giovedì 19 marzo 2009
L'UDC mette radici a Montebello
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lunedì 16 marzo 2009
Montebello:riunione in sezione
UDC- Unione di Centro-Direzione provinciale di Reggio CalabriaComune di Montebello IonicoCarissima/ogiovedì 19 marzo alle ore 17.30 c/o i locali della Pizzeria Colorado, in via Campolo a Saline Ioniche, si terrà la prima riunione degli iscritti all’Udc del nostro Comune che avrà il seguente ordine del giorno:• Elezione direttivo comunale provvisorio;• Analisi situazione politica comunale in vista delle elezioni amministrative del 7 e 8 giugno;• varieData l’importanza degli argomenti da trattare, è richiesta la Tua qualificata presenza.
Reggio Calabria lì 16 marzo 2009
Il Presidente Provinciale dell’Udc
Dott. Paolo Roberto Mallamaci
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sabato 31 gennaio 2009
Verso l'Unione di centro.
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venerdì 30 gennaio 2009
Emergenza maltempo.
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domenica 14 dicembre 2008
giovedì 11 dicembre 2008
martedì 9 dicembre 2008
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Una grande soddisfazione per la politica montebellese (dal Blog di Montebello)
Il dott. Paolo Roberto Mallamaci è stato nominato Presidente Provinciale dell’Unione di Centro (UDC).Il gruppo dell’Unione di Centro di Montebello Jonico ha espresso subito vivo compiacimento per la nomina del dott. Mallamaci a Presidente provinciale del partito.
L’importante designazione è stata fatta direttamente dalla Direzione Nazionale dell'Udc su indicazione del segretario nazionale On. Cesa.La nomina non è maturata per caso, ma bensì è il giusto riconoscimento del fattivo impegno che l’ex segretario provinciale dell’Udeur ha profuso negli anni passati e in modo particolare durante la campagna elettorale della primavera scorsa e premia l'impegno di tutto il gruppo di amici che si riconoscono nella leadership del consigliere regionale On. Pasquale Tripodi.Il gruppo UDC montebellese ha reso noto che è in corso il tesseramento del partito, che si concluderà il 31 gennaio 2009. Dopo tale data, i tesserati daranno vita alla sezione UDC a Montebello Jonico con l’elezione del segretario e delle altre cariche del partito, per essere pronti per la prima prova elettorale: le elezioni comunali ed europee del giugno prossimo.Paolo Roberto Mallamaci è nato a Motta San Giovanni (RC) nel 1965 dove ha frequentato le scuole elementari e medie.Nel 1983 ha conseguito la maturità classica presso il Liceo T. Campanella di Reggio Calabria.
Si è laureato in Scienze Politiche nel 1988 presso l’Università degli Studi di Messina.L’anno successivo è stato assunto da una società del gruppo ENI dove attualmente è quadro direttivo.Sposato con Maria Ardea, si è trasferito a Montebello. Ha due figlie, Erika e Maria Chiara.Impegnato in politica fin da giovane, è stato responsabile provinciale dei Giovani Socialdemocratici, membro del Comitato Centrale e della Direzione Nazionale dei giovani del PSDI.Ha fondato con un gruppo di amici “POLIS”, un centro di aggregazione politica e sociale che ha operato nel basso jonio reggino.
Nel 1997 è eletto consigliere comunale a Montebello Jonico e viene nominato presidente della Commissione Toponomastica comunale.Aderisce all’Udeur di cui è eletto Segretario Provinciale.Adesso è entrato nell’Unione di Centro (UDC) per una nuova sfida.
(Nella foto il dott. Paolo Roberto Mallamaci) http://www.montebelloblognews.com/2008/12/paolo-roberto-mallamaci-nominato.html
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domenica 7 dicembre 2008
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sabato 6 dicembre 2008
L'intervento di Mario Versaci
4.12.2008
Mario Versaci
Vice segretario provinciale dell’UDC.
