni individuo e che ci deve indurre a riflettere su quanto di grave sta accadendo nel mondo politico. Da anni l’Udeur, da un lato, e il presidente Loiero, dall’altro, hanno individuato nelle capacità di Tripodi una sintesi d’impegno politico ed amministrativo nella regione Calabria. Prendere le distanze ora, in questo momento critico per lui, cui personalmente auguro, di cuore, che possa dimostrare la sua estraneità dalle accuse che gli muove la magistratura, è quantomeno osceno sul piano umano”. “Ma sul piano politico - aggiunge Borrello - un comportamento del genere non può passare inosservato, perché tradisce un’irresponsabilità, di chi lo pone in essere, i cui costi si vorrebbero scaricare sulle persone che, per un motivo o per l’altro, finiscono nella rete della magistratura inquirente e che, però, e questo non è mai superfluo ricordarlo, sono innocenti fino a quando non vi sia una sentenza di condanna. Per ciò che riguarda le tante candide sirene che richiedono il voto subito alla Regione Calabria, sorprende che le stesse non siano, con altrettanta solerzia, attente anche alle vicende di altre regioni come la Campania per esempio. Anche se il vero problema, a mio avviso, rimane sempre lo stesso: l’esasperazione del profilo giudiziario a causa anche dell’inadeguatezza a dare risposte ai problemi dei cittadini. Io credo che i cittadini, piuttosto che andare al voto, richiedano soluzioni sul terreno dei contenuti. In questo senso, il centrosinistra calabrese dovrebbe interrogarsi subito, non attraverso parate mediatiche in cui i leader appaiono un attimo e spariscono senza lasciare tracce concrete del loro passaggio, ma attraverso progetti di legge, programmi amministrativi, passione per le questioni che bloccano la crescita economica della Calabria. Se la politica - conclude - non diventa governo scrupoloso e puntuale del territorio nel pieno rispetto della legalità e della trasparenza, rischia di diventare, nella società di oggi, un’appendice irrilevante del pensiero umano”.

I giovani vicini a Tripodi.

Comunicato stampa giovani

Il gruppo giovani della provincia di Reggio Calabria vicini all’On. Pasquale Tripodi,
esprimono tutta la loro più sincera solidarietà all’amico Pasquale Tripodi e si stringono a lui in un abbraccio ideale di solidarietà umana e politica, di profonda stima, ammirazione e fiducia.
Siamo certi che in tempi brevi emergerà l'estraneità dell'On. Tripodi rispetto a questa vicenda.
Del resto, conosciamo bene la correttezza e la trasparenza che caratterizzano la persona dell'amico Pasquale Tripodi e siamo certi della piena estraneità ai fatti per i quali risulta indagato.
Chi conosce Pasquale Tripodi, conosce il suo impegno politico ogni giorno rivolto ai cittadini, la sua rettitudine e la sua enorme moralità.
Rimaniamo francamente sconcertati del grave provvedimento assunto nei confronti dell' On. Tripodi, un amministratore apprezzato da tutti e che ha sempre dimostrato grande attenzione nei confronti dei problemi della comunità calabrese, e il consenso che egli ottiene, non soltanto elettorale, è la riprova di questo.
Siamo convinti che l'amico Pasquale Tripodi saprà dimostrare la limpidezza del suo operato e ci auguriamo che presto venga restituito a tutta la comunità calabrese un uomo che da tutti è apprezzato per il tanto bene fatto alle comunità di cui si è occupato.
Contestualmente sollecitiamo la magistratura a fare prontamente chiarezza sugli avvenimenti e restituire quindi serenità all’On. Pasquale Tripodi.
Ribadendo quindi piena fiducia nella magistratura e certi che la verità saprà rendere giustizia all’on Tripodi, speriamo che questo momento così difficile passi in fretta e vi sia il riscatto della sua onorabilità e dignità.
Il gruppo giovani della provincia di Reggio Calabria




giovedì 14 febbraio 2008

Operazione naos:continua la solidarietà a Tripodi.La sezione di Montebello Ionico


