martedì 29 aprile 2008

Motta: ancora sulla commemorazione,l'intervento della Direzione Didattica.

Lo speciale di ReggioTV










Ex Udeur all'Udc senza equivoci e "nacamenti"

Il gruppo degli amici di Pasquale Tripodi ha deciso di aderire "senza se e senza ma" al partito dell'Unione di Centro. La decisione è stata presa teoricamente da tutti coloro i quali sulla carta si dicono amici di Pasquale Tripodi. Ma ora dalle parole bisogna passare ai fatti. Cio' significa che in tutti i consessi , gli eletti nelle Istituzioni devono confluire nel gruppo consiliare dell'UDC. Chi non lo fa' si metterà automaticamente fuori dal partito e si allontanerà dal movimento che ruota intorno al politico Bovese. Per cui la costituzione alla Provincia di gruppi autonomi per puntellare posizioni personali non sono, o meglio non sara' tollerata. Chi si riconosce nel nostro movimento deve in modo chiaro e senza equivoci, mettersi la "maglietta" dell'Udc. In questo senso Pasquale Tripodi è stato molto chiaro.

giovedì 24 aprile 2008

Commemorato il Maestro Giovanni Mallamaci



...............alcune riflessioni...................



· La giornata della commemorazione nasce dall'esigenza evidenziata agli alunni della Scuola elementare di motta, di sapere chi era il maestro a cui era stata intotolata la scuola. Anche a me è capitato, più volte salendo a Motta, di incontrare dei ragazzini che accostando il mio cognome alle scuole elementari mi abbiano chiesto chi era Giovanni Mallamaci . Spesso non ho avuto non ho avuto la prontezza per rispondere a questa semplice domanda posta quasi sempre in modo molto garbato e timidamente. Questa domanda è sempre risuonata nella mia mente in modo ricorrente....

Per dirla con il linguaggio di oggi, mio padre era un uomo all’antica, mosso da un rigore morale che solo una forte fede in Dio può dare, una persona che aveva una grande carica spirituale e altissimi ideali etici e a cui si ispirava nella vita di tutti i giorni.
· E proprio la profonda fede religiosa lo ha aiutato nei momenti difficili della sua vita e lo ha portato ad affrontare con cristiana rassegnazione la malattia che lentamente ma in modo inesorabile lo stava spegnendo nel fisico ma mai nella mente che è rimasta sempre attenta e lucida.
· Aveva un grande senso del dovere che lo portava a impegnarsi con abnegazione come educatore nella scuola ma anche nel sociale, diventando un punto di riferimento costante per tante generazioni di Mottesi. Era profondamente attaccato a questa comunità, che aveva contribuito a scolarizzare fin dalla fine della seconda grande guerra, allorquando ritornò a Motta dopo aver prestato servizio come sottufficiale nell’esercito.
· Questa esperienza per lui fu fortemente formativa e ne parlava sempre con grande entusiasmo. In questa esperienza maturò una altra qualità che per lui era insostituibile nella scala dei valori: il senso dello Stato, della legalità, il rispetto della Costituzione. Era così legato a questa gente che allorquando ebbe l’opportunità di andare, dopo essere risultato idoneo al concorso, a fare il direttore didattico in un altro Paese, non se la sentì di allontanarsi, perché diceva che stando accanto ai mottesi, spesso più grandi di lui, aveva conosciuto uomini e donne con storie diverse, con esperienze significative, forse di minore impatto sociale ma esperienze molto più rilevanti di quelle che aveva maturato lui, gente con un bagaglio culturale enorme, di vita vissuta spesso fuori, spesso nelle miniere e nelle gallerie di mezzo mondo.
· Non se l’è sentita di allontanarsi da questi contatti umani quotidiani, perché diceva sempre che in mille occasioni, negli sguardi, negli occhi, nei gesti, nel sudore che la fatica di un lavoro pesante determinava, di ciascuno di coloro i quali si rivolgevano a lui per un qualsiasi consiglio, avvertiva il dolore di una vita vissuta fatta di stenti, il sacrificio che si consumava spesso lontano dagli affetti familiari, spesso leggeva la tragedia che stava incombendo a causa della silicosi che avanzava inesorabile. E si stringeva intorno ai bimbi di allora, nei quali leggeva il senso di smarrimento e di vuoto che solo la prematura dipartita di un padre può procurare, quasi per lenirne la sofferenza, quasi per alleviare con un sorriso o una carezza il dolore per una vita già vissuta in salita ma che ora per quei bambini diventava ancora più irta di ostacoli e di difficoltà.
· Tutte queste sensazioni lo avevano reso più ricco e accresciuto al contempo la consapevolezza che il tanto tempo speso in questa comunità non era stato né vano né inutile. Ma in compenso tante sono state le occasioni nelle quali ha sentito il calore umano di gente umile e semplice come lui lo era, ma gente fiera e orgogliosa che nel dopoguerra portava con dignità e a testa alta un carico di difficoltà che solo lo stare assieme in un senso compiuto di comunità rendeva più lieve e sopportabile.