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giovedì 4 dicembre 2008
Il Consigliere Regionale Pasquale Maria Tripodi ha costituito in seno al Consiglio Regionale della Calabria, il gruppo consiliare UDC, SVP, Autonomie. Tale decisione completa l’iter di un percorso intrapreso alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento della primavera scorsa, allorquando il gruppo guidato dall’On. Tripodi aveva deciso di appoggiare la candidatura alla Presidenza del Consiglio dell’On. Pier Ferdinando Casini, votando alla Camera ed al Senato le liste dell’Unione di centro. La scelta di aderire all’Udc-Svp-Autonomie, costituendo il gruppo in seno al Consiglio, nasce da una parte per la condivisione dei valori di cui il Partito dell’Udc è strenuo difensore nella società civile, valori che si ispirano alla dottrina cristiana della Chiesa e che pongono l’uomo e la famiglia al centro dell’azione politica, e dall’altra parte alla necessità di affrontare un tema non più differibile quale quello del Federalismo e delle Autonomie degli Enti Locali, che rischia oggi, per come è stato pensato dal Governo Berlusconi di essere un ulteriore peso fardello per le Regioni del Mezzogiorno. Oggi è necessario un federalismo a geometria variabile e a velocità differenziate tra le Regioni del Nord che sviluppano un maggiore prodotto interno lordo e quelle del Sud che sono ancora di più penalizzate dalla crisi economica che ha colpito il mondo intero. Non tutte le Regioni sono pronte infatti allo stesso modo per affrontare la sfida perché ci troviamo di fronte a sistemi che hanno capacità finanziarie non omogenee. Su questi temi di vitale importanza per la Calabria, vogliamo caratterizzare la nostra sfida per cercare di dare una soluzione organica e condivisa a temi di vitale importanza per i nostri cittadini, quali un sistema sanitario efficiente e funzionale, un rigoroso controllo della spesa, politiche di lavoro che consentano ai nostri giovani di rimanere e operare in Calabria e alle nostre imprese di avere gli strumenti necessari per decollare, oltre alla valorizzazione delle ricchezze turistiche culturali e architettoniche di cui la nostra Regione è ricca.
On. Pasquale Maria Tripodi
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mercoledì 3 dicembre 2008
Una nuova stagione ora è possibile..
la direzione nazionale dell'Udc su indicazione del segretario On. Cesa, mi ha nominato Presidente Provinciale del Partito, come riconoscimento del fattivo impegno profuso negli ultimi mesi e in modo particolare, durante la campagna elettorale della primavera scorsa. La mia nomina premia l'impegno di tutto il gruppo di amici che si riconoscono nella leadership di Pasquale Tripodi. Proprio per questo, abbiamo deciso di creare un momento di riflessione collettivo che si terrà sabato 6 dicembre alle ore 17.00 a Pellaro, c/o il centro civico. Data l'importanza dei temi da trattare, la tua presenza è indispensabile.

