domenica 31 maggio 2009

Loiero e Cetola tagliano la spesa sanitaria sulla pelle dei cittadini...VERGOGNATEVI|

In questi giorni è viva la preoccupazione da parte dei Sindaci e della popolazione dei comuni della Locride di una possibile soppressione di molte postazione di Guardie Mediche in paesi dell’entroterra aspro montano ionico. Tale iniziativa rientra in piano predisposto da parte dell’Asp n. 5 di riorganizzazione del servizio delle postazioni di continuità assistenziale allo scopo di ridurre i costi del servizio sanitario regionale e quindi per cercare di contenere la spesa sanitaria entro i parametri restrittivi imposti dalla Regione Calabria che, dopo aver creato un buco molto prossimo ai due miliardi di euro, ora cerca di “chiudere il recinto dopo che gli animali sono scappati” e cerca con queste iniziative di far credere all’opinione pubblica che si stiano gettando le basi di una riorganizzazione del sistema sanitario per ridurre gli sprechi e contenere la spesa. Tale provvedimento, ove dovesse passare, avrà l’unica conseguenza di sopprimere alcune postazioni mediche collocate in territori particolarmente decentrati e difficilmente accessibile con un sistema di primo interevento e punirebbe quindi solo i cittadini che abitano nei piccoli centri abitati che sono sforniti dei servizi minimi e che per far fronte ai propri bisogni primari per forza di cose si vedranno costretti ad abbandonare le proprie case e le proprie borgate, con il grave nocumento per il sistema idrogeologico e ambientale che non sarebbe quotidianamente monitorato e avrebbe risvolti negativi dal punto di vista sociale, creando una nuova generazione di emigranti, quella non in cerca di lavoro, ma in cerca di servizi per sopravvivere. Senza contare che tutto questo è contro la carta costituzionale perché nega diritti contenuti nella carta dei diritti del malato. Il partito dell’Udc a tutti i livelli si sta mobilitando per scongiurare che la chiusura delle guardie mediche penalizzi gli abitanti delle zone più disagiate della provincia, anche perché esse sono il primo ed insostituibile atto concreto di aiuto in caso di necessità e bisogno. Per far questo però, è necessaria oltre alla mobilitazione sacrosanta dei medici che rischiano di perdere il posto di lavoro, anche la mobilitazione da parte dei Sindaci e delle amministrazioni comunali, per preservare il diritto che hanno i cittadini di abitare nelle proprie borgate sia pur collocate in aree depresse e tra le più deboli del Paese. I parametri che l’Asp cerca di far passare come rapporto tra cittadini e postazioni è assolutamente fuori ogni logica; infatti il commissario dell’Asp sostiene l’assunto che una postazione oggi coperta da 4 medici impegnati nelle 24 ore, debba essere coperta da un solo operatore sanitario facendo passare di fatto il rapporto ottimale ad 1 medico ogni 14.000 abitanti e questo in spregio di quanto previsto dalla legge regionale che proprio per la particolare conformazione oro-geografica della Regione Calabria, stabilisce che ogni postazione debba coprire una utenza pari a 3.500 abitanti e tale disposto è ancora più favorevole rispetto a quanto previsto dall’ACN del 24 marzo 2006 che prevede 1 medico ogni 5.000 residenti come rapporto ottimale tra medico e paziente. A supportare tale tesi vi è una sentenza del Tar del Lazio che ha stabilito che per postazione si intende il nucleo composto dai 4 medici componenti l’Ufficio della Guardia Medica e che quindi rovescia l’impostazione voluta dai dirigenti dell’Asp reggina. Se risparmio si deve come è giusto fare, l’Asp inizi a tagliare le consulenze faraoniche che si protraggono nel tempo e incidono fortemente sulle tasche dei contribuenti, sforbiciando le spese in alcuni compari ospedalieri dove nelle forniture si registrano difformità di prezzo e condizioni rispetto ai prezzi di mercato. Siamo veramente stanchi di politiche sanitarie miopi che penalizzano i piccoli centri e di interventi di razionalizzazione della spesa in contrasto con i bisogni dei ceti più deboli.
Paolo Roberto Mallamaci
Segretario Provinciale di Reggio Calabria
Reggio Calabria 30.05.2009

