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lunedì 8 giugno 2009

Europee: a RC l'UDC al 9,5%


Vivo compiacimento per il risultato elettorale dell’UDC viene espresso dal Segretario Provinciale Paolo Mallamaci, il quale evidenzia come il 9,45 conseguito in provincia è un risultato assolutamente soddisfacente che conferma il consolidamento del partito che cresce di oltre 2 punti rispetto alle elezioni del 2008, e apre prospettive importanti nell’ottica della costruzione di un grande partito dei moderati in provincia di Reggio e nella Calabria intera. Una campagna elettorale incentrata sui problemi della gente, sulle difficoltà delle famiglie, sui provvedimenti legislativi voluti dalla Lega che penalizzano sempre di più il mezzogiorno, lontana dai gossip e dai pettegolezzi che hanno contraddistinto questa tornata elettorale, premiamo un Partito unito e coeso che dall’esperienza dell’ultimo congresso ha trovato nuovo slancio e nuova linfa per poter essere riferimento di tutta l’area dei moderati. Il dato regionale insieme al dato della Provincia di Reggio, dimostrano come senza l’apporto determinante dell’UDC nessuna delle due coalizioni riesce ad essere maggioranza e ciò ci spinge ancora di più a dare priorità alle cose da fare partendo da un programma condiviso e sulle proposte per trovare le soluzioni necessarie per far ripartire la Calabria.
Paolo MallamaciSegr. Provinciale dell’UDC

domenica 10 maggio 2009

Manifestazioni UDC in campagna elettorale.


Vi comunico le date delle prossime manifestazioni dell'UDC: lunedì 11 alle 16.30 a Bova Marina e alle 18.30 a Locri con Bova Tripodi e Mallamaci;martedì 12 alle 16.30 a Rosarno con Bova Tripodi e Mallamaci;martedì 12 alle 18.00 a San Roberto presentazione della lista guidata dal candidato a Sindaco Vizzari; Venerdì 15 alle 17.00 cinema Odeon Reggio Calabria,saranno presenti Pino Bova, candidato alle Europee, l'on. Pasquale Tripodi e il segretario provinciale Mallamaci. Sabato 16 a Rosarno alle 16.30 manifestazione con il senatore Trematerra candidato al Parlamento Europeo, Tripodi e Mallamaci.

giovedì 6 novembre 2008

Su Saline incombe l'API


Sembrava calato il silenzio sull’ipotesi di riconversione dell’area ex Liquichimica di Saline Ioniche a seguito la decisione della Sei di fermare il processo autorizzativo in atto presso il Ministero delle Attività Produttive, dopo il primo incontro della conferenza di servizi che doveva decidere sulla bontà del progetto della centrale a carbone. Dalla stampa locale abbiamo appreso in questi giorni che sull’area industriale di Saline è in corso una trattativa portata avanti dall’Api nova energia, società controllata da una holding petrolifera di livello nazionale, che sarebbe disposta ad intervenire sul sito delle ex Officine Grandi Riparazioni e sulla stessa Liquichimica. Il progetto si baserebbe sostanzialmente sulla produzione di energia (pari a circa 50 MW) con un progetto sviluppato sulla tecnologia “concentrated solar power”. Tale tecnologia consente di produrre quantità significative di elettricità utilizzando solo la parte di energia proveniente direttamente dal disco solare,utilizzando un sistema di specchi che attirano i raggi solari. Ad oggi tali impianti sono concentrati nel Nord Africa e in Medio Oriente; in America, l’unico impianto termoelettrico solare è situato nel deserto del Mojave, in California. Il gruppo Api,anche se le notizie che trapelano sono scarse, per intervenire a Saline dovrebbe utilizzare parte delle risorse da fondi regionali (APQ Energia) e in parte utilizzerebbe capitali propri. L’aspetto che lascia maggiormente perplessi in questa fase è la modalità utilizzata per portare avanti la trattativa per l’acquisizione e la relativa riqualificazione delle aree della zona industriale di Saline da parte di API. Se la SEI aveva attuato una politica di comunicazione fin troppo incisiva, l’Api nova energia, sta lavorando sotto traccia,in silenzio e non coinvolgendo tutti gli attori economici e sindacali che hanno un qualsiasi ruolo nello sviluppo dell’area del basso ionio reggino, e sembra quasi che si stia scegliendo personalmente gli interlocutori con cui trattare. E se contro la SEI c’è stato un battaglione di fuoco che ha gridato un no basato secondo me più su basi ideologiche che dopo aver approfondito e studiato la reale portata del progetto, oggi il silenzio degli ecologisti e degli ambientalisti sul progetto di Api è assordante e imbarazzante. Infatti senza entrare nel merito di quella che oggi parrebbe solo una idea da sviluppare, per come si presenta, (una concentrazione di specchi per ettari interi all’interno delle OGR e dell’area ex Liquichimica), tale iniziativa cozzerebbe sulla tanto sbandierata vocazione turistica che si vorrebbe dare all’area del pantano o alla zona industriale del nostro comune. E i 50 milioni della Provincia di Reggio e della Regione Calabria per fare di Saline la Taormina calabrese? Certo,la Madonna di Fatima può fare molti miracoli con la sua infinità bontà, ma non possiamo esprimere auspici e preghiere tra di loro contraddittori. Delle due l’una; o crediamo nel progetto turistico per Saline e per l’intera area grecanica, o filtriamo con i “petrolieri” per riattivare quel sogno industriale miseramente naufragato negli anni 70. E se questa sembra essere l’unica alternativa, mi chiedo perché è stato riservato alla SEI questo trattamento? Perché nessuno ha ascoltato le ragioni della SEI giuste o sbagliate che fossero, tenendo conto che questi imprenditori avrebbero rischiato capitali propri e non statali? E il non averli ricevuti ed ascoltati, ha forse precluso a Saline una opportunità di crescita e di sviluppo che non necessariamente passava dal carbone? Bisognava sbarrare la strada agli svizzeri perchè già qualcuno sapeva che era dietro l’angolo l’alternativa energetica? Da spettatore disinteressato registro un diverso trattamento di due idee progettuali che partendo forse da presupposti industriali differenti, arrivano allo stesso scopo;una produzione di energia che la Calabria, avendo un esubero di produzione energetica, dovrebbe esportare in altre Regioni d’Italia con maggiori assorbimenti. Sono tutte domande che temo rimarranno senza risposte, ma credo che il futuro dell’area industriale di Saline non possa essere deciso nel chiuso di una stanza e soprattutto senza ascoltare le istanze che provengono dalla società civile ed economica del comprensorio.

