giovedì 19 marzo 2009

L'UDC mette radici a Montebello





lunedì 16 marzo 2009

Montebello:riunione in sezione

UDC- Unione di Centro-Direzione provinciale di Reggio CalabriaComune di Montebello IonicoCarissima/ogiovedì 19 marzo alle ore 17.30 c/o i locali della Pizzeria Colorado, in via Campolo a Saline Ioniche, si terrà la prima riunione degli iscritti all’Udc del nostro Comune che avrà il seguente ordine del giorno:• Elezione direttivo comunale provvisorio;• Analisi situazione politica comunale in vista delle elezioni amministrative del 7 e 8 giugno;• varieData l’importanza degli argomenti da trattare, è richiesta la Tua qualificata presenza.
Reggio Calabria lì 16 marzo 2009
Il Presidente Provinciale dell’Udc
Dott. Paolo Roberto Mallamaci

sabato 31 gennaio 2009

Verso l'Unione di centro.

Carissimi, il 31 gennaio scade il termine per iscriversi alla Costituente di Centro, un nuovo soggetto politico che darà vita all’Unione di Centro, il cui acronimo sarà sempre UDC, ma che nasce dalla sommatoria di diverse esperienze politiche, ed ha la pretesa di collocarsi in modo nuovo nel panorama politico nazionale. Un partito rinnovato che si pone un obiettivo ambizioso: difendere alcuni temi della politica, antichi ma sempre attuali quali il concetto dell'unità nazionale, l'identità cristiana, la difesa della famiglia, delle imprese, del volontariato, la collocazione europea e atlantica dell'Italia, le riforme strutturali in economia, quella sulle pensioni, le liberalizzazioni, la modernizzazione del Paese, la difesa di una legge elettorale che dia la possibilità agli elettori di scegliere e non nominare,il rifiuto di un federalismo fiscale che penalizza sempre di più il Sud della Nazione; tutti temi che hanno già colto favorevolmente le attenzioni degli elettori che sia alle scorse elezioni per il rinnovo del Parlamento che alle elezioni regionali in Friuli ed in Abruzzo, hanno sancito con il loro voto che in Italia ancora c’è spazio per un partito moderato ispirato ai valori della dottrina sociale della Chiesa. Stiamo gettando il seme per un grande partito nazionale,popolare e moderato, equidistante dalle due grandi coalizioni pronte ad implodere sotto il peso delle loro contraddizioni. Dai dunque il tuo contributo per la difesa dei valori in cui credi, impegnati in un sistema di regole che sarà garanzia di democrazia e di libertà di espressione per tutti, fai parte di questo progetto che pone l’Uomo al centro dell’azione politica, aderisci insieme a noi all’Unione di Centro.

venerdì 30 gennaio 2009

Emergenza maltempo.

Le avverse condizioni atmosferiche che si sono abbattute sulla Calabria in queste ultime settimane ha piegato la Regione che ha subito danni per almeno 300 milioni di euro. In questi giorni stiamo registrando il grido di allarme che proviene dai Sindaci e dalle Amministrazioni Comunali; lungomari distrutti, case evacuate, ponti che crollano, sottopassi intasati, allagamenti che interessano non solo gli scantinati ma anche i piani alti delle case. E per ultimo, le frane che hanno di fatto isolato la Calabria dal resto della Penisola, con l’aggravante ad Altilia Grimaldi di due giovani innocenti periti sotto metri cubi di fango a seguito del crollo della montagna. La chiusura dell’A3 a Villa,ha creato situazioni di particolare disagio ai pendolari e agli studenti che non possono raggiungere la città o i centri della piana se non da Gambarie o dalla strada statale 106. Non è importante secondo me oggi ricercare le responsabilità di chi non è riuscito a prevedere questo immane disastro. Da destra e da sinistra è un continuo addossarsi di colpe e di inefficienze. Forse la verità è che paghiamo anni di incuria e di politiche scellerate in tema di infrastrutture: mi sono spesso chiesto, facendo l’autostrada del sole quasi quotidianamente, chi ha progettato questo nuovo tracciata del tratto che va da Villa a Bagnara, quale è la logica che sta a monte di questo intervento? Che senso aveva e ha, abbattere viadotti che hanno meno di 50 anni per costruirne degli altri solo a pochi metri più a monte? Perché sventrare la montagna che ha garantito l’equilibrio dell’ecosistema per allargare la carreggiata di soli tre metri? Sono domande alle quali io non posso dare risposte perché non ho competenze specifiche. Ma un dato questa emergenza sta evidenziando in modo drammaticamente impellente: il defluire del traffico pesante lungo la strada statale 106, ha reso praticamente impossibile l’accesso alla città di Reggio da sud. Lunghe file chilometriche, decine di incidenti solo stamattina, ci fanno capire che è arrivato il momento di pensare seriamente ad una alternativa alla statale che nei momenti di crisi è assolutamente impraticabile. E’ secondo me necessario rispolverare il progetto che prevede un nuovo percorso a monte dell’attuale che funga da tangenziale e strada di raccordo per chi viene da sud dai comuni limitrofi e deve essere sinergicamente collegato con il viale che l’Amministrazione di Reggio ha già sviluppato come idea progettuale al fine di dare una continuità ideale per tutta quella zona che va dal viale Aldo Moro fino all’abitato di San Gregorio e che si conturberà naturalmente con il lungomare Falcomatà. Superata l’emergenza di questi giorni, sarà necessario convocare un tavolo di lavoro con tutti i soggetti interessati e trovare assieme una soluzione confacente alla drammaticità che il maltempo di questi giorni ha evidenziato, prima che sia troppo tardi e prima che altro sangue innocente venga versato.
Paolo Mallamaci Presidente Provinciale dell’UDC.
30.1.2009

domenica 14 dicembre 2008


giovedì 11 dicembre 2008


martedì 9 dicembre 2008

Le felicitazioni del consigliere provinciale di Giovanni Barone






Una grande soddisfazione per la politica montebellese (dal Blog di Montebello)
Il dott. Paolo Roberto Mallamaci è stato nominato Presidente Provinciale dell’Unione di Centro (UDC).Il gruppo dell’Unione di Centro di Montebello Jonico ha espresso subito vivo compiacimento per la nomina del dott. Mallamaci a Presidente provinciale del partito.
L’importante designazione è stata fatta direttamente dalla Direzione Nazionale dell'Udc su indicazione del segretario nazionale On. Cesa.La nomina non è maturata per caso, ma bensì è il giusto riconoscimento del fattivo impegno che l’ex segretario provinciale dell’Udeur ha profuso negli anni passati e in modo particolare durante la campagna elettorale della primavera scorsa e premia l'impegno di tutto il gruppo di amici che si riconoscono nella leadership del consigliere regionale On. Pasquale Tripodi.Il gruppo UDC montebellese ha reso noto che è in corso il tesseramento del partito, che si concluderà il 31 gennaio 2009. Dopo tale data, i tesserati daranno vita alla sezione UDC a Montebello Jonico con l’elezione del segretario e delle altre cariche del partito, per essere pronti per la prima prova elettorale: le elezioni comunali ed europee del giugno prossimo.Paolo Roberto Mallamaci è nato a Motta San Giovanni (RC) nel 1965 dove ha frequentato le scuole elementari e medie.Nel 1983 ha conseguito la maturità classica presso il Liceo T. Campanella di Reggio Calabria.
Si è laureato in Scienze Politiche nel 1988 presso l’Università degli Studi di Messina.L’anno successivo è stato assunto da una società del gruppo ENI dove attualmente è quadro direttivo.Sposato con Maria Ardea, si è trasferito a Montebello. Ha due figlie, Erika e Maria Chiara.Impegnato in politica fin da giovane, è stato responsabile provinciale dei Giovani Socialdemocratici, membro del Comitato Centrale e della Direzione Nazionale dei giovani del PSDI.Ha fondato con un gruppo di amici “POLIS”, un centro di aggregazione politica e sociale che ha operato nel basso jonio reggino.
Nel 1997 è eletto consigliere comunale a Montebello Jonico e viene nominato presidente della Commissione Toponomastica comunale.Aderisce all’Udeur di cui è eletto Segretario Provinciale.Adesso è entrato nell’Unione di Centro (UDC) per una nuova sfida.
(Nella foto il dott. Paolo Roberto Mallamaci) http://www.montebelloblognews.com/2008/12/paolo-roberto-mallamaci-nominato.html
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Motta: la scuola elementare Mallamaci ha finalmente una propria biblioteca..