· Chi non ha vissuto la vita di Motta in quegli anni non può comprendere il ruolo che ha svolto e il contributo che ha dato affinché certe dinamiche portassero la nostra cittadina a sviluppare un dirompente processo di espansione e di crescita che ha portato il nostro comune ad essere una isola felice e punto di riferimento in tutta la provincia.
· Diceva che il rispetto si doveva dimostrare sempre e soprattutto quando una persona, una famiglia era in difficoltà. E’ stato un maestro di altri tempi, ma è stato anche un padre molto rigoroso che ha dato ai propri figli una educazione inflessibile su alcuni valori che per lui erano imprescindibili. E’ stato un genitore dai tratti gentili come solo chi aveva un animo poetico sapeva essere, ed è stato un marito attento e premuroso, profondamente innamorato fino all’ultimo istante della sua veloce permanenza terrena di sua moglie che ha onorato e venerato in modo costante e continuo per tutta la vita.
· E il concetto di famiglia per lui non aveva gli stretti confini delle mura della propria casa, perché avendo un legame solido di affetto con i propri fratelli e con le sorelle, veniva naturale ragionare in termini di famiglia inglobando i nipoti, i fratelli, ma anche i tanti cugini con i quali c’era stima profonda.
· Aveva tanti amici storici, quelli della ringhiera di piazza Borgo, con i quali in Cielo starà continuando a parlare dei problemi del paese e dei propri figli, ma era l’amico di tutti. Per tutti aveva una parola di conforto, per tutti aveva un consiglio, e a casa nostra la chiave era sempre nella toppa perché in qualsiasi momento c’era un amico che poteva venire a sottoporre un problema e non era giusto farlo aspettare.
· Che oggi a distanza di venti anni la comunità mottese lo ricorda con questo affetto e anche con tanta nostalgia, per noi è motivo di ulteriore orgoglio e felicitazione. Perché se è vero che l’assenza di un genitore si avverte sempre, anche a distanza di decenni, anche a distanza di una vita per lunghi versi consumata, sapere che il ricordo viene condiviso con tutta una comunità che gli ha voluto bene, che lo ha stimato e fortemente apprezzato nel suo operato, rende questo vuoto un poco più dolce.