Saluti
Paolo Mallamaci
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sabato 15 novembre 2008
Solidarietà a Tallarico
Paolo Roberto Mallamaci
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giovedì 6 novembre 2008
Su Saline incombe l'API
Paolo Roberto Mallamaci
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venerdì 1 agosto 2008

leggendo il manifesto che pubblicizzava la manifestazione di atletica leggera del 2 agosto p.v.,
E te lo dice uno che a causa della bizzarria del proprio carattere da giovincello, ha avuto spesso bisogno della severità e della fermezza di uno come Lui a cui , pur comportandomi in alcuni frangenti in modo non ortodosso, Egli ha sempre perdonato tutto, accogliendomi con un forte abbraccio e con una pacca sulle spalle come se niente fosse successo. Ci aveva responsabilizzati quando andò a fare il servizio di leva a Diano Marina, ci disse che nel periodo di sua assenza non potevamo mollare perché il giocattolo era fragile e se non fossimo stati uniti nell’impegno si sarebbe infranto. Tutti gli atleti ci siamo sentito degli ometti e per non deluderlo abbiamo maggiormente profuso gli sforzi affinché il giocattolo fosse ancora più solido e bello. Mi è rimasto un dubbio, o meglio una domanda senza risposta, alle tante domande con le quali Lo assillavo mentre ci spostavano in giro per la Calabria sulla Ritmo bianca. Un giorno Gli chiesi, perché hai scelto i colori l'azzurro e il giallo per la divisa della squadra? “L’azzurro rappresenta il mare, il giallo lo devi indovinare”, mi disse. Non me lo disse mai, o forse io non lo indovinai mai; forse rappresentava il grano della nostra terra, o i raggi di sole che solo nel nostro tramonto ha sfumature uniche. Forse era stato il caso a volere che fossero quelli i colori della divisa. Me lo dirà forse Lui un giorno, quando ci ritroveremo da qualche parte. Pensavo in verità di avere più tempo per potergli riproporre la domanda e ottenere la risposta, invece mi rimane negli occhi l’ultimo sguardo, al compleanno di mia nipote. Ho avuto quella sera l’impressione che fosse sofferente, tirato in viso, ma aveva uno sguardo profondo che sembrava ti volesse trasmettere qualcosa, sembrava che volesse trasferiti un pensiero, un sentimento. Ricordo di quella sera un particolare. Ci facemmo una foto assieme, dopo tanto tempo, perché la volevo accoppiare con una fatta a Barletta nel 1978, quando partecipammo per la prima volta alla fase nazionale dei Giochi della Gioventù. E mentre il flash ci immortalava lo invitai di tenermi informato sui corsi per allenatore, perché ora come allora l’atletica è rimasta la mia unica passione. Capitò quella sera che la memoria della fotocamera si formattò e si persero tutte le foto. E la videocamera tenuta accesa per tutta la sera non registrò nulla. Ho avvertito a posteriori, in questi due episodi negativi un presagio, come se il destino avesse voluto imporci che i ricordi dovevano essere tramandati nel cuore e nella mente di ciascuno di noi. Dopo, la ferale notizia che ci colse in una fredda serata d’invero ,l’incredulità e poi lo sconforto e il grande vuoto che ha lasciato in tutti noi. Ho pensato molto e molto spesso alle modalità della morte di Ciccio. L’essere venuto meno proprio in Chiesa mentre onorava la memoria del Padre ci ha consegnato per Ciccio un copione di una morte che ha qualcosa di solenne, di aureo, di nobile, quasi fosse la morte di un personaggio della mitologia che nel ricordo del proprio Padre defunto, decide di raggiungerlo. Avrei tante altre cose da dire sul mio rapporto con Ciccio e sulle esperienze di quegli anni.
Se è vero che sono i migliori a lasciarci anzitempo, devi sapere che non solo nella stretta cerchia della Vostra famiglia, Tuo marito ha lasciato un vuoto incolmabile. Lo ha lasciato anche in chi ha saputo apprezzarlo per il Suo modo gentile di essere amico, guida, punto di riferimento. Questo se non lenisce il dolore, sicuramente rende più piacevole il ricordo di una persona perbene quale era il sempre più compianto Ciccio.28 luglio 2008
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lunedì 28 luglio 2008
Carmelo Regolo
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martedì 1 luglio 2008
l'UDC si organizza a Montebello
All’incontro, organizzato a Saline Joniche, hanno partecipato personalità, iscritti e simpatizzanti dell’ex partito dell’Udeur, quali il consigliere regionale On. Pasquale Tripodi, l’ex segretario provinciale Paolo Roberto Mallamaci e l’ex segretario comunale Giuseppe Crea.
Molta gente presente al ristorante “Il Laghetto” per sentire la nuova linea politica nel territorio del partito di Pierferdinando Casini.
Il partito dell’UDC montebellese vanta già un numero di oltre 70 iscritti e tra qualche mese si doterà di una sezione con lo svolgimento del primo congresso comunale, propedeutico al congresso provinciale di fine settembre.
I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Crea, ex segretario Udeur, che ha parlato delle motivazioni ideali mediante i quali si è stabilito di aderire al partito dell’Udc, un partito che mira a tutelare i valori della vita, della famiglia, della solidarietà e dello sviluppo.