Paolo Roberto Mallamaci

sabato 29 marzo 2008

mercoledì 13 febbraio 2008

La dichiarazione di Mastella sull'arresto di Tripodi:sconcertante!

''Loiero sa bene che Pasquale Tripodi - che ci auguriamo
possa al piu' presto chiarire la sua estraneita' alle accuse contestategli - da
tempo era distante dal Partito e che la segreteria nazionale dei Popolari-Udeur
non lo ha mai indicato a ricoprire le deleghe di assessore cui lo ha chiamato
direttamente e autonomamente lo stesso Governatore della Calabria''. Lo
sottolinea una nota di largo Arenula che aggiunge: ''A questo punto, dopo la
somma di vicende che hanno riguardato quasi tutti i Partiti, riteniamo opportuno
che il Presidente Loiero compia un gesto di generosita' dimettendosi, dando
cosi' ai cittadini calabresi la possibilita' di andare a nuove elezioni e di
legittimare un nuovo governo regionale''.
Con questo dichiarazione Mastella ha dimostrato quanto è meschino e vile, scaricare un Suo esponente in difficoltà, quando appena il giorno prima gli aveva offerto la candidatura al Senato come capolista. Mastella, credimi, e te lo dico con tutto il cuore, sei una delusione. (Paolo Mallamaci)

domenica 20 gennaio 2008

Mastella: si riunisce la direzione Provinciale.


