domenica 31 maggio 2009

Loiero e Cetola tagliano la spesa sanitaria sulla pelle dei cittadini...VERGOGNATEVI|

In questi giorni è viva la preoccupazione da parte dei Sindaci e della popolazione dei comuni della Locride di una possibile soppressione di molte postazione di Guardie Mediche in paesi dell’entroterra aspro montano ionico. Tale iniziativa rientra in piano predisposto da parte dell’Asp n. 5 di riorganizzazione del servizio delle postazioni di continuità assistenziale allo scopo di ridurre i costi del servizio sanitario regionale e quindi per cercare di contenere la spesa sanitaria entro i parametri restrittivi imposti dalla Regione Calabria che, dopo aver creato un buco molto prossimo ai due miliardi di euro, ora cerca di “chiudere il recinto dopo che gli animali sono scappati” e cerca con queste iniziative di far credere all’opinione pubblica che si stiano gettando le basi di una riorganizzazione del sistema sanitario per ridurre gli sprechi e contenere la spesa. Tale provvedimento, ove dovesse passare, avrà l’unica conseguenza di sopprimere alcune postazioni mediche collocate in territori particolarmente decentrati e difficilmente accessibile con un sistema di primo interevento e punirebbe quindi solo i cittadini che abitano nei piccoli centri abitati che sono sforniti dei servizi minimi e che per far fronte ai propri bisogni primari per forza di cose si vedranno costretti ad abbandonare le proprie case e le proprie borgate, con il grave nocumento per il sistema idrogeologico e ambientale che non sarebbe quotidianamente monitorato e avrebbe risvolti negativi dal punto di vista sociale, creando una nuova generazione di emigranti, quella non in cerca di lavoro, ma in cerca di servizi per sopravvivere. Senza contare che tutto questo è contro la carta costituzionale perché nega diritti contenuti nella carta dei diritti del malato. Il partito dell’Udc a tutti i livelli si sta mobilitando per scongiurare che la chiusura delle guardie mediche penalizzi gli abitanti delle zone più disagiate della provincia, anche perché esse sono il primo ed insostituibile atto concreto di aiuto in caso di necessità e bisogno. Per far questo però, è necessaria oltre alla mobilitazione sacrosanta dei medici che rischiano di perdere il posto di lavoro, anche la mobilitazione da parte dei Sindaci e delle amministrazioni comunali, per preservare il diritto che hanno i cittadini di abitare nelle proprie borgate sia pur collocate in aree depresse e tra le più deboli del Paese. I parametri che l’Asp cerca di far passare come rapporto tra cittadini e postazioni è assolutamente fuori ogni logica; infatti il commissario dell’Asp sostiene l’assunto che una postazione oggi coperta da 4 medici impegnati nelle 24 ore, debba essere coperta da un solo operatore sanitario facendo passare di fatto il rapporto ottimale ad 1 medico ogni 14.000 abitanti e questo in spregio di quanto previsto dalla legge regionale che proprio per la particolare conformazione oro-geografica della Regione Calabria, stabilisce che ogni postazione debba coprire una utenza pari a 3.500 abitanti e tale disposto è ancora più favorevole rispetto a quanto previsto dall’ACN del 24 marzo 2006 che prevede 1 medico ogni 5.000 residenti come rapporto ottimale tra medico e paziente. A supportare tale tesi vi è una sentenza del Tar del Lazio che ha stabilito che per postazione si intende il nucleo composto dai 4 medici componenti l’Ufficio della Guardia Medica e che quindi rovescia l’impostazione voluta dai dirigenti dell’Asp reggina. Se risparmio si deve come è giusto fare, l’Asp inizi a tagliare le consulenze faraoniche che si protraggono nel tempo e incidono fortemente sulle tasche dei contribuenti, sforbiciando le spese in alcuni compari ospedalieri dove nelle forniture si registrano difformità di prezzo e condizioni rispetto ai prezzi di mercato. Siamo veramente stanchi di politiche sanitarie miopi che penalizzano i piccoli centri e di interventi di razionalizzazione della spesa in contrasto con i bisogni dei ceti più deboli.
Paolo Roberto Mallamaci
Segretario Provinciale di Reggio Calabria
Reggio Calabria 30.05.2009