Paolo Mallamaci ha sottolineato che il partito mira a diventare un terzo polo omogeneo, diversamente dalle due coalizioni di destra e di sinistra, disomogenee al loro interno, nelle quali c’è tutto e il contrario di tutto.
Mallamaci ha proposto la propria candidatura alla segreteria provinciale del partito, affermando che il primo impegno elettorale dell'Udc si è rivelato fruttuoso, avendo il partito di centro ottenuto alle ultime elezioni politiche il 7,8% dei voti a livello provinciale.
Poi ha spiegato le ragioni per cui i rappresentanti e gli iscritti in massa hanno lasciato il partito dell’Udeur, cioè per la nota vicenda dell'arresto di Pasquale Tripodi non tutelato dal partito e dallo stesso segretario Mastella.
La confluenza nel partito dell'Udc è stata dettata non da ragioni opportunistiche (l'adesione è avvenuta infatti prima delle elezioni politiche), ma per una scelta di storia e di valori.
Mallamaci e si è soffermato anche sulla costruzione della centrale a carbone a Saline.
Riguardo questo problema, molto sentito dalla popolazione, l'ex segretario provinciale ha detto che un progetto che inquina è da respingere al mittente, ma nei confronti della società svizzera Sei, che ha presentato il progetto, non c’è un no ideologico ma si guarderanno le carte e poi si deciderà con serenità.
Ha concluso gli interventi l'On. Pasquale Tripodi che ha parlato delle inefficienze della Regione verso lo sviluppo economico e occupazionale della Calabria, e del suo interessamento verso Montebello e l’area grecanica, con il dirottamento di molti fondi verso quest’area degradata.
Aderire all’Udc, ha detto Tripodi, significa accettare certi valori di fondo e fare politica in un certo modo, cioè una politica che stia a contatto con i problemi della gente per cercare di risolverli.
L’Udc sarà presente alle prossime consultazioni comunali, che si svolgeranno tra un anno, con un progetto organico di sviluppo del territorio comunale, che sarà proposto alle altre forze politiche, alle associazioni e alla società civile.
Sono aperte le iscrizioni al partito. La quota associativa è divisa per fasce di età: la tessera del socio Giovane (dai 16 ai 28 anni) e del socio Senior (oltre i 65 anni) costerà 10 Euro; quella del socio Ordinario (dai 29 ai 65 anni) 25 Euro.
(Articolo tratto da http://www.montebelloblognews.com/)
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lunedì 30 giugno 2008
Quando è la scuola a dare il cattivo esempio.
Responsabile ufficio Scolastico Provinciale di Reggio Calabria
Quando è la scuola a dare il cattivo esempio. Questo potrebbe essere il titolo di un componimento che tra farsa e tragedia greca, ha coinvolto in fase di redazione degli scrutini una parte degli alunni e del corpo docente delle scuole medie di Saline, facenti parte dell’Istituto comprensivo di Montebello Ionico. Narra la storia che in una classe numerosa, la 2b, in un primo tempo il collegio dei docenti decida di non ammettere alla terza classe ben 7 scolari, con motivazioni diverse, alcuni per un cospicuo numero di assenze, ben oltre il consentito dalle Ordinanze Ministeriali, altri ancora per il profitto non ritenuto soddisfacente dagli insegnanti. Appena in paese si sparge la voce delle “bocciature”, il Dirigente riconvoca i docenti che evidentemente rinsaviti, e rendendosi conto dell’errore commesso nella prima tornata di scrutini, (ma non tutti perché alcuni insegnanti lasciano le insufficienze anche nel secondo verbale) decidono che prima avevano fatto uno scherzetto ai quei malcapitati bocciati, e i sette alunni che non avevano numeri e titoli per essere promossi, nel verbale del secondo scrutinio, come per incanto diventano bravi al punto che sono ammessi, superando così lo scoglio degli scrutini e nel prossimo anno frequenteranno la terza classe. La cosa miracolosa è che diventano bravi anche quelli che, non classificati nel primo quadrimestre perché non sono stati potuti interrogare in quanto non presenti alle lezioni, tra il primo e