· Grazie quindi a coloro che si sono impegnati per l’ottima riuscita di questa manifestazione, a partire dalla direttrice Marafioti per le parole che ha voluto dedicare e la prof.ssa Francesca Triolo che le ha lette; a Bruno e Grazia Minniti ,a Lillo Mallamaci, a Ninello Verduci per le testimonianze, al prof. Trunfio per le splendide note del silenzio, a Santina Mallamaci per la scenografia . I cori dei bambini e degli adulti magistralmente diretti dall' esperta Lidia Caracciolo e Cristina Gangemi. In particolare un grazie agli alunni delle classi IV con le insegnanti Mirella Santo, Angela Marcianò, Domenica Gullì.Agli alunni delle classi V con le insegnanti Angela Cogliandro e Antonina Infortuna. Alla prof.ssa Rosanna Squillaci,. a Lillo Sergi. Alla sig. Maria Apollaro, responsabile del plesso che ci ospita, che ha coordinato il tutto nonostante l'incidente occorsole. Alla dirigente dott.ssa Caterina Autellitano subito disponibile ad avallare ogni iniziativa per portare ancora più in alto il nome della scuola.
· Un sentito ringraziamento alle Istituzioni presenti, al Sindaco, al Vice Presidente del Consiglio Provinciale, ai consiglieri provinciali, al Dott. Lamberti, che qui è nella veste di uomo di cultura. A Pasquale Tripodi, che oggi malgrado importanti impegni ha voluto essere presente per testimoniare alla mia famiglia, vicinanza ed affetto, ai tanti amici che mi hanno fatto la sorpresa di salire e molti per la prima volta in questa cittadina ricca di storia e di cultura, che si staglia maestosamente tra l’Aspromonte e il mar Ionio…
· Ci conforta sapere che a distanza di tanti anni nostro padre continua ad essere indicato come un esempio positivo da imitare per i tanti bambini che oggi frequentano queste aule e che domani saranno la classe dirigente della Nazione e soprattutto, ci conforta sapere che questa laboriosa comunità non lo abbia dimenticata. Grazie di cuore.

mercoledì 23 aprile 2008

martedì 22 aprile 2008

Elezioni:importante l'apporto degli ex Udeur per l'UDC





Le elezioni politiche hanno fotografato un paese che ha voluto fortemente cambiare pagina bocciando la precedente esperienza dell’Unione in modo inequivocabile. In provincia di Reggio Calabria, le distanze che si sono registrate tra le due grandi coalizioni sono ancora più marcate rispetto al quadro nazionale e questo anche “grazie” ad alcune scelte in tema di candidature fatte dal PD fermo al 34 % in Italia e sprofondato al 27% in provincia di Reggio. Il dato della Calabria rafforza l’idea che in Italia c’è ancora spazio per un grande centro equidistante dalle due più importanti coalizioni, capace di intercettare non solo l’elettorale scontento, ma che diventa interlocutore credibile allorquando la proposta di governo è innovativa,efficace e valida. La scelta di campo compiuta dal gruppo degli iscritti al partito dei Popolari Udeur di confluire nel progetto politico dell’Unione di centro all’indomani dei noti fatti del febbraio scorso, si è verificata vincente e lungimirante. Lo sforzo profuso dagli amici di Pasquale Tripodi è stato al contempo imponente ed entusiasmante, anche perché non era facile motivare i propri aderenti e attivisti su un percorso politico condiviso dalla stragrande maggioranza, ma che non vedeva nelle liste emanazioni dirette quantomeno in posizione eleggibile del proprio gruppo. I dirigenti, i Sindaci,gli amministratori e tutti gli iscritti si sono impegnati in modo lodevole nei comuni della provincia per far capire agli elettori l’importanza di un voto in una campagna elettorale, che non era per noi solo un test di rilevanza nazionale, ma che è diventato di fatto, il tratto distintivo per capire attraverso i consensi conseguiti dall’Udc e la conseguente analisi del voto, se la base del partito fosse in sintonia con le scelte da noi operate nelle due grandi manifestazioni di popolo tenute all’Odeon il 14 marzo e al Cedir il 1° aprile. Il risultato ottenuto, sia alla Camera che al Senato infatti, in alcune aree dove era più forte la presenza degli ex Udeur è stato eccezionale e ben al di sopra della media conseguita dall’Udc in provincia. Ma in generale in tutti i comuni è stato determinante l’apporto degli iscritti alle sezioni e degli amministratori vicini a Tripodi che sono riusciti a mobilitare uomini e donne per conseguire un risultato che alla vigilia del 1° aprile era assolutamente inaspettato. Il dato ci conforta e ci soddisfa, dunque, ma ci indica anche bisogna accelerare quei processi di integrazione ancora necessari tra le varie anime che compongono oggi l’Udc per poter formulare nel prossimo futuro ancora meglio una proposta di governo che partendo dalla nostra provincia, riguardi i nuovi assetti della Regione Calabria. In questa direzione un ruolo importante lo sta svolgendo l’On. Pasquale Tripodi che si sta adoperando insieme al Segretario Provinciale Candia per riorganizzare il partito nel reggino, e si sta spendendo in un tour de force in tutti i comuni per studiare ed analizzare le criticità in modo da arrivare al prossimo congresso provinciale con una proposta politica unitaria che superi la logica delle correnti. In questa ottica gli incontri previsti il 24 aprile per la riorganizzazione del movimento giovanile ed il 28 aprile per riorganizzare il partito nella città di Reggio e le altre 20 tappe previste a maggio in provincia, vanno nella direzione di rimettere in moto le attività di un gruppo che con queste elezioni ha gettato il seme per un grande partito nazionale fortemente radicato nel cuore della gente.