domenica 7 dicembre 2008

Intervista al Quotidiano

L'UDC si incontra a Pellaro.

sabato 6 dicembre 2008

L'intervento di Mario Versaci

Esprimo la mia più viva soddisfazione unitamente a quella degli amici che da anni insieme a me condividono questa grande avventura in seno all’Unione di centro reggino, per la decisione dell’On. Cesa, segretario nazionale dell’Udc di conferire al dott. Paolo Mallamaci il prestigioso incarico di Presidente Provinciale del Partito, come riconoscimento di un naturale approdo di un percorso politico che ha visto il gruppo degli aderenti all’Udeur che nella scorsa primavera lasciare il partito di Mastella per dare nuova linfa al partito dell’Udc. La decisione della direzione nazionale, di conferire paritariamente a Mallamaci, a Candia e al sottoscritto la decisione di guidare il partito reggino per il coordinamento dei prossimi appuntamenti elettorali e fino al prossimo congresso provinciale che si terrà all’inizio dell’anno nuovo, se da una parte ci riempie di soddisfazione, dall’altra ci motiva ad affrontare questa ulteriore sfida con senso di responsabilità ed un impegno rinnovato. Molte e dure sono le sfide che il partito deve affrontare sui temi antichi ma sempre attuali, quali il rispetto dell’identità cristiana, della difesa della famiglia, delle imprese, del volontariato, della collocazione europea e atlantica dell'Italia, delle riforme strutturali in economia, delle pensioni, la sfida della modernizzazione del Paese; sono questi, tutti temi su cui deve essere incentrato l’azione politica di un partito che ha la pretesa di essere punto di riferimento principale del mondo cattolico e cristiano. L’ingresso nell’Udc a pieno titolo degli amici ex Udeur, a tutti i livelli, impone oggi uno sforzo organizzativo considerevole che deve essere estrinsecato con una naturale vocazione alla trasparenza e a un forte rigore morale. I Sindaci, gli amministratori comunali, i consiglieri provinciali, e tutti i semplici iscritti vicini all’amico Tripodi, troveranno nell’Udc un partito aperto alle nuove istanze che saprà sicuramente valorizzare coloro i quali vorranno impegnarsi per fare dell’Udc una grande forza moderata pronta a rispondere alle istanze della provincia di Reggio e dell’intera Calabria.

4.12.2008
Mario Versaci
Vice segretario provinciale dell’UDC.

giovedì 4 dicembre 2008


Pasquale Tripodi nel gruppo dell'UDC.

Il Consigliere Regionale Pasquale Maria Tripodi ha costituito in seno al Consiglio Regionale della Calabria, il gruppo consiliare UDC, SVP, Autonomie. Tale decisione completa l’iter di un percorso intrapreso alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento della primavera scorsa, allorquando il gruppo guidato dall’On. Tripodi aveva deciso di appoggiare la candidatura alla Presidenza del Consiglio dell’On. Pier Ferdinando Casini, votando alla Camera ed al Senato le liste dell’Unione di centro. La scelta di aderire all’Udc-Svp-Autonomie, costituendo il gruppo in seno al Consiglio, nasce da una parte per la condivisione dei valori di cui il Partito dell’Udc è strenuo difensore nella società civile, valori che si ispirano alla dottrina cristiana della Chiesa e che pongono l’uomo e la famiglia al centro dell’azione politica, e dall’altra parte alla necessità di affrontare un tema non più differibile quale quello del Federalismo e delle Autonomie degli Enti Locali, che rischia oggi, per come è stato pensato dal Governo Berlusconi di essere un ulteriore peso fardello per le Regioni del Mezzogiorno. Oggi è necessario un federalismo a geometria variabile e a velocità differenziate tra le Regioni del Nord che sviluppano un maggiore prodotto interno lordo e quelle del Sud che sono ancora di più penalizzate dalla crisi economica che ha colpito il mondo intero. Non tutte le Regioni sono pronte infatti allo stesso modo per affrontare la sfida perché ci troviamo di fronte a sistemi che hanno capacità finanziarie non omogenee. Su questi temi di vitale importanza per la Calabria, vogliamo caratterizzare la nostra sfida per cercare di dare una soluzione organica e condivisa a temi di vitale importanza per i nostri cittadini, quali un sistema sanitario efficiente e funzionale, un rigoroso controllo della spesa, politiche di lavoro che consentano ai nostri giovani di rimanere e operare in Calabria e alle nostre imprese di avere gli strumenti necessari per decollare, oltre alla valorizzazione delle ricchezze turistiche culturali e architettoniche di cui la nostra Regione è ricca.

On. Pasquale Maria Tripodi

mercoledì 3 dicembre 2008

Una nuova stagione ora è possibile..



Carissimi,
la direzione nazionale dell'Udc su indicazione del segretario On. Cesa, mi ha nominato Presidente Provinciale del Partito, come riconoscimento del fattivo impegno profuso negli ultimi mesi e in modo particolare, durante la campagna elettorale della primavera scorsa. La mia nomina premia l'impegno di tutto il gruppo di amici che si riconoscono nella leadership di Pasquale Tripodi. Proprio per questo, abbiamo deciso di creare un momento di riflessione collettivo che si terrà sabato 6 dicembre alle ore 17.00 a Pellaro, c/o il centro civico. Data l'importanza dei temi da trattare, la tua presenza è indispensabile.
Saluti
Paolo Mallamaci

sabato 15 novembre 2008

Solidarietà a Tallarico

Esprimo la mia sincera e affettuosa vicinanza all’amico Francesco Talarico per le vili intimidazioni che ha dovuto subire in questi ultimi giorni. Continua purtroppo l’escalation contro gli amministratori locali e gli esponenti politici che sono in prima linea nelle pubbliche amministrazioni per affermare i principi di democrazia e di legalità e che con il loro impegno cercano di disegnare un volto positivo ad una Calabria che molte volte si è dovuta piegare all’arroganza e alla prevaricazione di una delinquenza che oggi è molto più pericolosa del passato. Tale eclatante intimidazione è una ulteriore offensiva gravissima ed inaccettabile alla libertà della politica che tutti assieme dobbiamo respingere con grande fermezza e con determinazione, convinti che questi tentativi di condizionamento non possono limitare l’azione e l’impegno di una classe politica che sta cercando di fare uscire la nostra Calabria dallo stato comatoso in cui è sprofondata negli ultimi anni. A Francesco e alla Sua famiglia fortemente provata da questo nuovo attentato, giunga forte un affettuoso abbraccio da parte di tutti coloro che in questi mesi a Reggio Calabria hanno accettato la sfida di ricostruire una nuova idea della politica, che guardando al Centro, si basa su un franco confronto democratico, sul rispetto delle altrui idee, e sulla moderazione dei toni e dei comportamenti. Rinnoviamo pertanto a Francesco l’invito a continuare le Sue battaglie nelle Istituzioni con la lealtà e l’impegno che ha profuso in questi anni di presenza qualificata nel Consiglio Regionale della Calabria.