secondo verbale vengono esaminati telepaticamente dai professori e raggiungono come gli altri, la sufficienza. Ora se la cosa non riguardasse l’Istituzione Scuola, la “narrazione” potrebbe dare adito ad una grossa risata e si potrebbe evidenziare solo il pressappochismo di una parte del corpo docente che con il loro operato e con la loro azione hanno screditato la scuola e cosa ben più grave, hanno disorientato gli alunni frequentanti la classe 2b che con impegno e dedizione si sono applicati durante tutto l’anno scolastico per conseguire, non solo i voti necessari per essere promossi, ma anche e soprattutto una istruzione che li possa preparare ad essere cittadini modello. Trattandosi però dei nostri figli, ai quali cerchiamo sempre di dare il miglior esempio possibile, educandoli al senso del dovere e al rispetto delle regole, alcune domande ce le dobbiamo porre, giusto per dare nell’ambito familiare risposte adeguate ai nostri ragazzi. E vorremmo sapere, se questo è ritenuto legittimo dai docenti e dal Dirigente dell’Istituto comprensivo, quali criteri sono stati adottati per valutare gli alunni al fine di stabilire se sono stati rispettati i principi di omogeneità e imparzialità nella valutazione complessiva di tutti i componenti della classe. Infatti, è opinione diffusa tra i genitori degli scolari frequentanti la classe, che evidenti sperequazioni siano state subite da coloro che in modo diligente e con un impegno assoluto si sono applicati nel corso dell’anno scolastico e chi, pur non avendo partecipato alle lezioni con assiduità e non raggiungendo la sufficienza nelle materie di studio è stato lo stesso ammesso alla classe terza. Perché tutto questo sta comportando negli alunni che hanno studiato con dedizione e senso del dovere una evidente sfiducia , in quanto la decisione di promuovere tutti, a prescindere dalla frequenza scolastica, dai risultati conseguiti e dall’impegno profuso durante l’anno scolastico, ha mortificato gli sforzi di chi si è con abnegazione applicato per raggiungere i risultati richiesti dal corpo docente. La considerazione che emerge da questa situazione paradossale è che, se già a livello della scuola dell’obbligo, non passa il concetto di meritocrazia e del rispetto delle regole, perché tanto si può non frequentare le lezioni e si può anche non studiare perché poi alla fine dell’anno scolastico vengono tutti promossi, la scuola non verrà vista dai ragazzini di questa fascia di età come un “dovere” prioritario, ma solo come una zona di parcheggio dove trascorrere parte della giornata. Il pericolo che si corre, è che dal prossimo anno anche i nostri figli inizieranno a fare i lavativi, perché tanto alla fine “saranno tutti promossi”. Se vogliamo combattere e vincere la cultura mafiosa e in generale ogni forma di sopruso che domina in questo sfortunato lembo di terra, deve essere proprio la Scuola a dare il miglior esempio possibile, ribadendo i valori indispensabili per dare agli alunni insieme alla cultura e all’istruzione, esempi positivi per preparali ad essere cittadini diligenti e rispettosi delle regole e delle norme che disciplinano il convivere civile.
Saline Joniche li 27 giugno 2008 Paolo Mallamaci
A nome del comitato genitori della 2b.
Mallamaci Paolo Roberto
Via nazionale trav. I n.11
89060 SALINE IONICHE (RC)
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domenica 15 giugno 2008
martedì 29 aprile 2008
Motta: ancora sulla commemorazione,l'intervento della Direzione Didattica.
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Ex Udeur all'Udc senza equivoci e "nacamenti"

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giovedì 24 aprile 2008
Commemorato il Maestro Giovanni Mallamaci
· E proprio la profonda fede religiosa lo ha aiutato nei momenti difficili della sua vita e lo ha portato ad affrontare con cristiana rassegnazione la malattia che lentamente ma in modo inesorabile lo stava spegnendo nel fisico ma mai nella mente che è rimasta sempre attenta e lucida.