Paolo Mallamaci

lunedì 21 aprile 2008

Motta ricorda il maestro "Giovanni Mallamaci"


Motta ricorda il maestro "Giovanni Mallamaci" Da Strill.it



lunedì 21 aprile 2008
Giovedì 24 aprile importante ricorrenza all'Istituto Comprensivo di Motta. Alle ore 9,30 presso la scuola "G. Mallamaci" di Motta Centro, si terrà una cerimonia per ricordare la figura del maestro Giovanni Mallamaci, l'uomo, l'insegnante e l'amministratore che, a venti anni dalla morte, viene ancora indicato come esempio del vivere a servizio della comunità. Giovanni Mallamaci, nato a Motta S.G. il primo Agosto 1928, a soli 20 anni iniziò la sua carriera di insegnante presso la Scuola Elementare di Motta San Giovanni. Dopo una breve parentesi da amministratore, durante la quale si adoperò per risolvere i numerosi problemi della scuola, ritornò al suo impegno originario all'interno dell'istituzione scolastica rappresentando un valido aiuto per tutti i direttori didattici che si succedettero alla guida del Circolo di Motta. Uomo colto e dagli svariati interessi si dedicò al giornalismo e, collaborando come corrispondente per numerose testate nazionali, seppe farsi portavoce delle esigenze dei suoi concittadini. Fu uomo impegnato anche nel sociale, e anche in questo campo seppe essere d'aiuto alla collettività nel suo duplice ruolo di Presidente dell'Azione Cattolica e membro del Circolo Culturale Mottese. La cerimonia durante la quale verrà ricordato il maestro Mallamaci coinciderà con la giornata della legalità che verrà sviluppata dagli alunni con il prezioso apporto del corpo docente dell'Istituto Comprensivo. Fabio Macheda

domenica 20 aprile 2008

Motta ricorda "G. Mallamaci"

Dal Quotidiano del 20 aprile 2008





mercoledì 16 aprile 2008


Il 24 aprile alle 9,30 presso la Scuola elementare di Motta centro, verrà ricordato, a 20 anni dalla scomparsa "Giovanni Mallamaci", maestro elementare a cui è stata intitolata la scuola.