giovedì 28 maggio 2009

PD e preferenze: sortita di Strangio


Nella conferenza stampa tenuta ieri, il segretario provinciale del PD ha proposto una iniziativa di legge per reintrodurre le preferenze per la elezione dei deputati al Parlamento e in generale in tutte le assemblee elettive nelle quali per principio, “dovrebbero essere i cittadini a dover scegliere i loro rappresentanti e non le segreterie romane per una basilare questione di democrazia, in quanto con le liste bloccate viene leso un principio essenziale, quello della rappresentatività”. Nell’incontro, è stato sottolineato inoltre che “quando i Parlamentari vengono nominati dai vertici di partito si disinteressano dei problemi del territorio e che quanti sostengono le liste bloccate sono necessarie in Calabria, perché qui c’è la ‘ndrangheta, offende la dignità di questo popolo e alimenta il pregiudizio nei confronti dei calabresi, che vengono così tacciati di essere tutti mafiosi”. Queste mere enunciazioni di principio sono ovviamente da me condivise e sono il leit motiv della campagna elettorale dell’UDC che già a partire dalla legge elettorale per le Europee si è battuta per mantenere le preferenze che i due grandi partiti-coalizione, Pdl e Pd volevano invece abolire per controllare con le liste bloccate, gli eletti a Strasburgo. Nel corso dell’iter della legge, il PD si batté oltre modo per cancellare con un tratto di gomma, il basilare diritto degli italiani di scegliersi i propri rappresentanti e se tale provvedimento non è passato, è dovuto alla circostanza che per riformare la legge i due grandi partiti sono dovuti scendere a patti con l’Udc che avrebbe potuto con una politica ostruzionistica rallentare l’iter delle legge di modifica delle norme per le elezioni del Parlamento Europeo. Inoltre gli amici del PD omettono di dire che giace già in Cassazione un disegno di legge proposto dall’Udc per inserire le preferenze per le elezioni al parlamento nazionale e tale raccolta di firme (che risale all’estate del 2008) è stata ben accolta dagli Italiani che hanno sottoscritto le adesioni in modo massiccio e convinto. Vi sono altre riflessioni che mi lasciano perplesso: come fa l’Avv. Strangio a stare in un partito del quale non condivide le linee generali di intervento, arrivando a differenziarsi dai vertici nazionali su una questione così importante e oserei decisiva come la concezione democratica della partecipazione alla vita democratica del paese? E se il segretario provinciale del PD assume iniziative legittime ma discordanti rispetto alla linea del partito nazionale, come si può biasimare il comportamento del segretario del Pd di Villa che sfiducia insieme ad altri iscritti il Sindaco, espressione del proprio partito? Inoltre, sono curioso di sapere se sul referendum del 21 giugno i vertici reggini del Pd hanno la stessa posizione di Franceschini e dei leader nazionali del loro Partito, perché se così fosse, l’iniziativa proposta ieri è assolutamente demagogica e risente del clima preelettorale. Se è vero che la vera riforma da fare subito è quella di rimettere le preferenze nella legge elettorale, bisogna dire con coraggio ed onestà intellettuale che è antidemocratico consentire a un partito di maggioranza relativa di prendere il 51% dei seggi e per giunta con le liste bloccate. Il quesito referendario a cui saremo chiamati il 21 giugno è per noi un imbroglio perché potenzialmente consente al partito che ha ottenuto il 25% di ottenere il 51% dei seggi e ciò è contro ogni regola elementare della democrazia. Inoltre, se con le liste bloccate c’è il rischio di criminalizzare la Calabria con candidature che vengono concepite fuori dalla nostra provincia, sarei curioso di sapere dall’Avv. Strangio il perché di certe candidature del Pd in Calabria, in primis quella del senatore De Sena (per non parlare delle numerose Vedove presentate agli elettori) che, al di là delle indubbie qualità morali, umane e politiche dell’uomo, viene letta dall’opinione pubblica proprio in quell’ottica pregiudizievole (Reggio= mafia) che i firmatari della proposta vorrebbero superare. Paolo Roberto Mallamaci