Paolo Roberto Mallamaci

giovedì 6 novembre 2008

Su Saline incombe l'API


Sembrava calato il silenzio sull’ipotesi di riconversione dell’area ex Liquichimica di Saline Ioniche a seguito la decisione della Sei di fermare il processo autorizzativo in atto presso il Ministero delle Attività Produttive, dopo il primo incontro della conferenza di servizi che doveva decidere sulla bontà del progetto della centrale a carbone. Dalla stampa locale abbiamo appreso in questi giorni che sull’area industriale di Saline è in corso una trattativa portata avanti dall’Api nova energia, società controllata da una holding petrolifera di livello nazionale, che sarebbe disposta ad intervenire sul sito delle ex Officine Grandi Riparazioni e sulla stessa Liquichimica. Il progetto si baserebbe sostanzialmente sulla produzione di energia (pari a circa 50 MW) con un progetto sviluppato sulla tecnologia “concentrated solar power”. Tale tecnologia consente di produrre quantità significative di elettricità utilizzando solo la parte di energia proveniente direttamente dal disco solare,utilizzando un sistema di specchi che attirano i raggi solari. Ad oggi tali impianti sono concentrati nel Nord Africa e in Medio Oriente; in America, l’unico impianto termoelettrico solare è situato nel deserto del Mojave, in California. Il gruppo Api,anche se le notizie che trapelano sono scarse, per intervenire a Saline dovrebbe utilizzare parte delle risorse da fondi regionali (APQ Energia) e in parte utilizzerebbe capitali propri. L’aspetto che lascia maggiormente perplessi in questa fase è la modalità utilizzata per portare avanti la trattativa per l’acquisizione e la relativa riqualificazione delle aree della zona industriale di Saline da parte di API. Se la SEI aveva attuato una politica di comunicazione fin troppo incisiva, l’Api nova energia, sta lavorando sotto traccia,in silenzio e non coinvolgendo tutti gli attori economici e sindacali che hanno un qualsiasi ruolo nello sviluppo dell’area del basso ionio reggino, e sembra quasi che si stia scegliendo personalmente gli interlocutori con cui trattare. E se contro la SEI c’è stato un battaglione di fuoco che ha gridato un no basato secondo me più su basi ideologiche che dopo aver approfondito e studiato la reale portata del progetto, oggi il silenzio degli ecologisti e degli ambientalisti sul progetto di Api è assordante e imbarazzante. Infatti senza entrare nel merito di quella che oggi parrebbe solo una idea da sviluppare, per come si presenta, (una concentrazione di specchi per ettari interi all’interno delle OGR e dell’area ex Liquichimica), tale iniziativa cozzerebbe sulla tanto sbandierata vocazione turistica che si vorrebbe dare all’area del pantano o alla zona industriale del nostro comune. E i 50 milioni della Provincia di Reggio e della Regione Calabria per fare di Saline la Taormina calabrese? Certo,la Madonna di Fatima può fare molti miracoli con la sua infinità bontà, ma non possiamo esprimere auspici e preghiere tra di loro contraddittori. Delle due l’una; o crediamo nel progetto turistico per Saline e per l’intera area grecanica, o filtriamo con i “petrolieri” per riattivare quel sogno industriale miseramente naufragato negli anni 70. E se questa sembra essere l’unica alternativa, mi chiedo perché è stato riservato alla SEI questo trattamento? Perché nessuno ha ascoltato le ragioni della SEI giuste o sbagliate che fossero, tenendo conto che questi imprenditori avrebbero rischiato capitali propri e non statali? E il non averli ricevuti ed ascoltati, ha forse precluso a Saline una opportunità di crescita e di sviluppo che non necessariamente passava dal carbone? Bisognava sbarrare la strada agli svizzeri perchè già qualcuno sapeva che era dietro l’angolo l’alternativa energetica? Da spettatore disinteressato registro un diverso trattamento di due idee progettuali che partendo forse da presupposti industriali differenti, arrivano allo stesso scopo;una produzione di energia che la Calabria, avendo un esubero di produzione energetica, dovrebbe esportare in altre Regioni d’Italia con maggiori assorbimenti. Sono tutte domande che temo rimarranno senza risposte, ma credo che il futuro dell’area industriale di Saline non possa essere deciso nel chiuso di una stanza e soprattutto senza ascoltare le istanze che provengono dalla società civile ed economica del comprensorio.

Paolo Roberto Mallamaci

venerdì 1 agosto 2008




Francesco, per molti di noi un fratello maggiore.



Lettera alla moglie scritta di getto il 27 luglio.






