martedì 23 ottobre 2007

Scippo ai danni dei precari:lettera a Mastella e Barbato.



Senatore Tommaso Barbato
Capogruppo Popolari Udeur al Senato.
e p.c. Senatore Clemente Mastella
Segretario Nazionale Popolari Udeur

A nome mio personale,dell’intero gruppo dirigente del partito reggino e interpretando il sentimento di tutti gli iscritti calabresi, La invito a ritirare l’emendamento presentato in commissione bilancio in calce all’articolo 27 del Decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159 tendente ad estendere anche ai precari campani i benefici previsti per i lavoratori socialmente utili calabresi, D.L. che prevedeva nella sua originaria formulazione, un intervento esclusivo di 60 milioni di euro per gli Lpu e gli Lsu calabresi specificatamente concordato e sostenuto dal Governo nazionale e dal Governo Calabrese del quale siamo parte integrante e qualificata. Non riteniamo giusta e dignitosa la guerra tra poveri che si è scatenata intorno alla stabilizzazione dei precari che hanno senza dubbio pari dignità in Calabria, in Campania ed in ogni angolo della nostra Nazione, ma riteniamo profondamente irragionevole e irresponsabile, che un intervento seppur non risolutivo, tendente a dare sollievo al comparto dei precari Calabresi, venga di fatto vanificato sull’altare di un assalto alla diligenza che non giova a nessuno e da cui nessuno troverà benefici,né in Campania, né in Calabria. Siamo oltremodo convinti che bisogna trovare i fondi necessari per stabilizzare anche i lavoratori precari campani, ma questo dovrà avvenire nelle more della discussione della finanziaria e dei vari collegati, indirizzando l’attenzione per il reperimento delle cifre necessarie verso altri capitoli di bilancio, a prescindere dai 60 milioni di euro che sono già destinati alla Calabria. Data la situazione esplosiva che a livello sociale e politico sta attraversando la Calabria, e il dramma che provano quotidianamente i precari calabresi, costretti a vivere sotto la soglia minima di sopravvivenza, confidiamo in un gesto di grande responsabilità politica e istituzionale che la porterà a ritirare l’emendamento e a blindare l’articolo 27 per come è stato partorito dopo nove mesi di trattative serrate tra la Regione Calabria e il Governo Nazionale. Soluzione diversa da questa da noi auspicata sarebbe incomprensibile ed intollerabile, e rischierebbe di dar vita ad una crisi politica profonda,ingenerando una decisiva sfiducia non solo dei lavoratori precari ma di tutta l’opinione pubblica, nei confronti di questo governo, delle istituzioni in generale e del partito che rappresentiamo, che non avrebbe a livello locale la credibilità necessaria per affrontare temi di tale rilevanza politica e sociale.

Reggio Calabria 23 ottobre 2007-10-23
Dott. Paolo Roberto Mallamaci
Segretario provinciale dei Popolari Udeur

lunedì 22 ottobre 2007

Monasterace:lettera al Prefetto.

Al Signor Prefetto di Reggio Calabria.