Segretario Provinciale di Reggio Calabria

Reggio Calabria 28.05.2009

martedì 26 maggio 2009

Montebello: solidarietà al candidato Spizzica


Il Segretario Provinciale dell’UDC, Paolo Roberto Mallamaci ha espresso piena solidarietà e vicinanza al Dott. Vincenzo Spizzica, candidato alla carica di consigliere comunale del comune di Montebello Jonico con la lista “Confronto e Progresso”, la cui automobile, nella notte, è stato fatta oggetto di alcuni colpi di arma da fuoco. «Interpretando lo sconcerto mio e degli iscritti al partito – ha affermato Mallamaci – formulo i sentimenti della più affettuosa vicinanza al Dott. Spizzica ed alla sua famiglia ed esterno viva condanna per il vile atto intimidatorio perpetrato ai danni di chi ha scelto la via del confronto e del dialogo per apportare un contributo determinate alla crescita democratica e civile del proprio territorio». «Mi auguro che gli inquirenti possano fare luce al più presto sull'accaduto – ha concluso il segretario Mallamaci - per restituire serenità alla cittadinanza e a quanti, come il Dott. Vincenzo Spizzica, sono impegnati nella delicata campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative».

Bagnara: ennesima farsa delle dimissioni di Zappala'.


L’ ennesima altalena delle dimissioni presentate e poi ritirate da parte del Sindaco Zappalà a Bagnara stanno creando confusione e sconcerto nell’opinione pubblica della splendida cittadina del Tirreno. Dopo un ulteriore periodo di riflessione successivo alle dimissioni del 22 aprile il Sindaco ha maturato la determinazione di ripartire con le attività amministrative nominando una nuova giunta comunale che, al di là della valenza indubbia dei singoli componenti, lascia aperti almeno due interrogati che richiedono secondo noi risposte adeguate e convincenti. La prima questione è di carattere politico: il rimpastino voluto dal Primo cittadino, infatti fino adesso ha penalizzato solo e fortemente l’UDC che prima della nuova giunta era rappresentata nell’esecutivo dagli amici Romeo (vice sindaco) e Spoleti e dopo le nuove nomine invece ha visto fortemente penalizzata la propria presenza nell’organo amministrativo limitatamente al solo Romeo (per giunta con la sola delega assessorile), il quale con grande senso di responsabilità ha rassegnato subito le dimissioni. Tale decisione seppur legittima dal punto di vista della norma che conferisce al Sindaco il potere di nominare e revocare gli assessori è da noi ritenuta assolutamente inopportuna in quanto priva alla collettività bagnarese di due ottimi amministratori che in questi anni si sono fatti interpreti dei bisogni della gente e che con il loro impegno hanno contribuito a dare soluzione ai numerosi problemi della comunità, tanto che se oggi Bagnara è ritornata ad essere meta di un turismo non solo vacanziero ma anche culturale e un centro di attrazione per tutta la fascia di utenza di sistemi turistico- ricettivi che si affaccia sulla costa viola, gran parte del merito è da annoverare all’impegno profuso da Romeo e Spoleti che hanno saputo creare le sinergie e i giusti collegamenti con gli enti propedeutici e sussidiariamente vicini all’amministrazione comunale. Con questa decisione si evidenzia che questo modo di fare politica, coerente e leale, portato avanti da Romeo e Spoleti in questi anni ( e con loro di tutti gli iscritti e i simpatizzanti dell’UDC di Bagnara), non è stato apprezzato da Zappalà. Il secondo aspetto di assoluta rilevanza riguarda l’opportunità complessiva di crescita del Comune stesso. Infatti, l’altra decisione anche essa difficile da comprendere, è quella di affidare il delicato incarico di vice sindaco ad un cittadino che vive fuori dalle dinamiche della collettività bagnarese e che sicuramente al di là delle qualità umane e professionali, non sarà in grado di incidere in modo efficace sulle decisioni da prendere nell’interesse dei cittadini del Comune. Senza considerare che tale decisione mortifica le numerose intelligenze locali che sicuramente di più e meglio potevano essere testimoni dei bisogni della propria collettività e potevano interpretare il ruolo di supporto del Sindaco di Bagnara, anche tenendo conto che essendo Zappalà al secondo mandato e non essendo più candidabile, una oculata pianificazione avrebbe gettato le basi per una continuità amministrativa dell’opera fin qui senza dubbio positiva svolta. Riteniamo che fino a quando non verrà fatta chiarezza politica sulle motivazioni che stanno alle basi di certe decisioni, il nostro ruolo non ci potrà consentire di assumere responsabilità diretta nella gestione,valutando di volta in volta la portata degli atti amministrativi che saranno proposti in Consiglio.