Cara Caterina,
leggendo il manifesto che pubblicizzava la manifestazione di atletica leggera del 2 agosto p.v.,
gara che è stata pensata per ricordare la figura di Ciccio, e anche credo, per realizzare un progetto al quale Egli stesso stava lavorando da tempo, ho avvertito un tuffo al cuore , e tornando indietro nei ricordi di quella entusiasmante stagione che tutti assieme abbiamo vissuto a Motta, sono stato pervaso da uno strano sentimento, un misto di emozione e commozione, al ricordo di un amico, ma per molti di noi di un fratello maggiore, al quale dobbiamo riconoscere il merito di averci con il suo impegno, la sua abnegazione e la sua grande passione per lo sport, aiutato a trascorrere, spesso sacrificando gli affetti familiari, momenti di grande partecipazione sportiva e collettiva, in una età, quella dell’adolescenza delicata per alcuni versi, in quanto proprio in questa particolare età si può correre il rischio di essere fuorviati dal giusto cammino della vita. Egli ha contribuito, con quella splendida esperienza che è stata per molti di noi il Gruppo Sportivo Mottese, a far crescere nel nostro meraviglioso e sempre amato Paese, il senso di comunità. Pur essendo l’atletica uno sport prettamente individuale Egli infatti, ci ha fatto sentire partecipi di un progetto che travalicava i confini dello sport , ma aveva una dimensione molto più ampia e aggregante: l’essere tutti assieme testimoni e valenti attori di un cambiamento che Motta ha vissuto in quegli anni. Ci aveva fatto intravedere la possibilità che avevamo una opportunità storica, da soli o in squadra, di portare fuori dai confini provinciali il nome di Motta, e questo ci rendeva orgogliosi e fieri di essere interpreti e protagonisti di una stagione, che al di là dei tanti successi sportivi che abbiamo mietuto in quegli anni, ci ha visti solcare le piste di atletica di tutto il sud d’Italia, a gridare alto, con grande dignità e se vuoi con la temerarietà e l’incoscienza di chi non ha niente da perdere, che eravamo gli alfieri di Motta San Giovanni, non di una delle tante “Motta” sparse per l’Italia, ma della “Motta” più nobile e bella, quella che si staglia maestosa tra l’Etna fumante e gli impervi contrafforti dell’Aspromonte. I valori che ci ha saputo trasferire nelle lunghe giornate trascorse nel campetto delle scuole medie, o nella viuzza soprastante, a ridosso dei gradini e della soglia di casa del caro amico Prof. Giovanni Verduci, un altro che ha messo la propria firma nel miracolo dell’Atletica a Motta, ci hanno consentito di affrontare in un senso compiuto di cittadinanza attiva, con rinnovata fiducia, la sfida che da una pista di atletica si trasferiva gioco forza nella vita di tutti i giorni. Molti sono stai gli insegnamenti che Egli ci ha trasmesso, la lealtà in primo luogo, il gareggiare onestamente onorando gli avversari pur non lesinando di dare il meglio di se stessi. Quindi il rispetto delle regole, l’enfatizzazione del sacrificio che Egli molte volte,mentre macinavamo chilometri su e giù per i tornanti del paese, paragonava per spronarci, al sudore dei nostri tanti concittadini che nelle gallerie lottavano per un mondo migliore, immolandosi non per loro stessi, che sapevano essere senza alcun futuro per sé , ma per i propri cari,dimostrando un grande altruismo, una delle doti che Ciccio ha palesato, nel mondo dello sport e nella società mottese in generale. Aveva sempre una parola di conforto nel momento di una sconfitta. E trovava nel suo linguaggio spesso fatto di silenzi, parole dolci che rendevano meno amara una prestazione ma ti motivavano per fare sempre di più e meglio, ad allenarti con maggiore vigore, ma senza mai perdere di vista l’impegno primario che per noi rimanevano l’istruzione e la scuola. E’ stato un punto di riferimento per tutti i Mottesi che oggi lo ricordano con questa bella iniziativa. Se Ti può essere di conforto, per quello che vale nel vuoto della solitudine che una prematura scomparsa lascia in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di amarlo, devi sapere che spesso nei momenti più impensabili della giornata, in molti di noi Ciccio riaffiora, con il suo immancabile borsello, con il suo ghigno da combattente, con l’aria un poco da don Chisciotte a darti un consiglio, una carezza, uno stimolo, o forse a sorriderti per farti capire che c’è, che è con te, che Ti è vicino. E’ stata una delle figure che ha più inciso in quella generazione che dal 1977 in poi ha raccolto una grande sfida, quella di riscattarsi anche socialmente con addosso un paio di scarpe e un pantaloncino. Perché prima di essere il mister, il presidente, il magazziniere, l’autista, il factotum di tutto , Ciccio era un educatore. E te lo dice uno che a causa della bizzarria del proprio carattere da giovincello, ha avuto spesso bisogno della severità e della fermezza di uno come Lui a cui , pur comportandomi in alcuni frangenti in modo non ortodosso, Egli ha sempre perdonato tutto, accogliendomi con un forte abbraccio e con una pacca sulle spalle come se niente fosse successo. Ci aveva responsabilizzati quando andò a fare il servizio di leva a Diano Marina, ci disse che nel periodo di sua assenza non potevamo mollare perché il giocattolo era fragile e se non fossimo stati uniti nell’impegno si sarebbe infranto. Tutti gli atleti ci siamo sentito degli ometti e per non deluderlo abbiamo maggiormente profuso gli sforzi affinché il giocattolo fosse ancora più solido e bello. Mi è rimasto un dubbio, o meglio una domanda senza risposta, alle tante domande con le quali Lo assillavo mentre ci spostavano in giro per la Calabria sulla Ritmo bianca. Un giorno Gli chiesi, perché hai scelto i colori l'azzurro e il giallo per la divisa della squadra? “L’azzurro rappresenta il mare, il giallo lo devi indovinare”, mi disse. Non me lo disse mai, o forse io non lo indovinai mai; forse rappresentava il grano della nostra terra, o i raggi di sole che solo nel nostro tramonto ha sfumature uniche. Forse era stato il caso a volere che fossero quelli i colori della divisa. Me lo dirà forse Lui un giorno, quando ci ritroveremo da qualche parte. Pensavo in verità di avere più tempo per potergli riproporre la domanda e ottenere la risposta, invece mi rimane negli occhi l’ultimo sguardo, al compleanno di mia nipote. Ho avuto quella sera l’impressione che fosse sofferente, tirato in viso, ma aveva uno sguardo profondo che sembrava ti volesse trasmettere qualcosa, sembrava che volesse trasferiti un pensiero, un sentimento. Ricordo di quella sera un particolare. Ci facemmo una foto assieme, dopo tanto tempo, perché la volevo accoppiare con una fatta a Barletta nel 1978, quando partecipammo per la prima volta alla fase nazionale dei Giochi della Gioventù. E mentre il flash ci immortalava lo invitai di tenermi informato sui corsi per allenatore, perché ora come allora l’atletica è rimasta la mia unica passione. Capitò quella sera che la memoria della fotocamera si formattò e si persero tutte le foto. E la videocamera tenuta accesa per tutta la sera non registrò nulla. Ho avvertito a posteriori, in questi due episodi negativi un presagio, come se il destino avesse voluto imporci che i ricordi dovevano essere tramandati nel cuore e nella mente di ciascuno di noi. Dopo, la ferale notizia che ci colse in una fredda serata d’invero ,l’incredulità e poi lo sconforto e il grande vuoto che ha lasciato in tutti noi. Ho pensato molto e molto spesso alle modalità della morte di Ciccio. L’essere venuto meno proprio in Chiesa mentre onorava la memoria del Padre ci ha consegnato per Ciccio un copione di una morte che ha qualcosa di solenne, di aureo, di nobile, quasi fosse la morte di un personaggio della mitologia che nel ricordo del proprio Padre defunto, decide di raggiungerlo. Avrei tante altre cose da dire sul mio rapporto con Ciccio e sulle esperienze di quegli anni. Se è vero che sono i migliori a lasciarci anzitempo, devi sapere che non solo nella stretta cerchia della Vostra famiglia, Tuo marito ha lasciato un vuoto incolmabile. Lo ha lasciato anche in chi ha saputo apprezzarlo per il Suo modo gentile di essere amico, guida, punto di riferimento. Questo se non lenisce il dolore, sicuramente rende più piacevole il ricordo di una persona perbene quale era il sempre più compianto Ciccio.

28 luglio 2008

lunedì 28 luglio 2008


A Motta viene ricordato Francesco Verduci.


Organizzata dalla Fidal Calabria, con la collaborazione del Comitato Organizzatore Locale presieduto da Giovanni Verduci, si disputerà sabato 2 agosto 2008, a Motta San Giovanni (RC), la 1^ Americana Gara Internazionale – corsa su strada ad eliminazione, valevole per l’assegnazione del 1° Trofeo “Francesco Verduci”.Alla gara parteciperanno circa 40 atleti, con un cast d’eccezione che vedrà al via i migliori esponenti della specialità, con i prestigiosi campioni africani sopratutto provenienti dal Kenia e dal Marocco e con i migliori atleti italiani tra i quali, anche, elementi di spicco delle società calabresi Hobby Marathon Catanzaro, Violetta Club Lamezia, Atletica Sciuto Reggio Calabria, che tenteranno di iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione. Enorme l’impegno del presidente regionale della Fidal, Ignazio Vita, nella scelta dei partecipanti e nel diramare gli inviti.La gara, ad invito, si snoderà su un percorso stradale cittadino di circa 800 da percorrere 14 volte per un totale di 11 Km e 200 metri, che interesserà le caratteristiche vie della cittadina reggina. La partenza avverrà alle ore 20.30 da Piazza del Borgo e gli atleti dopo aver attraversato Via Messana, Via Mazzini (corsia mare), Via Vacalebre, Via San Giovanni, Via Greco, Piazza della Municipalità, Via Mazzini (corsia monte), ripasseranno da Piazza del Borgo, ove dopo i previsti 14 giri è posto anche il traguardo.Si tratta di una gara affascinante che coinvolgerà notevolmente il pubblico, infatti i 40 podisti partiranno tutti insieme e dovranno gareggiare ad andatura limitata sul percorso, nel tratto conclusivo di ogni giro sarà “lanciata” una volata e gli atleti dovranno impegnarsi allo spasimo per evitare l’eliminazione, e così avverrà per ogni giro; variante all’ultimo giro quando i podisti rimasti in gara si disputeranno un rush finale di 800 metri, sull’intero giro per aggiudicarsi la vittoria ed il 1° Trofeo “Francesco Verduci”.Il pubblico che giungerà sia dalla Calabria che dalla vicina Sicilia per assistere ad una gara spettacolare certamente già dalle prime ore del pomeriggio cercherà di aggiudicarsi le migliori postazioni nelle piazzette e nei caratteristi vicoletti di Motta San Giovanni per seguire la gara ed incitare i concorrenti. Comunque l’evento potrà essere seguito da qualsiasi punto in quanto è previsto su tutto il tracciato un servizio di speakeraggio, effettuato da uno speaker eccezionale, Lodovico Nerli Ballati, da sempre speaker ufficiale della Maratona “Città di Roma”.Il programma di massima prevede, per sabato 2 agosto, alle ore 19,45 la riunione della commissione tecnica e del comitato organizzativo, alle ore 20,00 il ritrovo della giuria e dei concorrenti, alle ore 20,30 la partenza della corsa su strada ad eliminazione, alle ore 21,30 la cerimonia di premiazione e la consegna del Trofeo “Francesco Verduci”, nonché la Consegna della Stella di Bronzo al merito sportivo alla memoria (Onorificenza Coni), alle ore 22,00 intrattenimento con la partecipazione del Gruppo Folkclorico “Città di Motta San Giovanni”.In Piazza del Borgo sarà allestito uno stand per la degustazione di prodotti tipici ed il ricavato della vendita dei prodotti sarà integralmente devoluto in beneficenza a Padre Manuel Casillas – Missionario Comboniano – Sud Africa. In anteprima venerdì 1 agosto 2008 alle ore 11.30 presso Palazzo Foti di Piazza Italia a Reggio Calabria è programmata una conferenza stampa di presentazione dell’evento.Sul sito http://www.fidalcalabria.it potranno essere seguiti tutti gli aggiornamenti, i nominativi dei partecipanti, la pianta del percorso, le classifiche e le foto della manifestazione.