Siamo costretti a ricorrere alla Sua alta mediazione perché ci troviamo ancora una volta di fronte ad atteggiamenti arroganti tenuti dal Sindaco di Monasterace che nell’espletamento del proprio mandato elettorale sta calpestando in modo sistematico la dignità e le prerogative dei consiglieri comunali democraticamente eletti. Il Sindaco di Monasterace infatti, non finisce mai di stupire e continuando a collezionare chicche di prepotenza sta diventando nella Provincia di Reggio Calabria, un modello negativo da non emulare. In un delirio di onnipotenza la Dottoressa Lanzetta si permette il lusso di dire anche agli avversari politici cosa devono o non devono fare, fino a “consigliare” la consegna del silenzio, attraverso le colonne di un quotidiano, da dove ha attaccato, con accuse gravi e immotivate i consiglieri comunali e gli iscritti della sezione di Monasterace dell’Udeur, con argomentazioni speciose che di politico hanno poco o nulla. Il Sindaco nella sua breve esperienza politica, non ha ancora capito che non è costume di chi milita nel Campanile di Monasterace fare esposti alla magistratura o denunce penali per atti di rilevanza amministrativa. Ma a nessuno è consentito , nemmeno al Sindaco di una importante cittadina quale è Monasterace, di mettere il bavaglio a chi ha avuto un mandato popolare e a ragione o torto non condivide le scelte operate dal Primo Cittadino e le contesta in modo leale e con i mezzi che la politica mette loro a disposizione. L’avere differenti opinioni o una visione della cosa pubblica non coincidente, fa parte di una dialettica inerente ad una normale ed elementare regola della democrazia. I Popolari Udeur non si scandalizzano se il Sindaco decide di flirtare con i consiglieri dell’opposizione, o resuscita il connubio di Sabaudia memoria per cercare di tirare a campare ancora per qualche mese; non si scandalizzano per il fatto che ergendosi ad unica depositaria della scienza esatta, tratta il Popolo con sufficienza ed arroganza; ma sulle prerogative dei consiglieri comunali, i Popolari Udeur non possono tollerare che il Sindaco assuma atteggiamenti da “Ducetto” di periferia, perché quanto si è verificato l’otto ottobre in una riunione di consiglieri comunali convocata con nota nr. 5429 è di una gravità inaudita che merita secondo noi l’attenzione di S.E. il Prefetto di Reggio Calabria. Con quella nota la dottoressa LANZETTA ha invitato ad una importante riunione tutti i consiglieri per discutere le linee guida in materia di legalita' e sicurezza volute proprio dal nuovo Prefetto. All’inizio della riunione, senza dare alcuna motivazione politica, il Sindaco ha cacciato il capogruppo dell’Udeur in consiglio comunale, Fiorenza, il quale incredulo e sbigottito non è riuscito ad avere le spiegazione per un gesto ignobile grave ed immotivato. E a causa di questo atto di grande sopraffazione che hanno dovuto subire, i Consiglieri Comunali dell’Udeur, e loro soli, non hanno potuto prendere parte ad una importante riunione per portare le proprie tesi su temi di scottante attualità politica. Quali sono le colpe che l’Udeur deve espiare a Monasterace? Non essere in linea con un Sindaco che a detta di tutti ha fallito per il malgoverno che ha prodotto in questi anni? Se è per questo, porteremo la croce fino alla fine della legislatura e con cristiana sopportazione subiremo le angherie e i soprusi di cui saremo ancora oggetto. Ma, Signor Prefetto, per il senso di responsabilità che ci contraddistingue nelle nostra azione politica, siamo in dovere di dirLe che il Sindaco con questi atteggiamenti e con questa azione politica basata sul protagonismo più becero ed inconcludente, mettendo al pubblico ludibrio coloro che non sono allineati alla sua raccogliticcia maggioranza, sta alimentando nel Paese una divisione che rischia di frantumare un tessuto sociale già provato e fortemente compromesso da decenni di malgoverno e di scelte che hanno punito un territorio già penalizzato dal fatto di essere terra di confine. Per questo La invitiamo ad intervenire ufficialmente affinché a Monasterace venga ripristinata la democrazia nei comportamenti politici e il rispetto delle prerogative del Consiglio Comunale.

Reggio Calabria li 23.10.2007 Dott. Paolo Roberto Mallamaci
Segretario Provinciale dei Popolari Udeur

mercoledì 10 ottobre 2007

Presentato il Primo corso di formazione politica.