· Aveva un grande senso del dovere che lo portava a impegnarsi con abnegazione come educatore nella scuola ma anche nel sociale, diventando un punto di riferimento costante per tante generazioni di Mottesi. Era profondamente attaccato a questa comunità, che aveva contribuito a scolarizzare fin dalla fine della seconda grande guerra, allorquando ritornò a Motta dopo aver prestato servizio come sottufficiale nell’esercito.

· Questa esperienza per lui fu fortemente formativa e ne parlava sempre con grande entusiasmo. In questa esperienza maturò una altra qualità che per lui era insostituibile nella scala dei valori: il senso dello Stato, della legalità, il rispetto della Costituzione. Era così legato a questa gente che allorquando ebbe l’opportunità di andare, dopo essere risultato idoneo al concorso, a fare il direttore didattico in un altro Paese, non se la sentì di allontanarsi, perché diceva che stando accanto ai mottesi, spesso più grandi di lui, aveva conosciuto uomini e donne con storie diverse, con esperienze significative, forse di minore impatto sociale ma esperienze molto più rilevanti di quelle che aveva maturato lui, gente con un bagaglio culturale enorme, di vita vissuta spesso fuori, spesso nelle miniere e nelle gallerie di mezzo mondo.
· Non se l’è sentita di allontanarsi da questi contatti umani quotidiani, perché diceva sempre che in mille occasioni, negli sguardi, negli occhi, nei gesti, nel sudore che la fatica di un lavoro pesante determinava, di ciascuno di coloro i quali si rivolgevano a lui per un qualsiasi consiglio, avvertiva il dolore di una vita vissuta fatta di stenti, il sacrificio che si consumava spesso lontano dagli affetti familiari, spesso leggeva la tragedia che stava incombendo a causa della silicosi che avanzava inesorabile. E si stringeva intorno ai bimbi di allora, nei quali leggeva il senso di smarrimento e di vuoto che solo la prematura dipartita di un padre può procurare, quasi per lenirne la sofferenza, quasi per alleviare con un sorriso o una carezza il dolore per una vita già vissuta in salita ma che ora per quei bambini diventava ancora più irta di ostacoli e di difficoltà.
· Tutte queste sensazioni lo avevano reso più ricco e accresciuto al contempo la consapevolezza che il tanto tempo speso in questa comunità non era stato né vano né inutile. Ma in compenso tante sono state le occasioni nelle quali ha sentito il calore umano di gente umile e semplice come lui lo era, ma gente fiera e orgogliosa che nel dopoguerra portava con dignità e a testa alta un carico di difficoltà che solo lo stare assieme in un senso compiuto di comunità rendeva più lieve e sopportabile.

· Chi non ha vissuto la vita di Motta in quegli anni non può comprendere il ruolo che ha svolto e il contributo che ha dato affinché certe dinamiche portassero la nostra cittadina a sviluppare un dirompente processo di espansione e di crescita che ha portato il nostro comune ad essere una isola felice e punto di riferimento in tutta la provincia.
· Diceva che il rispetto si doveva dimostrare sempre e soprattutto quando una persona, una famiglia era in difficoltà. E’ stato un maestro di altri tempi, ma è stato anche un padre molto rigoroso che ha dato ai propri figli una educazione inflessibile su alcuni valori che per lui erano imprescindibili. E’ stato un genitore dai tratti gentili come solo chi aveva un animo poetico sapeva essere, ed è stato un marito attento e premuroso, profondamente innamorato fino all’ultimo istante della sua veloce permanenza terrena di sua moglie che ha onorato e venerato in modo costante e continuo per tutta la vita.
· E il concetto di famiglia per lui non aveva gli stretti confini delle mura della propria casa, perché avendo un legame solido di affetto con i propri fratelli e con le sorelle, veniva naturale ragionare in termini di famiglia inglobando i nipoti, i fratelli, ma anche i tanti cugini con i quali c’era stima profonda.