Ed ecco una breve sintesi biografica dello sportivo e dell’uomo, cui è dedicato questo Primo Trofeo.“Francesco Verduci nacque a Motta San Giovanni (RC) il 5 agosto 1952 e morì l’8 gennaio 2007, colpito da infarto mentre nella chiesa di Santa Caterina stava assistendo ad una messa in suffragio del padre Angelo. Ciccio, come lo chiamavano gli amici, ha dedicato la propria vita alla famiglia ed al lavoro, dove eccelleva per le sue grandi doti umane e professionali, con la sua scomparsa, ha lasciato un vuoto incolmabile non solo nella sua famiglia, ma anche in quanti lo conobbero.La professionalità, le capacità organizzative, la disponibilità, la bontà, il parlar poco e il sorriso sono state le doti che lo hanno contraddistinto.Per ampliare le sue conoscenze, mettendole dopo a disposizione dei colleghi e della collettività, è stato sempre presente ai convegni organizzati dall’Associazione Ragionieri Dipendenti Enti Locali. È stato un uomo di sport, il calcio lo ha visto protagonista nelle squadre locali e nel Motta, dove indossò la maglia negli anni Settanta; era un super tifoso juventino, della Reggina e un appassionato di atletica tanto che nel 1974 fondò, in collaborazione con il prof. Giovanni Verduci, il Gruppo Sportivo Mottese. Egli riteneva che l’attività sportiva fosse attività di cultura, cioè manifestazione di vita, di educazione, di formazione e di crescita morale e civile.Dal 1977 è stato tecnico allenatore, dal 1981 giudice di gara provinciale, dal 2005 ufficiale di gara regionale. Dal novembre 1992 Consigliere del Comitato Regionale Fidal. Nel 1992 la Federazione Italiana di Atletica Leggera l’aveva insignito dell’onorificenza della “Quercia Sportiva” e nel 1997 gli fu conferita la “Quercia di 1 grado”.Avviò alla pratica dell’atletica leggera tantissimi giovani del paese, con i quali partecipò a numerose gare provinciali, regionali e nazionali ottenendo ovunque ottimi risultati nelle varie discipline , nonostante la mancanza di ingenti risorse e la limitatezza dei mezzi a disposizione. Organizzò diverse competizioni a Motta, dando lustro al paese e agli stessi ragazzi.Varie furono le edizioni del concorso Esercito Scuola, i campionati regionali giovanili di corsa campestre sugli spettacolari percorsi sterrati di Motta e numerose sono state le sfide di marcia avvenute sul lungomare di Lazzaro. Da ogni manifestazione traeva lo spunto per organizzare una gara di atletica legandola alla circostanza come ad esempio nell’agosto 1979 quando diede vita al “1^ Coppa dell’Assunta” che si ripeterà per ben quattordici edizioni ed in seguito, inserita quale prova per i Campionati Regionali di Corsa in Montagna.Anche negli ultimi anni in qualità di dirigente, organizzò nel paese importanti manifestazioni e convegni di studio apprezzati per l’ottima riuscita in tutti gli aspetti organizzativi. Era orgoglioso di far parte del Gruppo Giudice Gara, nel quale operava con serietà, abnegazione e senso del dovere.Questa 1^ Americana Gara Internazionale, viene dedicata a Francesco Verduci, in quanto, poco prima di morire, aveva espresso agli amici della Fidal il desiderio di voler organizzare tale manifestazione a Motta. Dopo la sua scomparsa, grazie a coloro che non hanno dimenticato, è stato possibile realizzare questo suo desiderio”.
Carmelo Regolo

martedì 1 luglio 2008

l'UDC si organizza a Montebello


Si sono gettate le basi per la nascita dell’UDC (Unione di Centro) nel comune di Montebello Jonico, con un incontro dal tema: “Verso l’Udc, le ragioni di una scelta”.
All’incontro, organizzato a Saline Joniche, hanno partecipato personalità, iscritti e simpatizzanti dell’ex partito dell’Udeur, quali il consigliere regionale On. Pasquale Tripodi, l’ex segretario provinciale Paolo Roberto Mallamaci e l’ex segretario comunale Giuseppe Crea.
Molta gente presente al ristorante “Il Laghetto” per sentire la nuova linea politica nel territorio del partito di Pierferdinando Casini.
Il partito dell’UDC montebellese vanta già un numero di oltre 70 iscritti e tra qualche mese si doterà di una sezione con lo svolgimento del primo congresso comunale, propedeutico al congresso provinciale di fine settembre.
I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Crea, ex segretario Udeur, che ha parlato delle motivazioni ideali mediante i quali si è stabilito di aderire al partito dell’Udc, un partito che mira a tutelare i valori della vita, della famiglia, della solidarietà e dello sviluppo.
Paolo Mallamaci ha sottolineato che il partito mira a diventare un terzo polo omogeneo, diversamente dalle due coalizioni di destra e di sinistra, disomogenee al loro interno, nelle quali c’è tutto e il contrario di tutto.
Mallamaci ha proposto la propria candidatura alla segreteria provinciale del partito, affermando che il primo impegno elettorale dell'Udc si è rivelato fruttuoso, avendo il partito di centro ottenuto alle ultime elezioni politiche il 7,8% dei voti a livello provinciale.
Poi ha spiegato le ragioni per cui i rappresentanti e gli iscritti in massa hanno lasciato il partito dell’Udeur, cioè per la nota vicenda dell'arresto di Pasquale Tripodi non tutelato dal partito e dallo stesso segretario Mastella.
La confluenza nel partito dell'Udc è stata dettata non da ragioni opportunistiche (l'adesione è avvenuta infatti prima delle elezioni politiche), ma per una scelta di storia e di valori.
Mallamaci e si è soffermato anche sulla costruzione della centrale a carbone a Saline.
Riguardo questo problema, molto sentito dalla popolazione, l'ex segretario provinciale ha detto che un progetto che inquina è da respingere al mittente, ma nei confronti della società svizzera Sei, che ha presentato il progetto, non c’è un no ideologico ma si guarderanno le carte e poi si deciderà con serenità.
Ha concluso gli interventi l'On. Pasquale Tripodi che ha parlato delle inefficienze della Regione verso lo sviluppo economico e occupazionale della Calabria, e del suo interessamento verso Montebello e l’area grecanica, con il dirottamento di molti fondi verso quest’area degradata.
Aderire all’Udc, ha detto Tripodi, significa accettare certi valori di fondo e fare politica in un certo modo, cioè una politica che stia a contatto con i problemi della gente per cercare di risolverli.
L’Udc sarà presente alle prossime consultazioni comunali, che si svolgeranno tra un anno, con un progetto organico di sviluppo del territorio comunale, che sarà proposto alle altre forze politiche, alle associazioni e alla società civile.
Sono aperte le iscrizioni al partito. La quota associativa è divisa per fasce di età: la tessera del socio Giovane (dai 16 ai 28 anni) e del socio Senior (oltre i 65 anni) costerà 10 Euro; quella del socio Ordinario (dai 29 ai 65 anni) 25 Euro.
(Articolo tratto da http://www.montebelloblognews.com/)

lunedì 30 giugno 2008

Quando è la scuola a dare il cattivo esempio.