Venerdì u.s., alla presenza tra gli altri del Segretario Provinciale Mallamaci,dei Vice segretari Comerci e Tedesco, dell’Assessore Regionale Tripodi, del V.Presidente della Provincia Costantino e dei consiglieri provinciali Giugno e Barone, si è riunita la direzione provinciale dei Popolari Udeur per un esame della situazione politica alla luce delle vicende che hanno coinvolto la Famiglia Mastella da una parte e il partito del Campanile in Campania dall’altra. Dopo l’introduzione del segretario provinciale Mallamaci, hanno dato un contributo al dibattito l’Assessore Regionale Pasquale Tripodi, il vice segretario Regionale Antonio Alvaro,il Consigliere Nazionale Pino Luppino, il Prof. Raffaele Fotia della sezione di Palmi, il Dr. Claudio Ligato della segreteria provinciale , il coordinatore del dipartimento politiche sociali Filippo Lanuzza,il consigliere provinciale Giovanni Barone, il dr. Pino Bova della segreteria provinciale, il coordinatore del dipartimento politiche per il turismo Massimo Cogliandro, il coordinatore del dipartimento Trasporti Giovanni Itri, Carmelo Sgarlato dello staff dell’Assessore Regionale e il coordinatore cittadino Lillo Zappia. Tutti gli intervenuti hanno espresso piena e incondizionata solidarietà agli esponenti politici uderrini coinvolti nell’inchiesta condotta dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, nella convinzione che le risibili accuse mosse agli indagati saranno smontate già in fase di dibattimento per la pochezza degli elementi di accusa prodotti. Tutti gli interventi hanno messo in rilievo la tempistica di questa spregiudicata operazione giudiziaria che mina alla base le fondamenta della vita democratica del nostro Paese, in quanto c’è la consapevolezza che dietro certe inchieste vi siano importanti risvolti politici e disegni orditi da chi vuole destabilizzare la vita politica del Paese. La direzione provinciale ha inoltre fortemente stigmatizzato il comportamento tenuto dal partito dell’Italia dei valori e in modo particolare dal Ministro Di Pietro che con certe prese di posizioni sta mettendo in forte discussione la coesione di una maggioranza, debole nei numeri e ora anche carente a livello di proposta politica, evidenziando come l’assordante silenzio degli esponenti più importanti del Partito Democratico, che non hanno sentito la sensibilità politica e istituzionale di esprimere la solidarietà all’On. Mastella, hanno posto con questo atteggiamento al quanto discutibile sul piano politico, in una posizione di isolamento il Ministro Guardasigilli dimissionario. La direzione reggina ha stabilito di dare mandato ai propri esponenti in vista del Consiglio Nazionale che si terrà il 2 febbraio a Roma, di rappresentare il disagio che il partito avverte in periferia nell’ operare in una coalizione dove si è costretti a registrare con sempre maggiore frequenza una differente tensione ideale tra gli esponenti del Campanile e le forze cosiddette riformiste e post comuniste; di invitare la direzione ad avviare a livello nazionale quel processo di aggregazione delle forze di centro che dovrà portare a grandi passi verso la costituzione di un grande partito dei moderati, autonomo sia dalla sinistra riformista che dalle forze della destra storica, nell’ottica della costituzione di una forza popolare e centrista che si riappropri con dignità e orgoglio, dei valori e della tradizione del cattolicesimo liberale. In conclusione, si è stabilito di verificare caso per caso se negli Enti locali periferici ci siano le condizioni per continuare a rispettare gli accordi elettorali stipulati con gli alleati da una parte e con gli elettori dall’altra, e nel caso in cui si dovessero riscontrare atti di prevaricazione che portano l’Udeur a non avere pari dignità con gli altri partiti o di rilevare che su visioni strategiche di crescita della nostra provincia o della nostra regione non vi sia una totale comunione di intenti che porti ad una completa assonanza con gli altri partiti, di rassegnare le dimissioni dalle amministrazioni dando un costruttivo contributo senza responsabilità gestionali.

Ufficio stampa Popolari Udeur

mercoledì 16 gennaio 2008

ASSEDIO ALL'UDEUR.


A nome mio personale e interpretando i sentimenti degli iscritti al partito della provincia di Reggio Calabria, avverto in questo momento di grande amarezza, la necessità di esprimere al Sen. Clemente Mastella, in modo consapevole e convinto, i sensi della più profonda e sincera solidarietà umana e politica, per la vicenda che ha coinvolto l’On. Lonardo in queste ultime ore. Tale sconcertante notizia, che è pervenuta prima ancora che all’interessata agli organi di stampa, dimostra come a volte certa magistratura agisca con una tale tempestività che lascia quantomeno perplessi, in un momento particolarmente importante della vita politica del Nostro Paese,tanto da far parlare da più parti di “giustizia ad orologeria”. Pur avendo rispetto per l’operato della Magistratura, non possiamo non sottolineare che un provvedimento di tale gravità, come gli arresti per una questione legata a un presunto tentativo di concussione, compiuto peraltro per telefono e in circostanze tali da non lasciare dubbi che si è trattato di una reazione emotiva e istintiva avuta durante una conversazione telefonica con il presunto concusso, finisca per condizionare e influenzare pesantemente l’attività politica, legislativa ed istituzionale della nostra nazione. Riteniamo che per la credibilità e il prestigio della magistratura, vengano fugate le molteplici perplessità che un tale provvedimento lascia aperte,perché in questo momento con le poche informazioni di cui siamo in possesso dalle agenzie giornalistiche, non si può escludere che si tratta di un arresto con un forte risvolto politico. Apprezzando la grande sensibilità istituzionale dimostrata da Clemente Mastella con le dimissioni da Guardasigilli, siamo convinti che verrà accertata la estraneità dell’On. Lonardo alle accuse che le vengono mosse, e rinnoviamo al Segretario Nazionale del Partito l’invito a continuare insieme a tutti noi la battaglia per il rinnovamento della Nazione che non può passare attraverso le prevaricazioni dei più piccoli e punendo con atti di sopraffazione politica, mediatica e giudiziaria coloro rappresentando la coscienza critica dell’Italia.