Martedì 9 ottobre al Centro Civico di Pellaro si è tenuta una conferenza stampa di presentazione del I° Corso di Formazione Politica dei Popolari-UDEUR della Provincia di Reggio Calabria.
La progettazione e la direzione scientifica del Corso è stata affidata al Prof. Pasquale Amato, docente e coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Scienze Politiche dell’Università di Messina, mentre la direzione del Corso al Prof. Giovanni Marcianò, dirigente scolastico e componente della direzione provinciale dei Popolari-UDEUR di Reggio Calabria, il coordinamento amministrativo è stato affidato al dott. Antonio Luvarà, funzionario ARDIS di Reggio Calabria.
Il Corso, rivolto a 20 giovani, si articolerà in quattro moduli principali e si avvarrà del qualificato apporto scientifico in qualità di docenti coordinatori dei seguenti professori della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina: il Pror. Pasquale Amato, docente di Storia Contemporanea e di Storia dei movimenti e partiti politici; il prof. Domenico Carzo, docente di Sociologia delle Comunicazioni; il Prof. Tonino Perna, docente di Sociologia Economica; il Prof. Andrea Romano, docente di Storia del Diritto Italiano e di Storia delle Istituzioni Politiche.
Alla conferenza stampa sono intervenuti il Prof. Giovanni Marcianò, il Prof. Pasquale Amato, l’Assessore regionale, Pasquale Tripodi, il Segretario Provinciale, Paolo Mallamaci, il Segretario provinciale Giovani, Fabio Calarco, il consigliere provinciale, Gianni Barone.
Il corso fortemente voluto da tutte le componenti del Partito, si prefigge l’arduo compito di tentare di risvegliare nei giovani l’interesse e la passione per l’arte della politica, fornendo loro non solo gli strumenti tecnici e scientifici più adatti a tale scopo, bensì l’opportunità di poter creare momenti di confronto politico in grado di sviluppare un pensiero autonomo e libero scevro da condizionamenti di sorta.
Il segretario provinciale, Paolo Mallamaci ha aperto i lavori manifestando piena soddisfazione per il progetto in questione e esprimendo gratitudine al Prof. Amato per averlo condiviso fin da subito e senza remore alcune, sottolineando inoltre che l’avvio del corso di formazione politica assume in questo preciso momento storico, nella fattispecie per gli attacchi al Partito, un valore e una tratto distintivo ancora maggiore. Segno tangibile che l’UDEUR nonostante tutto prosegue il proprio percorso politico portando avanti i progetti e gli intendimenti che da sempre hanno caratterizzato l’attività del partito non solo in provincia di Reggio Calabria ma anche a livello nazionale. Il corso di formazione politica è utile a questo scopo e si rivolge ai giovani che in qualità di futura classe dirigente sono e devono essere indiscutibilmente gli attori principali del consolidamento e della crescita del nostro Partito.
A seguire, l’intervento del segretario provinciale dei giovani Fabio Calarco che nel condividere pienamente le considerazioni espresse da Mallamaci ha ringraziato l’assessore Pasquale Tripodi per l’opportunità offerta ai giovani dell’UDEUR. Il corso, infatti, rappresenta per i giovani partecipanti non solo l’occasione di poter entrare in contatto con eccellenti personalità del mondo universitario ma crea anche la condizione di poter conoscere, attraverso le tematiche trattate, la realtà circostante,
di comprenderne i fenomeni e prevederne i possibili sviluppi e elemento ancora più importante scegliere di fare politica attiva in modo pieno e convinto.
Gianni Barone, consigliere provinciale nel suo intervento, riferendosi al particolare momento di crisi della politica e di disaffezione da parte della gente, ne riafferma i valori e disprezza con forza ogni forma di demonizzazione della stessa. L’UDEUR, infatti, non fa anti-politica ma politica, prova sono le numerose adesioni di amministratori e personalità della società civile della provincia di Reggio Calabria rese pubbliche durante la conferenza stampa di lunedì 8 ottobre e l’avvio del corso di formazione politica. Operazioni, entrambe, che daranno certamente i loro frutti quando la forza delle idee saranno messe a servizio della gente e supportate dai consensi, poiché, è indubbio, che la risposta politica ai politici deve venire dalla gente.
Della medesima opinione è il Prof. Marcianò, il quale sostiene che il corso di formazione politica va ascritto agli interventi effettuati durante la conferenza stampa di coloro i quali hanno aderito all’UDEUR. Vi è, difatti, un cammino comune tra i due eventi, ossia l’aderenza e la ricerca di ideali, di valori e il rifiuto delle cattive abitudini della politica. L’intendimento del corso è quello di poter dare ai giovani una educazione alla politica e di poter far maturare in loro l’appartenenza politica. Quest’ultima si acquisisce quando si trasmettono e si trasferiscono i valori che hanno dato vita al partito stesso.
Il compito insomma non è certamente semplice ma proprio per questo riveste una importanza assoluta per riscoprire il valore imprescindibile della cittadinanza attiva.
In ragione di ciò, di concerto con il Prof. Amato, si è giunti alla considerazione che tale iniziativa andava intrapresa da un partito politico, poiché è fondamentale che al suo interno si formi la classe dirigente di domani. Un politico deve saper riconoscere ed affrontare le criticità presenti nella società per poter realmente essere al servizio del bene comune attraverso la propria cultura e i propri valori. Va precisato, inoltre, che la nostra iniziativa non ha alcuna pretesa di far mostrare una ideologia ma di far nascere e crescere l’interesse per la politica. Queste sono le linee generali che hanno dato vita al corso, che trova la sua ragione di essere grazie ai docenti che hanno condiviso e sposato l’iniziativa pur non essendo appartenenti al partito e dando un fondamentale apporto tecnico e scientifico. Quattro illustri docenti, idea maturata con l’Assessore regionale Pasquale Tripodi.
L’intervento del Prof. Pasquale Amato, docente presso la Facoltà di Scienza Politiche dell’Università di Messina che nell’esprimere il proprio entusiasmo nell’essere stato coinvolto attivamente nel progetto del corso di formazione politica soprattutto in questa precisa fase storica, ribadisce l’importanza di ritornare ai partiti e di conseguenza alla democrazia partecipata per far fronte al disagio generale e all’esigenza di rinnovamento sociale. Rifarsi dunque al pensiero di Aristotele, il quale considerava la politica l’arte più difficile, più complessa e più articolata, in quanto il compito precipuo della politica è quello di tenere e condividere le spinte contrastanti tra i vari settori della società nel tentativo di armonizzare i diversi interessi esistenti tra loro. In poche parole, la politica deve riappropriarsi del proprio ruolo primario all’interno della società. Queste sono anche i fattori stimolanti che hanno contribuito nel dare il taglio al corso di formazione politica dell’UDEUR. Una lodevole iniziativa, secondo il Prof. Amato, che servirà certamente da stimolo non solo per la realizzazione di simili eventi ma anche da stimolo affinché altri intraprendano percorsi di formazione e di educazione alla politica, intesa nel suo significato più autentico.
A conclusione della conferenza stampa le parole dell’Assessore Pasquale Tripodi sono chiare ed inequivocabili a dimostrazione che il corso di formazione politica vuole essere una manifestazione concreta che la politica non è fatta di privilegi ma si attrezza per formare al suo interno la classe dirigente che dovrà guidare il Paese. Nel rilevare che il pregevole intervento del Prof. Amato può senza dubbio considerarsi una prima lezione del corso, tiene a precisare che è inevitabile e quanto mai essenziale creare le condizioni affinché si realizzi una società migliore in grado di indicare quindi la soluzione più vantaggiosa per tutti in relazione al preciso momento storico che viviamo. In ragione di ciò e senza tralasciare l’importanza del binomio cultura e formazione, che dà la sinergia per poter discernere il proprio convincimento ed i propri ideali, l’UDEUR ha trovato una effettiva