Dottoressa G. Caminiti
Responsabile ufficio Scolastico Provinciale di Reggio Calabria


Quando è la scuola a dare il cattivo esempio. Questo potrebbe essere il titolo di un componimento che tra farsa e tragedia greca, ha coinvolto in fase di redazione degli scrutini una parte degli alunni e del corpo docente delle scuole medie di Saline, facenti parte dell’Istituto comprensivo di Montebello Ionico. Narra la storia che in una classe numerosa, la 2b, in un primo tempo il collegio dei docenti decida di non ammettere alla terza classe ben 7 scolari, con motivazioni diverse, alcuni per un cospicuo numero di assenze, ben oltre il consentito dalle Ordinanze Ministeriali, altri ancora per il profitto non ritenuto soddisfacente dagli insegnanti. Appena in paese si sparge la voce delle “bocciature”, il Dirigente riconvoca i docenti che evidentemente rinsaviti, e rendendosi conto dell’errore commesso nella prima tornata di scrutini, (ma non tutti perché alcuni insegnanti lasciano le insufficienze anche nel secondo verbale) decidono che prima avevano fatto uno scherzetto ai quei malcapitati bocciati, e i sette alunni che non avevano numeri e titoli per essere promossi, nel verbale del secondo scrutinio, come per incanto diventano bravi al punto che sono ammessi, superando così lo scoglio degli scrutini e nel prossimo anno frequenteranno la terza classe. La cosa miracolosa è che diventano bravi anche quelli che, non classificati nel primo quadrimestre perché non sono stati potuti interrogare in quanto non presenti alle lezioni, tra il primo e secondo verbale vengono esaminati telepaticamente dai professori e raggiungono come gli altri, la sufficienza. Ora se la cosa non riguardasse l’Istituzione Scuola, la “narrazione” potrebbe dare adito ad una grossa risata e si potrebbe evidenziare solo il pressappochismo di una parte del corpo docente che con il loro operato e con la loro azione hanno screditato la scuola e cosa ben più grave, hanno disorientato gli alunni frequentanti la classe 2b che con impegno e dedizione si sono applicati durante tutto l’anno scolastico per conseguire, non solo i voti necessari per essere promossi, ma anche e soprattutto una istruzione che li possa preparare ad essere cittadini modello. Trattandosi però dei nostri figli, ai quali cerchiamo sempre di dare il miglior esempio possibile, educandoli al senso del dovere e al rispetto delle regole, alcune domande ce le dobbiamo porre, giusto per dare nell’ambito familiare risposte adeguate ai nostri ragazzi. E vorremmo sapere, se questo è ritenuto legittimo dai docenti e dal Dirigente dell’Istituto comprensivo, quali criteri sono stati adottati per valutare gli alunni al fine di stabilire se sono stati rispettati i principi di omogeneità e imparzialità nella valutazione complessiva di tutti i componenti della classe. Infatti, è opinione diffusa tra i genitori degli scolari frequentanti la classe, che evidenti sperequazioni siano state subite da coloro che in modo diligente e con un impegno assoluto si sono applicati nel corso dell’anno scolastico e chi, pur non avendo partecipato alle lezioni con assiduità e non raggiungendo la sufficienza nelle materie di studio è stato lo stesso ammesso alla classe terza. Perché tutto questo sta comportando negli alunni che hanno studiato con dedizione e senso del dovere una evidente sfiducia , in quanto la decisione di promuovere tutti, a prescindere dalla frequenza scolastica, dai risultati conseguiti e dall’impegno profuso durante l’anno scolastico, ha mortificato gli sforzi di chi si è con abnegazione applicato per raggiungere i risultati richiesti dal corpo docente. La considerazione che emerge da questa situazione paradossale è che, se già a livello della scuola dell’obbligo, non passa il concetto di meritocrazia e del rispetto delle regole, perché tanto si può non frequentare le lezioni e si può anche non studiare perché poi alla fine dell’anno scolastico vengono tutti promossi, la scuola non verrà vista dai ragazzini di questa fascia di età come un “dovere” prioritario, ma solo come una zona di parcheggio dove trascorrere parte della giornata. Il pericolo che si corre, è che dal prossimo anno anche i nostri figli inizieranno a fare i lavativi, perché tanto alla fine “saranno tutti promossi”. Se vogliamo combattere e vincere la cultura mafiosa e in generale ogni forma di sopruso che domina in questo sfortunato lembo di terra, deve essere proprio la Scuola a dare il miglior esempio possibile, ribadendo i valori indispensabili per dare agli alunni insieme alla cultura e all’istruzione, esempi positivi per preparali ad essere cittadini diligenti e rispettosi delle regole e delle norme che disciplinano il convivere civile.


Saline Joniche li 27 giugno 2008 Paolo Mallamaci
A nome del comitato genitori della 2b.

Mallamaci Paolo Roberto
Via nazionale trav. I n.11
89060 SALINE IONICHE (RC)

domenica 15 giugno 2008

martedì 29 aprile 2008

Motta: ancora sulla commemorazione,l'intervento della Direzione Didattica.

Lo speciale di ReggioTV










Ex Udeur all'Udc senza equivoci e "nacamenti"

Il gruppo degli amici di Pasquale Tripodi ha deciso di aderire "senza se e senza ma" al partito dell'Unione di Centro. La decisione è stata presa teoricamente da tutti coloro i quali sulla carta si dicono amici di Pasquale Tripodi. Ma ora dalle parole bisogna passare ai fatti. Cio' significa che in tutti i consessi , gli eletti nelle Istituzioni devono confluire nel gruppo consiliare dell'UDC. Chi non lo fa' si metterà automaticamente fuori dal partito e si allontanerà dal movimento che ruota intorno al politico Bovese. Per cui la costituzione alla Provincia di gruppi autonomi per puntellare posizioni personali non sono, o meglio non sara' tollerata. Chi si riconosce nel nostro movimento deve in modo chiaro e senza equivoci, mettersi la "maglietta" dell'Udc. In questo senso Pasquale Tripodi è stato molto chiaro.

giovedì 24 aprile 2008

Commemorato il Maestro Giovanni Mallamaci



...............alcune riflessioni...................



· La giornata della commemorazione nasce dall'esigenza evidenziata agli alunni della Scuola elementare di motta, di sapere chi era il maestro a cui era stata intotolata la scuola. Anche a me è capitato, più volte salendo a Motta, di incontrare dei ragazzini che accostando il mio cognome alle scuole elementari mi abbiano chiesto chi era Giovanni Mallamaci . Spesso non ho avuto non ho avuto la prontezza per rispondere a questa semplice domanda posta quasi sempre in modo molto garbato e timidamente. Questa domanda è sempre risuonata nella mia mente in modo ricorrente....