La sezione di Montebello Ionico, in tutte le sue componenti, è vicina all’amico Pasquale Tripodi, coinvolto in queste ultime ore in una vicenda giudiziaria che ha contorni ancora non chiari.» Inizia con queste parole un breve comunicato stampa con cui la sezione Udeur del paese che ha dato i natali a Pasquale Tripodi esprime fiducia nell'operato dell'ex assessore. «Pur avendo piena fiducia nella magistratura, - continua la nota - siamo oltremodo convinti dell’assoluta innocenza dell’On. Tripodi, perché noi più degli altri, possiamo testimoniare l’attaccamento ai valori di lealtà e di onestà che hanno sempre contraddistinto la sua condotta civile e politica, essendo stato egli da sempre convinto assertore di una linea di condotta che ha anteposto la moralità nei comportamenti e l’etica nell’azione politico amministrativa di tutti i giorni.» Il segretario, Peppe Crea, nel suo scritto continua sottolineando come l’incredulità che in un primo tempo ha sconvolto i cuori degli iscritti «ora sta lasciando il posto all’affetto e all’amicizia che tutti ripongono nei confronti di un uomo per bene, di una persona limpida che ha sempre anteposto gli interessi generali e delle comunità che ha sempre servito con spirito di servizio, prima da medico e poi da politico». La nota si chiude con l'augurio «che al più presto si possa chiarire questa vicenda incresciosa e Pasquale Tripodi possa tornare a riprendere il suo ruolo di guida politica»

mercoledì 13 febbraio 2008

La dichiarazione di Mastella sull'arresto di Tripodi:sconcertante!

''Loiero sa bene che Pasquale Tripodi - che ci auguriamo
possa al piu' presto chiarire la sua estraneita' alle accuse contestategli - da
tempo era distante dal Partito e che la segreteria nazionale dei Popolari-Udeur
non lo ha mai indicato a ricoprire le deleghe di assessore cui lo ha chiamato
direttamente e autonomamente lo stesso Governatore della Calabria''. Lo
sottolinea una nota di largo Arenula che aggiunge: ''A questo punto, dopo la
somma di vicende che hanno riguardato quasi tutti i Partiti, riteniamo opportuno
che il Presidente Loiero compia un gesto di generosita' dimettendosi, dando
cosi' ai cittadini calabresi la possibilita' di andare a nuove elezioni e di
legittimare un nuovo governo regionale''.
Con questo dichiarazione Mastella ha dimostrato quanto è meschino e vile, scaricare un Suo esponente in difficoltà, quando appena il giorno prima gli aveva offerto la candidatura al Senato come capolista. Mastella, credimi, e te lo dico con tutto il cuore, sei una delusione. (Paolo Mallamaci)

Operazione Naos:la solidarietà di Mallamaci a Tripodi.

A nome mio personale e interpretando i sentimenti degli iscritti del partito della provincia di Reggio Calabria, esprimo la più calorosa, sincera e leale solidarietà all’amico Pasquale Tripodi, che in queste ore di grande sofferenza, sicuramente starà sentendo intorno a sé l’affetto dei tanti amici che in questi difficili momenti si sono raccolti intorno alla famiglia e al partito. Manifestando la più totale e convinta fiducia nell’operato della magistratura, auspichiamo che questa triste pagina si possa chiudere al più presto restituendo Pasquale all’affetto dei suoi cari e dei tanti amici che non rinnegano decenni di battaglie politiche combattute fianco a fianco, e oggi più di ieri si riconoscono in lui come leader e punto di riferimento inamovibile. Siamo convinti che l’On. Tripodi saprà chiarire le accuse mosse a suo carico e dopo aver dimostrato la sua completa innocenza, non rimarranno ombre sulla legittimità del suo operato politico ed amministrativo.