utilità nella realizzazione del corso di formazione politica così come è stato strutturato con particolare riferimento alla collaborazione fornita dal Prof. Amato e dagli altri docenti della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina. Il loro, difatti, è un contributo che prescinde da quello strettamente legato al Partito, perché permette ai giovani non solo di potersi confrontare con chi ha un diverso modo di interpretare la realtà ma consente loro di divenire titolari di un pensiero democratico in grado di far maturare i soggetti nella prospettiva di un sano e positivo rapporto con gli altri individui.
E proprio a tale scopo, al termine del corso è previsto una stage presso le Istituzioni Parlamento Europeo, quale momento di confronto con la politica europea, permettendo ai corsisti di avere una dimensione più ampia dell’attuale realtà politica. Se non si è preparati ad affrontare determinati processi si viene inevitabilmente tagliati fuori. Questa è la nostra vera sfida, mettere i giovani nelle condizioni di fare autocritica, di prendere coscienza, di assumere le proprie responsabilità al fine di determinare un effettivo cambiamento sociale ed economico. Ragion per cui, il corso di formazione politica rappresenta per l’UDEUR una scommessa.




Reggio Cal., lì 10 ott. 07
Ufficio stampa Popolari Udeur

lunedì 8 ottobre 2007

Conferenza stampa 08.10.2007


Comunicato stampa

Stamane, lunedì 8 ottobre 2007, al Centro Civico di Pellaro (RC), i Popolari-Udeur di Reggio Calabria hanno tenuto una conferenza stampa sul tema “Le ragioni di una scelta: adesione ai Popolari-Udeur di amministratori e personalità della società civile”. L’iniziativa è stata voluta dal gruppo provinciale del partito per dimostrare – attraverso la presentazione dei numerose nuove adesioni di amministratori locali, professionisti e imprenditori – la vitalità del partito stesso pur in un momento molto delicato, critico, della vita politica nazionale.
Hanno presenziato alla conferenza stampa l’Assessore regionale alle Attività Produttive e al Personale, dott. Pasquale Tripodi, il segretario provinciale Udeur, Paolo Mallamaci, il capogruppo alla Provincia, Gigi Giugno, il consigliere provinciale Giovanni Barone il consigliere comunale, Domenico Meduri, il responsabile cittadino, Lillo Zappia, e il segretario Giovani, Fabio Calarco