Per dirla con il linguaggio di oggi, mio padre era un uomo all’antica, mosso da un rigore morale che solo una forte fede in Dio può dare, una persona che aveva una grande carica spirituale e altissimi ideali etici e a cui si ispirava nella vita di tutti i giorni.
· E proprio la profonda fede religiosa lo ha aiutato nei momenti difficili della sua vita e lo ha portato ad affrontare con cristiana rassegnazione la malattia che lentamente ma in modo inesorabile lo stava spegnendo nel fisico ma mai nella mente che è rimasta sempre attenta e lucida.
· Aveva un grande senso del dovere che lo portava a impegnarsi con abnegazione come educatore nella scuola ma anche nel sociale, diventando un punto di riferimento costante per tante generazioni di Mottesi. Era profondamente attaccato a questa comunità, che aveva contribuito a scolarizzare fin dalla fine della seconda grande guerra, allorquando ritornò a Motta dopo aver prestato servizio come sottufficiale nell’esercito.
· Questa esperienza per lui fu fortemente formativa e ne parlava sempre con grande entusiasmo. In questa esperienza maturò una altra qualità che per lui era insostituibile nella scala dei valori: il senso dello Stato, della legalità, il rispetto della Costituzione. Era così legato a questa gente che allorquando ebbe l’opportunità di andare, dopo essere risultato idoneo al concorso, a fare il direttore didattico in un altro Paese, non se la sentì di allontanarsi, perché diceva che stando accanto ai mottesi, spesso più grandi di lui, aveva conosciuto uomini e donne con storie diverse, con esperienze significative, forse di minore impatto sociale ma esperienze molto più rilevanti di quelle che aveva maturato lui, gente con un bagaglio culturale enorme, di vita vissuta spesso fuori, spesso nelle miniere e nelle gallerie di mezzo mondo.
· Non se l’è sentita di allontanarsi da questi contatti umani quotidiani, perché diceva sempre che in mille occasioni, negli sguardi, negli occhi, nei gesti, nel sudore che la fatica di un lavoro pesante determinava, di ciascuno di coloro i quali si rivolgevano a lui per un qualsiasi consiglio, avvertiva il dolore di una vita vissuta fatta di stenti, il sacrificio che si consumava spesso lontano dagli affetti familiari, spesso leggeva la tragedia che stava incombendo a causa della silicosi che avanzava inesorabile. E si stringeva intorno ai bimbi di allora, nei quali leggeva il senso di smarrimento e di vuoto che solo la prematura dipartita di un padre può procurare, quasi per lenirne la sofferenza, quasi per alleviare con un sorriso o una carezza il dolore per una vita già vissuta in salita ma che ora per quei bambini diventava ancora più irta di ostacoli e di difficoltà.
· Tutte queste sensazioni lo avevano reso più ricco e accresciuto al contempo la consapevolezza che il tanto tempo speso in questa comunità non era stato né vano né inutile. Ma in compenso tante sono state le occasioni nelle quali ha sentito il calore umano di gente umile e semplice come lui lo era, ma gente fiera e orgogliosa che nel dopoguerra portava con dignità e a testa alta un carico di difficoltà che solo lo stare assieme in un senso compiuto di comunità rendeva più lieve e sopportabile.

· Chi non ha vissuto la vita di Motta in quegli anni non può comprendere il ruolo che ha svolto e il contributo che ha dato affinché certe dinamiche portassero la nostra cittadina a sviluppare un dirompente processo di espansione e di crescita che ha portato il nostro comune ad essere una isola felice e punto di riferimento in tutta la provincia.
· Diceva che il rispetto si doveva dimostrare sempre e soprattutto quando una persona, una famiglia era in difficoltà. E’ stato un maestro di altri tempi, ma è stato anche un padre molto rigoroso che ha dato ai propri figli una educazione inflessibile su alcuni valori che per lui erano imprescindibili. E’ stato un genitore dai tratti gentili come solo chi aveva un animo poetico sapeva essere, ed è stato un marito attento e premuroso, profondamente innamorato fino all’ultimo istante della sua veloce permanenza terrena di sua moglie che ha onorato e venerato in modo costante e continuo per tutta la vita.
· E il concetto di famiglia per lui non aveva gli stretti confini delle mura della propria casa, perché avendo un legame solido di affetto con i propri fratelli e con le sorelle, veniva naturale ragionare in termini di famiglia inglobando i nipoti, i fratelli, ma anche i tanti cugini con i quali c’era stima profonda.
· Aveva tanti amici storici, quelli della ringhiera di piazza Borgo, con i quali in Cielo starà continuando a parlare dei problemi del paese e dei propri figli, ma era l’amico di tutti. Per tutti aveva una parola di conforto, per tutti aveva un consiglio, e a casa nostra la chiave era sempre nella toppa perché in qualsiasi momento c’era un amico che poteva venire a sottoporre un problema e non era giusto farlo aspettare.
· Che oggi a distanza di venti anni la comunità mottese lo ricorda con questo affetto e anche con tanta nostalgia, per noi è motivo di ulteriore orgoglio e felicitazione. Perché se è vero che l’assenza di un genitore si avverte sempre, anche a distanza di decenni, anche a distanza di una vita per lunghi versi consumata, sapere che il ricordo viene condiviso con tutta una comunità che gli ha voluto bene, che lo ha stimato e fortemente apprezzato nel suo operato, rende questo vuoto un poco più dolce.

· Grazie quindi a coloro che si sono impegnati per l’ottima riuscita di questa manifestazione, a partire dalla direttrice Marafioti per le parole che ha voluto dedicare e la prof.ssa Francesca Triolo che le ha lette; a Bruno e Grazia Minniti ,a Lillo Mallamaci, a Ninello Verduci per le testimonianze, al prof. Trunfio per le splendide note del silenzio, a Santina Mallamaci per la scenografia . I cori dei bambini e degli adulti magistralmente diretti dall' esperta Lidia Caracciolo e Cristina Gangemi. In particolare un grazie agli alunni delle classi IV con le insegnanti Mirella Santo, Angela Marcianò, Domenica Gullì.Agli alunni delle classi V con le insegnanti Angela Cogliandro e Antonina Infortuna. Alla prof.ssa Rosanna Squillaci,. a Lillo Sergi. Alla sig. Maria Apollaro, responsabile del plesso che ci ospita, che ha coordinato il tutto nonostante l'incidente occorsole. Alla dirigente dott.ssa Caterina Autellitano subito disponibile ad avallare ogni iniziativa per portare ancora più in alto il nome della scuola.
· Un sentito ringraziamento alle Istituzioni presenti, al Sindaco, al Vice Presidente del Consiglio Provinciale, ai consiglieri provinciali, al Dott. Lamberti, che qui è nella veste di uomo di cultura. A Pasquale Tripodi, che oggi malgrado importanti impegni ha voluto essere presente per testimoniare alla mia famiglia, vicinanza ed affetto, ai tanti amici che mi hanno fatto la sorpresa di salire e molti per la prima volta in questa cittadina ricca di storia e di cultura, che si staglia maestosamente tra l’Aspromonte e il mar Ionio…
· Ci conforta sapere che a distanza di tanti anni nostro padre continua ad essere indicato come un esempio positivo da imitare per i tanti bambini che oggi frequentano queste aule e che domani saranno la classe dirigente della Nazione e soprattutto, ci conforta sapere che questa laboriosa comunità non lo abbia dimenticata. Grazie di cuore.