· Aveva tanti amici storici, quelli della ringhiera di piazza Borgo, con i quali in Cielo starà continuando a parlare dei problemi del paese e dei propri figli, ma era l’amico di tutti. Per tutti aveva una parola di conforto, per tutti aveva un consiglio, e a casa nostra la chiave era sempre nella toppa perché in qualsiasi momento c’era un amico che poteva venire a sottoporre un problema e non era giusto farlo aspettare.
· Che oggi a distanza di venti anni la comunità mottese lo ricorda con questo affetto e anche con tanta nostalgia, per noi è motivo di ulteriore orgoglio e felicitazione. Perché se è vero che l’assenza di un genitore si avverte sempre, anche a distanza di decenni, anche a distanza di una vita per lunghi versi consumata, sapere che il ricordo viene condiviso con tutta una comunità che gli ha voluto bene, che lo ha stimato e fortemente apprezzato nel suo operato, rende questo vuoto un poco più dolce.
· Grazie quindi a coloro che si sono impegnati per l’ottima riuscita di questa manifestazione, a partire dalla direttrice Marafioti per le parole che ha voluto dedicare e la prof.ssa Francesca Triolo che le ha lette; a Bruno e Grazia Minniti ,a Lillo Mallamaci, a Ninello Verduci per le testimonianze, al prof. Trunfio per le splendide note del silenzio, a Santina Mallamaci per la scenografia . I cori dei bambini e degli adulti magistralmente diretti dall' esperta Lidia Caracciolo e Cristina Gangemi. In particolare un grazie agli alunni delle classi IV con le insegnanti Mirella Santo, Angela Marcianò, Domenica Gullì.Agli alunni delle classi V con le insegnanti Angela Cogliandro e Antonina Infortuna. Alla prof.ssa Rosanna Squillaci,. a Lillo Sergi. Alla sig. Maria Apollaro, responsabile del plesso che ci ospita, che ha coordinato il tutto nonostante l'incidente occorsole. Alla dirigente dott.ssa Caterina Autellitano subito disponibile ad avallare ogni iniziativa per portare ancora più in alto il nome della scuola.
· Un sentito ringraziamento alle Istituzioni presenti, al Sindaco, al Vice Presidente del Consiglio Provinciale, ai consiglieri provinciali, al Dott. Lamberti, che qui è nella veste di uomo di cultura. A Pasquale Tripodi, che oggi malgrado importanti impegni ha voluto essere presente per testimoniare alla mia famiglia, vicinanza ed affetto, ai tanti amici che mi hanno fatto la sorpresa di salire e molti per la prima volta in questa cittadina ricca di storia e di cultura, che si staglia maestosamente tra l’Aspromonte e il mar Ionio…
· Ci conforta sapere che a distanza di tanti anni nostro padre continua ad essere indicato come un esempio positivo da imitare per i tanti bambini che oggi frequentano queste aule e che domani saranno la classe dirigente della Nazione e soprattutto, ci conforta sapere che questa laboriosa comunità non lo abbia dimenticata. Grazie di cuore.