Ha aperto i lavori il segretario Paolo Mallamaci: «E’ una giornata importante, quasi simbolica per L’Udeur in Calabria, soprattutto alla luce della situazione nazionale, comprendendo anche la bagarre tra Mastella e de Magistris, questione sulla quale a livello provinciale e regionale abbiamo scelto di non intervenire, se non per sottolineare soltanto che l’iniziativa di Mastella rientra tra le sue prerogative. Oggi siamo qui per presentare l’adesione al nostro partito di 4 sindaci, 3 ex assessori comunali di Reggio e di numerosi altri esponenti del mondo delle associazioni e professioni. A una settimana dalla nascita del PD, l’Udeur risponde così agi attacchi mediatici, aprendo le porte a chiunque non si riconosce nel nuovo partito democratico. Si presenta, quindi, con un volto nuovo, con un percorso politico che vuol dare risposte alla gente, dimostrando con forza di voler essere interlocutore e lanciando un messaggio di positività. Se oggi, sul territorio provinciale di Reggio Calabria, abbiamo 12 sindaci e 2 presidenti di Comunità Montane su 5, qualcosa vorrà pur dire». Intervengono a seguire:
- Salvatore Galluzzo, sindaco di Gerace: «le ragioni della mia scelta di aderire all’Udeur sono molteplici, dettate soprattutto dal voler tenere alto il nome della Calabria e dalla necessità di creare punti di riferimento validi, spesso assenti in politica. Il mio è un “rientro a casa”, perché ero della DC. Un sindaco deve dare risposte sempre più concrete alla propria gente e sono convinto che l’Udeur possa farlo. Sono qui per testimoniare la mia scelta e soprattutto la mia vicinanza a persone che operano per il benessere della comunità e non per cose che vanno in direzione contraria».
- Rocco Palermo, sindaco di San Procopio: «Il collega di Gerace ha detto che le ragioni della sua scelta sono molteplici. Per me si riassumono in un'unica parola: la speranza. Prima di decidere mi sono molto guardato intorno, ho partecipato a molti incontri, trovando motivazioni, osservando la gente presente e conoscendola personalmente. Mi sono quindi detto: se c’è tanta gente perbene, che vive la politica nel senso più puro del termine, allora questo è il posto giusto per me. Sono certo che la mia scelta sarà motivo di tranquillità per i miei cittadini, il mio paese preaspromontano – ricordo che San Procopio non fa parte né del Parco d’Aspromonte, né della Comunità Montana – e per la mia coscienza».
- Pino Bova, ex assessore comunale di Reggio Calabria: «Raccolgo l’entusiasmo di tante persone della società civile che da tempo credono nel progetto di sviluppo dell’Udeur. Accolgo l’invito dell’Assessore di una rigenerazione politica di questo territorio. Non è più il momento di fare guerre intestine che indeboliscono la classe politica e la capacità di fare proposte. La politica deve interpretare i bisogni della gente e saper dare opportunità ai giovani. Mario Draghi ha detto che lo sviluppo dell’Italia è impossibile se non parte dal Sud. Non può però arrivare dall’alto, ma deve partire da noi. In Italia è il momento delle grandi aggregazioni, i moderati stanno ragionando su un progetto di sviluppo del territorio. Mutuando Kennedy, chiediamoci cosa possiamo fare noi per la nostra Regione, per renderla seria e protagonista. La mia adesione all’Udeur, dopo 30 anni di DC, è un passo molto importante. Faccio gli auguri a tutti noi».

- Mimì Pellicanò, ex assessore comunale di Reggio Calabria: «Mai come ora viviamo una crisi della politica, in cui la classe politica è sempre più autoreferenziale e isolata dalla gente. La legge elettorale non ha fatto che rendere più profondo questo solco e d è emblematico che sia un comico, Beppe Grillo, a farsi interprete delle esigenze della collettività. Sono venuti meno i partiti, la loro crisi soffoca la politica e, con essa, cresce la disaffezione dei cittadini. Il PD nella sua formulazione corrispondeva alle esigenze collettive, ma la sua gestazione non ci ha poi convinto, è solo il riposizionamento di vecchie voci, di una vecchia nomenclatura. Per riformare la politica ci vuole ben altro. La mia scelta di aderire all’Udeur nasce dalla possibilità di ritrovare, con esso, valori e ideali che furono alla base della democrazia, gli stimoli, la forza e le motivazioni per nuovi orizzonti di un mondo migliore».

- Filippo Lanuzza, componente Nucleo di valutazione presso il Consiglio regionale della Calabria: «Le mie attività lavorative nel settore sociale e quelle in seno al sindacato si sono sempre inevitabilmente intrecciate con il mio percorso politico. Sono una persona moderata. Anni fa avevo aderito al Rinnovamento Italiano Lista Dini, dove sono stato componente della Direzione nazionale, e con l’allora Ministro degli Interni Napolitano sono stato Capo di gabinetto del vice-Ministro Giorgianni (il magistrato che proprio a Reggio si è impegnato con forza contro l’abusivismo edilizio). Nel 2001 ho fondato a Reggio un circolo culturale – ricreativo, “Il triangolo”, che si occupa dei problemi della Calabria e che, tra il 2004 e il 2005, aveva aderito alla Margherita. Perché ora aderisco all’Udeur? Intanto è una scelta collettiva, nata dopo un confronto sereno tra i soci dell’associazione che rappresento. Ed è dovuta alla nascita del PD, che ci lascia perplessi con le sue incoerenze e i contrasti. Vogliamo continuare a fare politica, che per noi è passione, e vogliamo farla con un nuovo progetto per un percorso politico moderato. Ci siamo confrontati con il programma dell’Udeur e abbiamo cercato un interlocutore capace, che è sicuramente l’Assessore Pasquale Tripodi, che riteniamo certamente all’altezza della situazione».