mercoledì 23 aprile 2008

martedì 22 aprile 2008

Elezioni:importante l'apporto degli ex Udeur per l'UDC





Le elezioni politiche hanno fotografato un paese che ha voluto fortemente cambiare pagina bocciando la precedente esperienza dell’Unione in modo inequivocabile. In provincia di Reggio Calabria, le distanze che si sono registrate tra le due grandi coalizioni sono ancora più marcate rispetto al quadro nazionale e questo anche “grazie” ad alcune scelte in tema di candidature fatte dal PD fermo al 34 % in Italia e sprofondato al 27% in provincia di Reggio. Il dato della Calabria rafforza l’idea che in Italia c’è ancora spazio per un grande centro equidistante dalle due più importanti coalizioni, capace di intercettare non solo l’elettorale scontento, ma che diventa interlocutore credibile allorquando la proposta di governo è innovativa,efficace e valida. La scelta di campo compiuta dal gruppo degli iscritti al partito dei Popolari Udeur di confluire nel progetto politico dell’Unione di centro all’indomani dei noti fatti del febbraio scorso, si è verificata vincente e lungimirante. Lo sforzo profuso dagli amici di Pasquale Tripodi è stato al contempo imponente ed entusiasmante, anche perché non era facile motivare i propri aderenti e attivisti su un percorso politico condiviso dalla stragrande maggioranza, ma che non vedeva nelle liste emanazioni dirette quantomeno in posizione eleggibile del proprio gruppo. I dirigenti, i Sindaci,gli amministratori e tutti gli iscritti si sono impegnati in modo lodevole nei comuni della provincia per far capire agli elettori l’importanza di un voto in una campagna elettorale, che non era per noi solo un test di rilevanza nazionale, ma che è diventato di fatto, il tratto distintivo per capire attraverso i consensi conseguiti dall’Udc e la conseguente analisi del voto, se la base del partito fosse in sintonia con le scelte da noi operate nelle due grandi manifestazioni di popolo tenute all’Odeon il 14 marzo e al Cedir il 1° aprile. Il risultato ottenuto, sia alla Camera che al Senato infatti, in alcune aree dove era più forte la presenza degli ex Udeur è stato eccezionale e ben al di sopra della media conseguita dall’Udc in provincia. Ma in generale in tutti i comuni è stato determinante l’apporto degli iscritti alle sezioni e degli amministratori vicini a Tripodi che sono riusciti a mobilitare uomini e donne per conseguire un risultato che alla vigilia del 1° aprile era assolutamente inaspettato. Il dato ci conforta e ci soddisfa, dunque, ma ci indica anche bisogna accelerare quei processi di integrazione ancora necessari tra le varie anime che compongono oggi l’Udc per poter formulare nel prossimo futuro ancora meglio una proposta di governo che partendo dalla nostra provincia, riguardi i nuovi assetti della Regione Calabria. In questa direzione un ruolo importante lo sta svolgendo l’On. Pasquale Tripodi che si sta adoperando insieme al Segretario Provinciale Candia per riorganizzare il partito nel reggino, e si sta spendendo in un tour de force in tutti i comuni per studiare ed analizzare le criticità in modo da arrivare al prossimo congresso provinciale con una proposta politica unitaria che superi la logica delle correnti. In questa ottica gli incontri previsti il 24 aprile per la riorganizzazione del movimento giovanile ed il 28 aprile per riorganizzare il partito nella città di Reggio e le altre 20 tappe previste a maggio in provincia, vanno nella direzione di rimettere in moto le attività di un gruppo che con queste elezioni ha gettato il seme per un grande partito nazionale fortemente radicato nel cuore della gente.

Paolo Mallamaci

lunedì 21 aprile 2008

Motta ricorda il maestro "Giovanni Mallamaci"


Motta ricorda il maestro "Giovanni Mallamaci" Da Strill.it



lunedì 21 aprile 2008
Giovedì 24 aprile importante ricorrenza all'Istituto Comprensivo di Motta. Alle ore 9,30 presso la scuola "G. Mallamaci" di Motta Centro, si terrà una cerimonia per ricordare la figura del maestro Giovanni Mallamaci, l'uomo, l'insegnante e l'amministratore che, a venti anni dalla morte, viene ancora indicato come esempio del vivere a servizio della comunità. Giovanni Mallamaci, nato a Motta S.G. il primo Agosto 1928, a soli 20 anni iniziò la sua carriera di insegnante presso la Scuola Elementare di Motta San Giovanni. Dopo una breve parentesi da amministratore, durante la quale si adoperò per risolvere i numerosi problemi della scuola, ritornò al suo impegno originario all'interno dell'istituzione scolastica rappresentando un valido aiuto per tutti i direttori didattici che si succedettero alla guida del Circolo di Motta. Uomo colto e dagli svariati interessi si dedicò al giornalismo e, collaborando come corrispondente per numerose testate nazionali, seppe farsi portavoce delle esigenze dei suoi concittadini. Fu uomo impegnato anche nel sociale, e anche in questo campo seppe essere d'aiuto alla collettività nel suo duplice ruolo di Presidente dell'Azione Cattolica e membro del Circolo Culturale Mottese. La cerimonia durante la quale verrà ricordato il maestro Mallamaci coinciderà con la giornata della legalità che verrà sviluppata dagli alunni con il prezioso apporto del corpo docente dell'Istituto Comprensivo. Fabio Macheda

domenica 20 aprile 2008

Motta ricorda "G. Mallamaci"

Dal Quotidiano del 20 aprile 2008





mercoledì 16 aprile 2008


Il 24 aprile alle 9,30 presso la Scuola elementare di Motta centro, verrà ricordato, a 20 anni dalla scomparsa "Giovanni Mallamaci", maestro elementare a cui è stata intitolata la scuola.

martedì 15 aprile 2008

Elezioni: bene l'UDC

Il commento di Pasquale Tripodi.
"Esprimiamo piena soddisfazione per la brillante affermazione elettorale conseguita dall'Udc sia a livello nazionale sia a livello regionale, ma ancor più per quanto riguarda la provincia di Reggio Calabria in ragione della particolare situazione del partito dello Scudocrociato nel comprensorio reggino a causa delle recenti defezioni a tutti ben note". E' quanto sostiene, in una dichiarazione, il consigliere regionale Pasquale Tripodi, ex Udeur e che di recente ha aderito all'Udc. "La positiva risposta dell'elettorato calabrese e dell'intera provincia di Reggio Calabria - aggiunge Tripodi - ci corrobora delle oggettive difficoltà incontrate in questa campagna elettorale, con esiti che confermano senza ombra di dubbio che l'Udc riveste nella nostra regione un ruolo importantissimo in quanto la fiducia che l'elettorato ha in esso riposto ci pone come uno dei punti di riferimento di tutto il comprensorio. Questo ci onora ed allo stesso tempo ci carica di una notevole responsabilità in vista delle prove che ci attendono, dato il mutato contesto storico-politico, ma forti del consenso ottenuto, della validità e della forza della nostra tradizione, dei nostri valori e dei nostri principi di ispirazione cattolica-liberaldemocratica, siamo pronti ad affrontare le sfide future quale rappresentanza politica di un centro moderato e moderno in grado di inglobare al proprio interno le varie componenti moderate e capace di rispondere in modo efficace ed efficiente alle diverse istanze dei cittadini". "Tali considerazioni - sostiene ancora Pasquale Tripodi - trovano concordanza di pensiero, pur manifestando il nostro rammarico per non aver potuto raggiungere a causa di soli 200 voti, la soglia dell'8% su base regionale utile per l'assegnazione di un seggio al Senato. Un risultato , ciononostante, di tutto rispetto e che ci inorgoglisce. Basti pensare, a tal proposito, che rispetto alle politiche del 2006 l'Udc ha raggiunto un risultato di gran lunga superiore, incrementando il dato al Senato di 2 punti di percentuale". "Prendiamo atto, inoltre, con segno di stima - conclude Tripodi - che i nostri candidati hanno onorato al loro non semplice compito con estrema correttezza, conseguendo risultati eccellenti". (ANSA