martedì 15 aprile 2008

Elezioni: bene l'UDC

Il commento di Pasquale Tripodi.
"Esprimiamo piena soddisfazione per la brillante affermazione elettorale conseguita dall'Udc sia a livello nazionale sia a livello regionale, ma ancor più per quanto riguarda la provincia di Reggio Calabria in ragione della particolare situazione del partito dello Scudocrociato nel comprensorio reggino a causa delle recenti defezioni a tutti ben note". E' quanto sostiene, in una dichiarazione, il consigliere regionale Pasquale Tripodi, ex Udeur e che di recente ha aderito all'Udc. "La positiva risposta dell'elettorato calabrese e dell'intera provincia di Reggio Calabria - aggiunge Tripodi - ci corrobora delle oggettive difficoltà incontrate in questa campagna elettorale, con esiti che confermano senza ombra di dubbio che l'Udc riveste nella nostra regione un ruolo importantissimo in quanto la fiducia che l'elettorato ha in esso riposto ci pone come uno dei punti di riferimento di tutto il comprensorio. Questo ci onora ed allo stesso tempo ci carica di una notevole responsabilità in vista delle prove che ci attendono, dato il mutato contesto storico-politico, ma forti del consenso ottenuto, della validità e della forza della nostra tradizione, dei nostri valori e dei nostri principi di ispirazione cattolica-liberaldemocratica, siamo pronti ad affrontare le sfide future quale rappresentanza politica di un centro moderato e moderno in grado di inglobare al proprio interno le varie componenti moderate e capace di rispondere in modo efficace ed efficiente alle diverse istanze dei cittadini". "Tali considerazioni - sostiene ancora Pasquale Tripodi - trovano concordanza di pensiero, pur manifestando il nostro rammarico per non aver potuto raggiungere a causa di soli 200 voti, la soglia dell'8% su base regionale utile per l'assegnazione di un seggio al Senato. Un risultato , ciononostante, di tutto rispetto e che ci inorgoglisce. Basti pensare, a tal proposito, che rispetto alle politiche del 2006 l'Udc ha raggiunto un risultato di gran lunga superiore, incrementando il dato al Senato di 2 punti di percentuale". "Prendiamo atto, inoltre, con segno di stima - conclude Tripodi - che i nostri candidati hanno onorato al loro non semplice compito con estrema correttezza, conseguendo risultati eccellenti". (ANSA

giovedì 3 aprile 2008

La manifestazione al Cedir: alcune considerazioni di Mallamaci

Alcuni spunti dal mio intervento:

· .... Molti di voi conosceranno la storia del nostro movimento in questi ultimi anni. Il gruppo che si rifà sulle posizioni di Pasquale ha iniziato a muovere i primi timidi passi sin dal lontano 2001, all’interno dell’udeur concentrandosi soprattutto nell’area grecanica della provincia e iniziando da lì un percorso politico che ci ha visti protagonisti in tutte le tornate elettorali che si sono succedute negli anni successivi. Nel 2005, nel 2006, prima alla camera e poi alle provinciali questo movimento è riuscito ad essere assoluto protagonista riuscendo a portare a casa risultati di assoluta importanza, spesso con percentuali a doppia cifra e con risultati elettorali di assoluto rilievo come le oltre 11.300 preferenze conseguite da Pasquale alle ultime regionali, frutto di un lavoro corale. Un lavoro di radicamento capillare in tutta la provincia e non solo.
· Alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del parlamento, questo gruppo poteva contare su un V.P. della provincia, 3 consiglieri provinciali, un consigliere nella città capoluogo, 2 presidenti della comunità montana, 12 sindaci e oltre 70 assessori comunali e un numero importante di consiglieri comunali. Ma soprattutto poteva contare su una forza popolare di attivisti e iscritti , ben 3500, oltre a tanti militanti che spassionatamente hanno sempre seguito con interesse e simpatia la nostra azione politica.
· Per le vicende a tutti voi note, questo movimento ha deciso con una azione unica credo nella storia della politica di uscire dall’Udeur per esprimere solidarietà e vicinanza ad un amico coinvolto in una vicenda dai risvolti contradditori e di ripensare al proprio percorso politico.
· Il 14 marzo, in occasione del nostro ultimo incontro all’odeon, ci eravamo ripromessi di rivederci prima delle elezioni per fare il punto della situazione e decidere tutti assieme la strada da prendere. Da quella data, molti incontri si sono tenuti, non solo in provincia ma anche fuori, per capire,studiare, interrogarci e poi decidere. Nella nostra ultima riunione tenutasi al centro civico di pellaro, mercoledì scorso, quasi all’unanimità abbiamo deciso di accettare una grande e appassionata sfida. Potevamo scegliere la strada più facile, schierarci di qua o di là, ma sarebbe stato un atto che avremmo compiuto contro le nostre idee e contro la nostra storia.
· Certo molte sirene cantavano verso zio Silvio, seduttore come pochi. Ma certe scelte politiche non ci hanno convinto perché lontani dalla nostra forma mentis. E ci saremmo trovati in forte disagio con chi ha del mezzogiorno d’Italia una visione del tutto distorta dalla realtà.
· Sicuramente a pochi di noi è passato per la mente di abbracciare il credo di Veltroni, un signor tentenna che con i sui luogotenenti in Calabria ha umiliato una regione facendola passare come un ricettacolo di negatività. Invece la Calabria è terra fiera, orgogliosa, onesta e fatta da tanta gente per bene che non capisce perché deve votare una lista composta in gran parte da poliziotto e vedove che nessun radicamento hanno con questa provincia. Il Pd ha fortemente umiliato la rappresentanza commissariando di fatto questa regione. Non può essere titolo per essere eletti in parlamento l’ essere mogli di servitori della patria a cui va tutto il nostro affetto. E lasciando a casa uomini e donne che avevano un forte radicamento nel territorio.
· La scelta è dunque quella di una grande sfida. Abbiamo deciso che era giunto il momento di sentirci impegnati tutti in prima persona nella costruzione di un nuovo partito dei moderati sulla scia del Partito popolare europeo che abbia un progetto per l’Italia imperniato sulla difesa «dei nostri valori e della tradizione cristiana».
· Questa che si apre è una fase di grande libertà per tutti ha detto Casini recentemente: «Chi è affascinato dal Pdl segua la sirena e vada dove lo porta il cuore. Io so però che c’è un popolo vastissimo che non accetta l’impostazione tradizionale del centrodestra e che ce ne è uno altrettanto vasto deluso dal voto che ha dato a Prodi e al centrosinistra. Oggi dobbiamo gettare il seme di un grande partito nazionale, radicato nel cuore della gente, che competa e vinca, ispirato al Partito popolare europeo. "Non ci deve spaventare l'ipotesi di perdere, in politica si perde e si vince. Quello che deve spaventare una classe dirigente è la prospettiva di essere liquidata con il marchio dell'ignavia e della rassegnazione". Dobbiamo lavorare per un soggetto politico: "Aperto a laici e cattolici, pluralista, popolare, giovane, animato dai valori cristiani".
· Ecco, questa è la vera sfida. Dare voce,forza e consistenza a questa vasta area di centro che non si sente rappresentato né dalla destra né dalla sinistra che in Italia oggi è maggioranza silente e che noi dobbiamo portare ad essere una grande forza in parlamento.
· E per farlo dobbiamo superare in fretta la logica di questa legge elettorale, che non elegge i propri rappresentanti ma li nomina. Due persone determinano i destini dell’80% del parlamento. E’ una legge liberticida che dobbiamo superare. Oggi vige la logica della politica fatta con slogan pubblicitari tipo Mulino bianco; Andate a vedere se i candidati hanno messo la propria foto sui manifesti. Non le troverete, c’è solo il marchio del partito, come i detersivi, ma questa non è politica. Dobbiamo superarla in fretta.
· "Non ci sono armate invincibili davanti a noi. Il nostro destino è quello dell'assunzione di responsabilità per dare speranza a coloro che pur nelle nostre inadeguatezze ed errori ci hanno accompagnato in questi anni. A loro dobbiamo parlare con un linguaggio chiaro;Dobbiamo rafforzare questa area di centro per evitare di consegnare l'Italia ad un'alleanza eterogenea che difficilmente potrebbe governare e tamponare un'emorragia silenziosa". "Non so se ci sia in Italia una maggioranza moderata, ma dobbiamo lavorare per dare loro una rappresentanza adeguata;
· La sfida è sui temi della politica quali: l'unità nazionale, l'identità cristiana, la difesa della famiglia, delle imprese, del volontariato, la collocazione europea e atlantica dell'Italia, le riforme strutturali in economia, quella sulle pensioni, le liberalizzazioni, la modernizzazione del Paese. Su queste tematiche si intende avviare il confronto con tutte le forze politiche per far emergere le rispettive posizioni e coglierne le contraddizioni. Il futuro non può dipendere dal carisma personale di un leader, dagli uomini della provvidenza, per quanto meritevoli. Il futuro dipende soprattutto dalla capacità di radicare nel Paese partiti che siano portatori di valori e di contenuti. L'Udc, in questo senso, ha le carte in regola per assolvere a questo compito, forte della sua tradizione, che affondano le radici nella cultura cattolica-liberaldemocratica.
· Ma oggi l’Udc e la rosa bianca rappresentano un primo importante embrione di quel grande partito dei moderati che subito dopo il 14 aprile tutti assieme dovremo far crescere nell’idea della gente. All’indomani delle elezioni, con l’ingovernabilità che questo sistema partorirà dobbiamo essere pronti a raccogliere le istanze che vengono dalla scomposizione delle due maggiori coalizioni.