giovedì 28 maggio 2009

PD e preferenze: sortita di Strangio


Nella conferenza stampa tenuta ieri, il segretario provinciale del PD ha proposto una iniziativa di legge per reintrodurre le preferenze per la elezione dei deputati al Parlamento e in generale in tutte le assemblee elettive nelle quali per principio, “dovrebbero essere i cittadini a dover scegliere i loro rappresentanti e non le segreterie romane per una basilare questione di democrazia, in quanto con le liste bloccate viene leso un principio essenziale, quello della rappresentatività”. Nell’incontro, è stato sottolineato inoltre che “quando i Parlamentari vengono nominati dai vertici di partito si disinteressano dei problemi del territorio e che quanti sostengono le liste bloccate sono necessarie in Calabria, perché qui c’è la ‘ndrangheta, offende la dignità di questo popolo e alimenta il pregiudizio nei confronti dei calabresi, che vengono così tacciati di essere tutti mafiosi”. Queste mere enunciazioni di principio sono ovviamente da me condivise e sono il leit motiv della campagna elettorale dell’UDC che già a partire dalla legge elettorale per le Europee si è battuta per mantenere le preferenze che i due grandi partiti-coalizione, Pdl e Pd volevano invece abolire per controllare con le liste bloccate, gli eletti a Strasburgo. Nel corso dell’iter della legge, il PD si batté oltre modo per cancellare con un tratto di gomma, il basilare diritto degli italiani di scegliersi i propri rappresentanti e se tale provvedimento non è passato, è dovuto alla circostanza che per riformare la legge i due grandi partiti sono dovuti scendere a patti con l’Udc che avrebbe potuto con una politica ostruzionistica rallentare l’iter delle legge di modifica delle norme per le elezioni del Parlamento Europeo. Inoltre gli amici del PD omettono di dire che giace già in Cassazione un disegno di legge proposto dall’Udc per inserire le preferenze per le elezioni al parlamento nazionale e tale raccolta di firme (che risale all’estate del 2008) è stata ben accolta dagli Italiani che hanno sottoscritto le adesioni in modo massiccio e convinto. Vi sono altre riflessioni che mi lasciano perplesso: come fa l’Avv. Strangio a stare in un partito del quale non condivide le linee generali di intervento, arrivando a differenziarsi dai vertici nazionali su una questione così importante e oserei decisiva come la concezione democratica della partecipazione alla vita democratica del paese? E se il segretario provinciale del PD assume iniziative legittime ma discordanti rispetto alla linea del partito nazionale, come si può biasimare il comportamento del segretario del Pd di Villa che sfiducia insieme ad altri iscritti il Sindaco, espressione del proprio partito? Inoltre, sono curioso di sapere se sul referendum del 21 giugno i vertici reggini del Pd hanno la stessa posizione di Franceschini e dei leader nazionali del loro Partito, perché se così fosse, l’iniziativa proposta ieri è assolutamente demagogica e risente del clima preelettorale. Se è vero che la vera riforma da fare subito è quella di rimettere le preferenze nella legge elettorale, bisogna dire con coraggio ed onestà intellettuale che è antidemocratico consentire a un partito di maggioranza relativa di prendere il 51% dei seggi e per giunta con le liste bloccate. Il quesito referendario a cui saremo chiamati il 21 giugno è per noi un imbroglio perché potenzialmente consente al partito che ha ottenuto il 25% di ottenere il 51% dei seggi e ciò è contro ogni regola elementare della democrazia. Inoltre, se con le liste bloccate c’è il rischio di criminalizzare la Calabria con candidature che vengono concepite fuori dalla nostra provincia, sarei curioso di sapere dall’Avv. Strangio il perché di certe candidature del Pd in Calabria, in primis quella del senatore De Sena (per non parlare delle numerose Vedove presentate agli elettori) che, al di là delle indubbie qualità morali, umane e politiche dell’uomo, viene letta dall’opinione pubblica proprio in quell’ottica pregiudizievole (Reggio= mafia) che i firmatari della proposta vorrebbero superare. Paolo Roberto Mallamaci

Segretario Provinciale di Reggio Calabria

Reggio Calabria 28.05.2009

martedì 26 maggio 2009

Montebello: solidarietà al candidato Spizzica


Il Segretario Provinciale dell’UDC, Paolo Roberto Mallamaci ha espresso piena solidarietà e vicinanza al Dott. Vincenzo Spizzica, candidato alla carica di consigliere comunale del comune di Montebello Jonico con la lista “Confronto e Progresso”, la cui automobile, nella notte, è stato fatta oggetto di alcuni colpi di arma da fuoco. «Interpretando lo sconcerto mio e degli iscritti al partito – ha affermato Mallamaci – formulo i sentimenti della più affettuosa vicinanza al Dott. Spizzica ed alla sua famiglia ed esterno viva condanna per il vile atto intimidatorio perpetrato ai danni di chi ha scelto la via del confronto e del dialogo per apportare un contributo determinate alla crescita democratica e civile del proprio territorio». «Mi auguro che gli inquirenti possano fare luce al più presto sull'accaduto – ha concluso il segretario Mallamaci - per restituire serenità alla cittadinanza e a quanti, come il Dott. Vincenzo Spizzica, sono impegnati nella delicata campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative».