Reggio Calabria 26 maggio 2009

Paolo Mallamaci Segretario Provinciale dell’UDC

venerdì 15 maggio 2009

Manifestazione all'Odeon


Venerdì 15 maggio alle ore 17.00 al cinema Odeon di Reggio Calabria manifestazione dell’UDC. Introdurrà il segretario Provinciale Paolo Mallamaci, e seguiranno gli interventi del segretario regionale On. Francesco Talarico e del consigliere regionale On. Pasquale Tripodi. Chiuderà la manifestazione il dott. Pino Bova, candidato al Parlamento Europeo.

domenica 10 maggio 2009

Manifestazioni UDC in campagna elettorale.


Vi comunico le date delle prossime manifestazioni dell'UDC: lunedì 11 alle 16.30 a Bova Marina e alle 18.30 a Locri con Bova Tripodi e Mallamaci;martedì 12 alle 16.30 a Rosarno con Bova Tripodi e Mallamaci;martedì 12 alle 18.00 a San Roberto presentazione della lista guidata dal candidato a Sindaco Vizzari; Venerdì 15 alle 17.00 cinema Odeon Reggio Calabria,saranno presenti Pino Bova, candidato alle Europee, l'on. Pasquale Tripodi e il segretario provinciale Mallamaci. Sabato 16 a Rosarno alle 16.30 manifestazione con il senatore Trematerra candidato al Parlamento Europeo, Tripodi e Mallamaci.

domenica 3 maggio 2009

Udc solidale con Carnovale

La Segreteria Provinciale dell’UDC esprime piena solidarietà e vicinanza al Consigliere Provinciale Franco Carnovale, vittima di una vile e vergognosa intimidazione, che non è altro che l’espressione di una cultura antidemocratica che tenta con ogni illecito mezzo di mettere sotto scacco le Istituzioni. Ancora una volta l’amico Franco e la sua famiglia sono oggetto di una aggressione alla quale le Istituzioni non possono rispondere solo con l’espressione di una profonda vicinanza alle famiglie coinvolte, ma oltre a ribadire una ferma condanna verso tutti quei comportamenti che cercano di attentare alla serenità e alla sicurezza degli amministratori che con abnegazione e disinteresse si sono messi al servizio della propria comunità, bisogna rispondere con azioni concrete che salvaguardino e tutelino l’integrità di coloro i quali si impegnano con abnegazione per far risollevare questa nostra Provincia dallo stato di arretratezza economica e sociale in cui si trova.Sicuro che l’amico Franco non si lascerà influenzare da gesti di tale viltà e anzi troverà in questa provocazione ulteriori stimoli per quell'impegno al servizio dei cittadini, a Lui va il nostro accorato invito a non mollare, a non indietreggiare di un solo millimetro perché non sarà lasciato da solo, ma gli amici dell’Unione di Centro intraprenderanno tutte le iniziative necessarie affinché possa continuare nel suo impegno di politico e di imprenditore al servizio della propria gente.
Dott. Paolo Roberto Mallamaci Segretario Provinciale dell’UDC