- Gianni Barone, consigliere provinciale eletto a Palmi: «quando anni fa abbiamo iniziato questo percorso, avevamo ragione. Il momento adesso è particolare, guardiamo al futuro senza però dimenticare il passato. Il nostro partito non è “settario”, ma lascia ciascuno libero di esprimersi e anche dissentire dagli altri. Può darsi che presto riusciremo a costituire un’ampia area moderata, noi non siamo il centrosinistra, non abbiamo firmato un contratto indissolubile con il centrosinistra, ma siamo alleati con il centrosinistra, che è cosa ben diversa. Mastella a Reggio ha detto “noi siamo portatori di un’idea”. Dunque, visto che da soli non potremmo chiaramente governare, dobbiamo avvicinarci a chi voglia portare avanti quest’idea e percorrere insieme il nostro percorso.
Quanto all’avv. Veneto, mi auguro che ragionando insieme, possa presto cambiare idea rispetto alla sua decisione di andarsene».
Ha concluso i lavori l’Assessore regionale, Pasquale Tripodi: «Intanto ringrazio tutti voi per la vostra presenza. La situazione politica regionale e provinciale ci impone un cambiamento di rotta, rispetto anche alla discussione che c’è nel Paese. Non mi riferisco alla questione Mastella-de Magistris, sulla quale già Mallamaci ha brevemente riferito, quanto invece all’antipolitica, fondata su tutto ciò che la politica non è riuscita a fare, alle riposte che non è riuscita a dare. Va fatta una riflessione, anche a Reggio Calabria.
Con i nuovi aderenti c’è una condivisione di valori. I bisogni della gente devono essere la guida della nostra azione. Nonostante tutti gli sforzi che a livello regionale abbiamo fin qui fatto, infatti, purtroppo questi bisogni non sono stati ancora soddisfatti. E allora stiamo progettando l’idea di sviluppo da proporre alla nostra provincia. Quali i principi? Il confronto con tutti. Alcuni temi – sanità, lavoro, occupazione – non hanno colore politico. Abbiamo il dovere di indicare una soluzione, secondo quelli che sono i nostri valori – famiglia e stato sociale – assi portanti della società. La sinistra estrema non può ritenere di condizionale un programma che a suo tempo abbiamo sottoscritto insieme, un impegno che va mantenuto secondo quelle linee e ,se così non è, l’Udeur si sente libero. Stiamo valutando di fare un confronto sugli impegni già presi. Se il PD ha creato una “fuga” da tali orientamenti, è perché su quei valori non si trova. Come fa chi – nella Margherita – crede nel cattolicesimo moderato a condividere i propri valori con chi, invece, parla di riformismo laico? Noi crediamo nella democrazia cristiana, non come partito, ma nei valori sui quali si fondava. Su questo non ammettiamo deroghe.
Un cenno alla questione Veneto: sono d’accordo con Gianni Barone che il partito debba fare ogni sforzo per recuperare il rapporto con l’avv. Veneto. Fermo restando, però, che la sua decisione è stata ponderata e sofferta, dunque nessuno si potrà e dovrà sentire responsabile nel caso in cui lui resterà della sua idea.
Con i sindaci che hanno aderito, che conoscono i bisogni della propria gente (tra loro anche il più giovane d’Italia, Salvatore Foti di Terranova Sappo Minulio), inizieremo un confronto serio all’interno della politica e all’interno dello stato sociale. Faremo ogni sforzo per migliorare le condizioni di vita della collettività. Dalla nostra non abbiamo la bacchetta magica, ma la nostra onestà intellettuale».

L’Ufficio Stampa dei Popolari Udeur


Reggio Calabria, 8 ottobre 2007

Conferenza stampa adesione esponenti della politica e della società civile.