Bagnara: ennesima farsa delle dimissioni di Zappala'.


L’ ennesima altalena delle dimissioni presentate e poi ritirate da parte del Sindaco Zappalà a Bagnara stanno creando confusione e sconcerto nell’opinione pubblica della splendida cittadina del Tirreno. Dopo un ulteriore periodo di riflessione successivo alle dimissioni del 22 aprile il Sindaco ha maturato la determinazione di ripartire con le attività amministrative nominando una nuova giunta comunale che, al di là della valenza indubbia dei singoli componenti, lascia aperti almeno due interrogati che richiedono secondo noi risposte adeguate e convincenti. La prima questione è di carattere politico: il rimpastino voluto dal Primo cittadino, infatti fino adesso ha penalizzato solo e fortemente l’UDC che prima della nuova giunta era rappresentata nell’esecutivo dagli amici Romeo (vice sindaco) e Spoleti e dopo le nuove nomine invece ha visto fortemente penalizzata la propria presenza nell’organo amministrativo limitatamente al solo Romeo (per giunta con la sola delega assessorile), il quale con grande senso di responsabilità ha rassegnato subito le dimissioni. Tale decisione seppur legittima dal punto di vista della norma che conferisce al Sindaco il potere di nominare e revocare gli assessori è da noi ritenuta assolutamente inopportuna in quanto priva alla collettività bagnarese di due ottimi amministratori che in questi anni si sono fatti interpreti dei bisogni della gente e che con il loro impegno hanno contribuito a dare soluzione ai numerosi problemi della comunità, tanto che se oggi Bagnara è ritornata ad essere meta di un turismo non solo vacanziero ma anche culturale e un centro di attrazione per tutta la fascia di utenza di sistemi turistico- ricettivi che si affaccia sulla costa viola, gran parte del merito è da annoverare all’impegno profuso da Romeo e Spoleti che hanno saputo creare le sinergie e i giusti collegamenti con gli enti propedeutici e sussidiariamente vicini all’amministrazione comunale. Con questa decisione si evidenzia che questo modo di fare politica, coerente e leale, portato avanti da Romeo e Spoleti in questi anni ( e con loro di tutti gli iscritti e i simpatizzanti dell’UDC di Bagnara), non è stato apprezzato da Zappalà. Il secondo aspetto di assoluta rilevanza riguarda l’opportunità complessiva di crescita del Comune stesso. Infatti, l’altra decisione anche essa difficile da comprendere, è quella di affidare il delicato incarico di vice sindaco ad un cittadino che vive fuori dalle dinamiche della collettività bagnarese e che sicuramente al di là delle qualità umane e professionali, non sarà in grado di incidere in modo efficace sulle decisioni da prendere nell’interesse dei cittadini del Comune. Senza considerare che tale decisione mortifica le numerose intelligenze locali che sicuramente di più e meglio potevano essere testimoni dei bisogni della propria collettività e potevano interpretare il ruolo di supporto del Sindaco di Bagnara, anche tenendo conto che essendo Zappalà al secondo mandato e non essendo più candidabile, una oculata pianificazione avrebbe gettato le basi per una continuità amministrativa dell’opera fin qui senza dubbio positiva svolta. Riteniamo che fino a quando non verrà fatta chiarezza politica sulle motivazioni che stanno alle basi di certe decisioni, il nostro ruolo non ci potrà consentire di assumere responsabilità diretta nella gestione,valutando di volta in volta la portata degli atti amministrativi che saranno proposti in Consiglio.

Reggio Calabria 26 maggio 2009

Paolo Mallamaci Segretario Provinciale dell’UDC

venerdì 15 maggio 2009

Manifestazione all'Odeon


Venerdì 15 maggio alle ore 17.00 al cinema Odeon di Reggio Calabria manifestazione dell’UDC. Introdurrà il segretario Provinciale Paolo Mallamaci, e seguiranno gli interventi del segretario regionale On. Francesco Talarico e del consigliere regionale On. Pasquale Tripodi. Chiuderà la manifestazione il dott. Pino Bova, candidato al Parlamento Europeo.

domenica 10 maggio 2009

Manifestazioni UDC in campagna elettorale.