Paolo Mallamaci
Segretario Provinciale di Popolari Udeur.

martedì 23 ottobre 2007

Scippo ai danni dei precari:lettera a Mastella e Barbato.



Senatore Tommaso Barbato
Capogruppo Popolari Udeur al Senato.
e p.c. Senatore Clemente Mastella
Segretario Nazionale Popolari Udeur

A nome mio personale,dell’intero gruppo dirigente del partito reggino e interpretando il sentimento di tutti gli iscritti calabresi, La invito a ritirare l’emendamento presentato in commissione bilancio in calce all’articolo 27 del Decreto legge 1 ottobre 2007, n. 159 tendente ad estendere anche ai precari campani i benefici previsti per i lavoratori socialmente utili calabresi, D.L. che prevedeva nella sua originaria formulazione, un intervento esclusivo di 60 milioni di euro per gli Lpu e gli Lsu calabresi specificatamente concordato e sostenuto dal Governo nazionale e dal Governo Calabrese del quale siamo parte integrante e qualificata. Non riteniamo giusta e dignitosa la guerra tra poveri che si è scatenata intorno alla stabilizzazione dei precari che hanno senza dubbio pari dignità in Calabria, in Campania ed in ogni angolo della nostra Nazione, ma riteniamo profondamente irragionevole e irresponsabile, che un intervento seppur non risolutivo, tendente a dare sollievo al comparto dei precari Calabresi, venga di fatto vanificato sull’altare di un assalto alla diligenza che non giova a nessuno e da cui nessuno troverà benefici,né in Campania, né in Calabria. Siamo oltremodo convinti che bisogna trovare i fondi necessari per stabilizzare anche i lavoratori precari campani, ma questo dovrà avvenire nelle more della discussione della finanziaria e dei vari collegati, indirizzando l’attenzione per il reperimento delle cifre necessarie verso altri capitoli di bilancio, a prescindere dai 60 milioni di euro che sono già destinati alla Calabria. Data la situazione esplosiva che a livello sociale e politico sta attraversando la Calabria, e il dramma che provano quotidianamente i precari calabresi, costretti a vivere sotto la soglia minima di sopravvivenza, confidiamo in un gesto di grande responsabilità politica e istituzionale che la porterà a ritirare l’emendamento e a blindare l’articolo 27 per come è stato partorito dopo nove mesi di trattative serrate tra la Regione Calabria e il Governo Nazionale. Soluzione diversa da questa da noi auspicata sarebbe incomprensibile ed intollerabile, e rischierebbe di dar vita ad una crisi politica profonda,ingenerando una decisiva sfiducia non solo dei lavoratori precari ma di tutta l’opinione pubblica, nei confronti di questo governo, delle istituzioni in generale e del partito che rappresentiamo, che non avrebbe a livello locale la credibilità necessaria per affrontare temi di tale rilevanza politica e sociale.

Reggio Calabria 23 ottobre 2007-10-23
Dott. Paolo Roberto Mallamaci
Segretario provinciale dei Popolari Udeur

venerdì 5 ottobre 2007

Anno zero:la disinforazione in campo.