Perché proprio oggi? Oggi è una data simbolica. Tra poche ore a Palazzo dei marescialli il Csm si pronuncerà sulla richiesta di trasferimento cautelativo di De Magistris in una sede diversa da Catanzaro, dove oggi è applicato.
Da quando Mastella, applicando le sue prerogative di Guardasigilli si è scatenato un attacco mediatico senza precedenti nella storia della comunicazione contro il Segretario nazionale dei Popolari Udeur,attacco che non ha risparmiato nemmeno il partito che è stato esposto in modo violento e a 360° ai raggi X per scoprire eventuali collegamenti di singoli iscritti o di esponenti delle Istituzioni con la criminalità organizzata.
Ma che ha fatto di tanto grave Mastella da scatenare questa rivolta dei mass media ? Ha inviato al Consiglio superiore della Magistratura un corposo fascicolo che riguarda le risultanze di una indagine svolta dagli ispettori, ben 5, che in questi mesi hanno riscontrato nella condotta del Magistrato De Magistris delle condotte che definire discutibili è un eufemismo, tanto che in modo univoco i 5 ispettori che si sono mossi su binari separati, hanno chiesto al Ministro di rimuovere in via cautelativa il De Magistris da Catanzaro, dove avrebbe compiuto atti e comportamenti lesivi dalla dignità dei propri colleghi e dove avrebbe messo, senza rispettare le procedure,la legge e in alcuni casi la costituzione, oltre 2000 esponenti del mondo della politica, dell’economia e della magistratura sotto osservazione, spiandone gli spostamenti attraverso i tabulati, con intercettazioni illegali e mettendo in essere una rete di disinformazione che gli ispettori hanno rilevato e evidenziato nel rapporto inviato in via Arenula.
Per Mastella la richiesta di trasferimento davanti a tali accuse era un atto dovuto e necessario, per ripristinare una illegalità di procedure che sembrerebbe diffusa a Catanzaro. Sarà ora il CSM a stabilire se ci sono gli estremi per accogliere o rigettare le richieste degli ispettori del Ministero. Il compito di Mastella era quello di informare e inviare il rapporto e in modo corretto questo passaggio è stato fatto, per De Magistris come in precedenza per altri 8 magistrati di varie procure in Italia.
Oggi con questo incontro vogliamo spostare il ragionamento su una base prettamente politica. Ma non prima di avere espresso a Mastella la nostra più convinta solidarietà per gli attacchi abominevoli di certa stampa che spesso invece di informare veste i panni dei tifosi. La trasmissione di Santoro della scorsa settimana, dimostra come vi è un progetto chiaro che tende a far passare per il male assoluto Mastella e l’Udeur e invece omette di dire che ci sono magistrati come il molto discusso De Magistris che in centinaia di inchieste svolte, non ha avuto dall’organo giudicante una sola condanna,bocciando quindi tutte le tesi accusatorie evidentemente non convincenti che ha messo in campo in questi anni di attività.
Il magistrato, dice la Costituzione, è indipendente e imparziale. La legge aggiunge che egli esercita le sue funzioni con correttezza, riserbo ed equilibrio. Quelli di cui abbiamo avuto notizia giovedì sera sembravano piuttosto degli uomini di spettacolo , sciatti nel linguaggio e nello stile: chi potrebbe aver reale fiducia nelle loro doti di imparzialità ed equilibrio, se mai dovesse esser fatto oggetto delle loro attenzioni?
Ma secondo me forse c’è pure una motivazione di natura politica. Forse c’era e c’è in qualcuno la paura che il PD che nasce senza che la base sia stata coinvolta, con una operazione di assemblaggio di soli uomini e senza uno straccio di programma, non è riuscito a convincere i moderati più attenti e che vedono nell’Udeur una linea di continuità verso quel progetto di un centro moderato che riesce a dare risposte alle famiglie, ai ceti meno abbienti,alle imprese e al mondo dei giovani.
L’adesione di tanti giovani amministratori oggi, di esponenti delle Istituzioni con un passato significativo nella politica, di donne e di uomini che vogliono impegnarsi per dare una prospettiva di sviluppo e di crescita a questa terra, evidentemente da fastidio. Noi raccogliamo con grande entusiasmo questi nostri amici che ci danno la forza di andare avanti, che ci convincono con il loro entusiasmo nell’aderire all’Udeur in un momento tanto delicato per la vita del Partito che la proposta politica messa in atto in questi mesi ha evidentemente saputo cogliere gli aspetti più significativi dei problemi che abbiamo posto sul tappeto e che questa azione politica ci ha fatto passare per interlocutori seri e credibili.

domenica 7 ottobre 2007


sabato 6 ottobre 2007











Lunedì 8 Ottobre 2007 alle ore 9.30 presso il Centro Civico di Pellaro si svolgerà una conferenza stampa “Le ragioni di una scelta: adesione ai Popolari-UDEUR di amministratori e personalità della società civile”.

venerdì 5 ottobre 2007

Anno zero:la disinforazione in campo.