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mercoledì 23 aprile 2008
martedì 22 aprile 2008
Elezioni:importante l'apporto degli ex Udeur per l'UDC
portanti coalizioni, capace di intercettare non solo l’elettorale scontento, ma che diventa interlocutore credibile allorquando la proposta di governo è innovativa,efficace e valida. La scelta di campo compiuta dal gruppo degli iscritti al partito dei Popolari Udeur di confluire nel progetto politico dell’Unione di centro all’indomani dei noti fatti del febbraio scorso, si è verificata vincente e lungimirante. Lo sforzo profuso dagli amici di Pasquale Tripodi è stato al contempo imponente ed entusiasmante, anche perché non era facile motivare i propri aderenti e attivisti su un percorso politico condiviso dalla stragrande maggioranza,
ma che non vedeva nelle liste emanazioni dirette quantomeno in posizione eleggibile del proprio gruppo. I dirigenti, i Sindaci,gli amministratori e tutti gli iscritti si sono impegnati in modo lodevole nei comuni della provincia per far capire agli elettori l’importanza di un voto in una campagna elettorale, che non era per noi solo un test di rilevanza nazionale, ma che è diventato di fatto, il tratto distintivo per capire attraverso i consensi conseguiti dall’Udc e la conseguente analisi del voto, se la base del partito fosse in sintonia con le scelte da noi operate nelle due grandi manifestazioni di popolo tenute all’Odeon il 14 marzo e al Cedir il 1° aprile. Il risultato ottenuto, sia alla Camera che al Senato infatti, in alcune aree dove era più forte la presenza degli ex Udeur è stato eccezionale e ben al di sopra della media conseguita dall’Udc in provincia. Ma in generale in tutti i comuni è stato determinante l’apporto degli iscritti alle sezioni e degli amministratori vicini a Tripodi che sono riusciti a mobilitare uomini e donne per conseguire un risultato che alla vigilia del 1° aprile era assolutamente inaspettato. Il dato ci conforta e ci soddisfa, dunque, ma ci indica anche bisogna accelerare quei processi di integrazione ancora necessari tra le varie anime che compongono oggi l’Udc per poter formulare nel prossimo futuro ancora meglio una proposta di governo che partendo dalla nostra provincia, riguardi i nuovi assetti della Regione Calabria. In questa direzione un ruolo importante lo sta svolgendo l’On. Pasquale Tripodi che si sta adoperando insieme al Segretario Provinciale Candia per riorganizzare il partito nel reggino, e si sta spendendo in un tour de force in tutti i comuni per studiare ed analizzare le criticità in modo da arrivare al prossimo congresso provinciale con una proposta politica unitaria che superi la logica delle correnti. In questa ottica gli incontri previsti il 24 aprile per la riorganizzazione del movimento giovanile ed il 28 aprile per riorganizzare il partito nella città di Reggio e le altre 20 tappe previste a maggio in provincia, vanno nella direzione di rimettere in moto le attività di un gruppo che con queste elezioni ha gettato il seme per un grande partito nazionale fortemente radicato nel cuore della gente.Paolo Mallamaci
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lunedì 21 aprile 2008
Motta ricorda il maestro "Giovanni Mallamaci"
Motta ricorda il maestro "Giovanni Mallamaci" Da Strill.it
lunedì 21 aprile 2008
Giovedì 24 aprile importante ricorrenza all'Istituto Comprensivo di Motta. Alle ore 9,30 presso la scuola "G. Mallamaci" di Motta Centro, si terrà una cerimonia per ricordare la figura del maestro Giovanni Mallamaci, l'uomo, l'insegnante e l'amministratore che, a venti anni dalla morte, viene ancora indicato come esempio del vivere a servizio della comunità. Giovanni Mallamaci, nato a Motta S.G. il primo Agosto 1928, a soli 20 anni iniziò la sua carriera di insegnante presso la Scuola Elementare di Motta San Giovanni. Dopo una breve parentesi da amministratore, durante la quale si adoperò per risolvere i numerosi problemi della scuola, ritornò al suo impegno originario all'interno dell'istituzione scolastica rappresentando un valido aiuto per tutti i direttori didattici che si succedettero alla guida del Circolo di Motta. Uomo colto e dagli svariati interessi si dedicò al giornalismo e, collaborando come corrispondente per numerose testate nazionali, seppe farsi portavoce delle esigenze dei suoi concittadini. Fu uomo impegnato anche nel sociale, e anche in questo campo seppe essere d'aiuto alla collettività nel suo duplice ruolo di Presidente dell'Azione Cattolica e membro del Circolo Culturale Mottese. La cerimonia durante la quale verrà ricordato il maestro Mallamaci coinciderà con la giornata della legalità che verrà sviluppata dagli alunni con il prezioso apporto del corpo docente dell'Istituto Comprensivo. Fabio Macheda
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domenica 20 aprile 2008
mercoledì 16 aprile 2008
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martedì 15 aprile 2008
Elezioni: bene l'UDC
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