Di fronte a trasmissioni televisive come “anno zero” di giovedì sera, non è più questione di schieramenti partitici, ma di civiltà o inciviltà giudiziaria di un Paese. Non sembra proprio che ci sia da rallegrarsi se qualche magistrato d’assalto attacca ora Mastella e Prodi. E non ha vista lunga né memoria chi si augura che ora il circuito mediatico-giudiziario trituri vittime nel centro-sinistra, magari gustando il sapore sottile della vendetta. Il punto è un altro: erano davvero magistrati, quelli di cui si parlava l’altra sera in TV, quelli che intervenivano a ruota libera sulle proprie inchieste e sui propri processi, circondati da platee inneggianti?
Il magistrato, dice la Costituzione, è indipendente e imparziale. La legge aggiunge che egli esercita le sue funzioni con correttezza, riserbo ed equilibrio. Quelli di cui abbiamo avuto notizia giovedì sera sembravano piuttosto degli arruffa-popolo, sciatti nel linguaggio e nello stile: chi potrebbe aver reale fiducia nelle loro doti di imparzialità ed equilibrio, se mai dovesse esser fatto oggetto delle loro attenzioni?
Il rispetto dei ruoli istituzionali e il necessario riserbo sembrano non avere più alcun significato per questi nuovi eroi da blog “grillesco”. Come si sa, su richiesta del Ministro della Giustizia, il p.m. De Magistris deve assoggettarsi fra qualche giorno al giudizio della sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura. Quest’ultima deve valutare se, potendogli esser addebitati fatti rilevanti sotto il profilo disciplinare, egli debba essere cautelarmene trasferito, in via provvisoria, ad altra sede. E’ certo una decisione delicata, per il tipo di inchieste che il Nostro conduce, per gli indagati eccellenti che sembrano profilarsi, e per gli strumenti un po’ disinvolti che in tali inchieste sembrano essere stati usati (intercettazioni telefoniche a tappeto di personalità istituzionali). E’ una decisione delicata anche per il tipo di procedura, appunto il trasferimento provvisorio disposto in via cautelare, su richiesta del Ministro, prima (e non dopo) che l’addebito disciplinare o penale sia dimostrato. Procedura che, sia detto per inciso, la legge prevede dall’ottobre del 2006, regnante la maggioranza di centro-sinistra (Santoro l’altra sera è incorso in uno svarione non si sa quanto involontario, accusando invece Berlusconi dell’innovazione legislativa).
Ebbene, nulla però autorizza l’indebita pressione rovesciata sulla sezione disciplinare del C.S.M. da una trasmissione come quella dell’altra sera. E’ una questione, appunto, di rispetto dei ruoli istituzionali e di civiltà giuridica. In altre circostanze, avremmo ascoltato lo stesso C.S.M. lamentarsi per la grave lesione alla propria autonomia.
Se servisse a qualcosa, ai novelli eroi del circo mediatico-giudiziario, inclini ricercare il sostegno di platee invasate, andrebbe ricordato che nella nostra civiltà non è il consenso popolare a porsi come misura di legittimazione dei modi con i quali si esercitano le funzioni giurisdizionali.
La fiducia dei cittadini nella giustizia si nutre della sua imparzialità e soprattutto del suo apparire tale. Ma l’altra sera, in TV, non è apparso nulla di tutto questo.

sabato 8 settembre 2007

Telese 2007:una festa ricca di contenuti.


Una folta delegazione reggina, guidata dall’Assessore Regionale Pasquale Tripodi, dall’On. Armando Veneto, dal segretario provinciale Paolo Mallamaci e dal capogruppo alla provincia Gigi Giugno, ha partecipato alla kermesse dei Popolari Udeur nell’ormai tradizionale incontro di fine estate a Telese terme. L’appuntamento è servito per fare una seria riflessione sulla situazione politica nazionale e in modo particolare per il partito del Campanile, la festa ha cercato di rispondere ad alcuni importanti interrogativi che dovranno indicare la direzione che l’Udeur nei prossimi mesi dovrà intraprendere e che saranno caratterizzati da una verifica dell’attuale sistema delle alleanze. Le linee guida su cui si muoverà il partito a livello nazionale e locale sono state tracciate nell’intervento di chiusura dal segretario nazionale Clemente Mastella, il quale ha rivendicato per il partito vista l’attuale situazione politica, la ricerca di uno spazio per una nuova progettualità politica e istituzionale che deve approdare ad una nuova fase di reale governabilità. I numerosi consensi ricevuti nell’elaborazione di una idea che vede i moderati riuniti sotto una stessa bandiera, spingono l’Udeur ad andare avanti con determinazione verso l’affermazione di un Centro più ampio e visibile, in grado di intercettare e dare risposte concrete alle domande dei ceti medi e produttivi, della famiglia, del mondo cattolico, di ampi settori dell’economia. Per la delegazione reggina l’appuntamento è servito ad approfondire alcuni temi che saranno trattati nella prima festa provinciale dell’Udeur che si terrà in autunno e che vedrà il ritorno a Reggio del Ministro della Giustizia Mastella, il quale nell’occasione della sua visita si recherà a Locri ad incontrare le autorità civili e religiose del comprensorio. La nona festa nazionale del Campanile ha dato l’occasione ad ottanta giovani (a rappresentare la provincia di Reggio, c’erano Lucrezia Romeo,Antonello Mallone, Peppe Scuncia, Vittorio Micelotta, Alessia Gioffrè e Vincenzo Primerano) di partecipare ad un corso di formazione politica e ad una serie di seminari di approfondimento su temi di attualità politica con la partecipazione di esponenti del governo nazionale e del mondo produttivo.