Di fronte a trasmissioni televisive come “anno zero” di giovedì sera, non è più questione di schieramenti partitici, ma di civiltà o inciviltà giudiziaria di un Paese. Non sembra proprio che ci sia da rallegrarsi se qualche magistrato d’assalto attacca ora Mastella e Prodi. E non ha vista lunga né memoria chi si augura che ora il circuito mediatico-giudiziario trituri vittime nel centro-sinistra, magari gustando il sapore sottile della vendetta. Il punto è un altro: erano davvero magistrati, quelli di cui si parlava l’altra sera in TV, quelli che intervenivano a ruota libera sulle proprie inchieste e sui propri processi, circondati da platee inneggianti?
Il magistrato, dice la Costituzione, è indipendente e imparziale. La legge aggiunge che egli esercita le sue funzioni con correttezza, riserbo ed equilibrio. Quelli di cui abbiamo avuto notizia giovedì sera sembravano piuttosto degli arruffa-popolo, sciatti nel linguaggio e nello stile: chi potrebbe aver reale fiducia nelle loro doti di imparzialità ed equilibrio, se mai dovesse esser fatto oggetto delle loro attenzioni?
Il rispetto dei ruoli istituzionali e il necessario riserbo sembrano non avere più alcun significato per questi nuovi eroi da blog “grillesco”. Come si sa, su richiesta del Ministro della Giustizia, il p.m. De Magistris deve assoggettarsi fra qualche giorno al giudizio della sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura. Quest’ultima deve valutare se, potendogli esser addebitati fatti rilevanti sotto il profilo disciplinare, egli debba essere cautelarmene trasferito, in via provvisoria, ad altra sede. E’ certo una decisione delicata, per il tipo di inchieste che il Nostro conduce, per gli indagati eccellenti che sembrano profilarsi, e per gli strumenti un po’ disinvolti che in tali inchieste sembrano essere stati usati (intercettazioni telefoniche a tappeto di personalità istituzionali). E’ una decisione delicata anche per il tipo di procedura, appunto il trasferimento provvisorio disposto in via cautelare, su richiesta del Ministro, prima (e non dopo) che l’addebito disciplinare o penale sia dimostrato. Procedura che, sia detto per inciso, la legge prevede dall’ottobre del 2006, regnante la maggioranza di centro-sinistra (Santoro l’altra sera è incorso in uno svarione non si sa quanto involontario, accusando invece Berlusconi dell’innovazione legislativa).
Ebbene, nulla però autorizza l’indebita pressione rovesciata sulla sezione disciplinare del C.S.M. da una trasmissione come quella dell’altra sera. E’ una questione, appunto, di rispetto dei ruoli istituzionali e di civiltà giuridica. In altre circostanze, avremmo ascoltato lo stesso C.S.M. lamentarsi per la grave lesione alla propria autonomia.
Se servisse a qualcosa, ai novelli eroi del circo mediatico-giudiziario, inclini ricercare il sostegno di platee invasate, andrebbe ricordato che nella nostra civiltà non è il consenso popolare a porsi come misura di legittimazione dei modi con i quali si esercitano le funzioni giurisdizionali.
La fiducia dei cittadini nella giustizia si nutre della sua imparzialità e soprattutto del suo apparire tale. Ma l’altra sera, in TV, non è apparso nulla di tutto questo.

lunedì 1 ottobre 2007

Le Poste chiuduno gli uffici:protestano a Chorio

La legittima protesta degli abitanti della frazione Chorio di San Lorenzo merita il nostro più convinto appoggio e la nostra più sincera solidarietà, perché la rivendicazione dei servizi minimi essenziali come può essere la richiesta di tenere aperto un ufficio postale specie in una cittadina che sorge alle pendici dell’Aspromonte oltre che giusta è pure doverosa e sentita. La politica di ogni buona amministrazione deve tendere a creare le condizioni affinché le borgate più lontane dai grandi centri urbani riescano a sviluppare una propria attività a prescindere dalla vicinanza dalle città. Bisogna invertire la tendenza allo spopolamento dei piccoli centri, sia per preservarne la bellezza culturale e architettonica, sia per tutelarne il patrimonio ambientale e paesaggistico e questo può avvenire solo consentendo alle popolazioni dei centri minori di far crescere i propri figli in un contesto socio economico che non sia penalizzato rispetto ai grandi centri. Il disagio che si avverte nei piccoli comuni porta ad uno spopolamento che oltre ad essere dannoso è molto pericoloso. La politica adottata negli ultimi anni dalle Poste Spa, che ragiona ormai solo in termini di profitto, penalizzando le esigenze dell’utenza la quale paga il prezzo di una politica dissennata che crea disagi alle donne e agli uomini più anziani e a coloro che vivono situazioni di disagio. Ci faremo carico con i nostri rappresentanti alla Regione e al Parlamento di promuovere tutte quelle iniziative tendenti a tutelare i diritti delle popolazioni disagiate affinché anche i centri minori possano avere pari dignità con le borgate più numerose.



Paolo Mallamaci
Segretario Provinciale dei Popolari Udeur di Reggio Calabria