mercoledì 2 aprile 2008








E Pasquale Tripodi entrò in casa Buttiglione...




di Manuela Foti (Tratto da Strill)



In un auditorium del Cedir pieno come raramente lo si è visto, a testimoniare vicinanza e affetto a Pasquale Maria Tripodi, spetta al vibrante discorso di Paolo Mallamaci introdurre i lavori del convegno che suggella l’ingresso dell’ex Assessore regionale, e del suo gruppo, nelle file dell’UDC.
Un battesimo di prestigio salutato dalla presenza del Presidente del partito dello scudo crociato, Rocco Buttiglione, che ha avuto immediatamente modo di saggiare l’entusiasmo e quella che sarà la risposta alle urne “degli amici di Tripodi”. <>. L’ex ministro, nella nostra città anche per inaugurare il Casini -point, offre così il suo benvenuto ai fedelissimi di Tripodi (gruppo ex “Popolari-Udeur”) e tra barzellette e citazioni colte affronta anche il tema elettorale più caldo nella nostra regione: la lotta alla ndrangheta. Guai alle strumentalizzazioni, ammonisce il presidente dell’UDC. Partendo dal ricordo della figura di Giovanni Falcone che operò contro la mafia senza mai farsi strumentalizzare da alcuna forza politica, Rocco Buttiglione sollecita ad una lotta unitaria e senza esitazioni dinnanzi a quello che viene definito “un cancro” per la nostra regione. <> e la si sconfigge sul terreno della politica oltre che sul fronte dell’azione delle forze dell’ordine. Il gruppo ex “Popolari-Udeur” provinciale - autosospesosi in seguito al voltafaccia operato da Mastella nei confronti di Pasquale Tripodi nei giorni del suo arresto - accoglie e rilancia la sfida di un progetto politico che intende gettare il seme per la costituzione di un grande centro. Al di là della criticata legge elettorale la scomposizione dei poli che potrebbe configurarsi all’indomani del voto potrebbe vedere il centro giocare un ruolo fondamentale. Ecco perché, dunque, ancora una volta si respingono con forza le lusinghe del PdL. L’incontro del Cedir vetrina importante anche per i candidati dell’UDC Mario Tassone, Gino Trematerra, Roberto Occhiuto, Franco Candia, Pasquale Inzitari, Antonino Verduci.