Vi comunico le date delle prossime manifestazioni dell'UDC: lunedì 11 alle 16.30 a Bova Marina e alle 18.30 a Locri con Bova Tripodi e Mallamaci;martedì 12 alle 16.30 a Rosarno con Bova Tripodi e Mallamaci;martedì 12 alle 18.00 a San Roberto presentazione della lista guidata dal candidato a Sindaco Vizzari; Venerdì 15 alle 17.00 cinema Odeon Reggio Calabria,saranno presenti Pino Bova, candidato alle Europee, l'on. Pasquale Tripodi e il segretario provinciale Mallamaci. Sabato 16 a Rosarno alle 16.30 manifestazione con il senatore Trematerra candidato al Parlamento Europeo, Tripodi e Mallamaci.

domenica 3 maggio 2009

Udc solidale con Carnovale

La Segreteria Provinciale dell’UDC esprime piena solidarietà e vicinanza al Consigliere Provinciale Franco Carnovale, vittima di una vile e vergognosa intimidazione, che non è altro che l’espressione di una cultura antidemocratica che tenta con ogni illecito mezzo di mettere sotto scacco le Istituzioni. Ancora una volta l’amico Franco e la sua famiglia sono oggetto di una aggressione alla quale le Istituzioni non possono rispondere solo con l’espressione di una profonda vicinanza alle famiglie coinvolte, ma oltre a ribadire una ferma condanna verso tutti quei comportamenti che cercano di attentare alla serenità e alla sicurezza degli amministratori che con abnegazione e disinteresse si sono messi al servizio della propria comunità, bisogna rispondere con azioni concrete che salvaguardino e tutelino l’integrità di coloro i quali si impegnano con abnegazione per far risollevare questa nostra Provincia dallo stato di arretratezza economica e sociale in cui si trova.Sicuro che l’amico Franco non si lascerà influenzare da gesti di tale viltà e anzi troverà in questa provocazione ulteriori stimoli per quell'impegno al servizio dei cittadini, a Lui va il nostro accorato invito a non mollare, a non indietreggiare di un solo millimetro perché non sarà lasciato da solo, ma gli amici dell’Unione di Centro intraprenderanno tutte le iniziative necessarie affinché possa continuare nel suo impegno di politico e di imprenditore al servizio della propria gente.
Dott. Paolo Roberto Mallamaci Segretario Provinciale dell’UDC

mercoledì 29 aprile 2009

Riunione comitato provinciale

Il 4 maggio alle ore 17.30 c/o il centro civico di Pellaro, è stato convocato il comitato provinciale dell'UDC per discutere delle Elezioni Europee e della riorganizzazione del Partito in Provincia di Reggio Calabria.SalutiPaolo Mallamaci

venerdì 24 aprile 2009

In risposta al consigliere comunale Plutino


La carica emotiva derivatami dalla circostanza che a Reggio Calabria si sia celebrato un congresso provinciale vero, molto partecipato, svoltosi democraticamente con un confronto reale e anche acceso tra le varie componenti, congresso che ha registrato qualificate presenze e ed ha ospitato interventi di grande spessore politico, non mi comporta però i vuoti di memoria a cui fa riferimento l’amico Plutino nella nota inviata alla stampa in data odierna. Infatti, pur risultando a verità la circostanza che io e l’amico Plutino ci siamo incontrati il 16 aprile, la ricostruzione da egli esposta, non corrisponde alla veridicità dei fatti; infatti in quell’incontro fui io a comunicargli che a partire dal 18 aprile, data del congresso, non avrei tollerato, nemmeno per un minuto, la posizione ambigua che egli aveva tenuto in seno al Consiglio Comunale di Reggio Calabria, chiedendogli un atto di chiarezza definitivo visto che dall’ottobre del 2008 continuava a professarsi in ogni luogo vicino e sodale all’UDC ma nei fatti teneva un comportamento di assoluto distacco nei confronti dei vertici del partito che si manifestava in una mancanza di collaborazione e di presenza nelle sedi preposte al dibattito e al confronto. Davanti alla mia risolutezza, e in poche parole, messo alle strette, mi ha comunicato che non poteva seguire le ragioni del cuore (stare nell’UDC), ma per problemi soprattutto personali e familiari piuttosto che politici, si vedeva costretto a varcare il Rubicone ed entrare nella grande casa del Popolo delle libertà. Non sarebbe stato serio da parte della nuova segreteria sostenere l’incoerenza e le contraddizioni di chi mentre si dichiarava esponente di partito, filtrava con altre formazioni politiche,tanto da essere così organico, da avere un ruolo nella struttura (con la qualifica di autista prima e di collaboratore dopo), del gruppo regionale di cui è capogruppo l’On. Nucera. Ricordo all’amico Plutino che egli solo 15 giorni fa ha fatto affiggere in città un manifesto informativo sull’importanza della raccolta differenziata con il logo e firmandosi capogruppo dell’Udc, manifesto vergato anche dall’avvocato Pangallo, vice presidente della prima circoscrizione che fino a fine gennaio era così convinto di rimanere nel partito di Casini da essere presente e tra i fautori di una conferenza stampa tenutasi con i responsabili provinciali del partito per la chiusura del tesseramento, conferenza stampa da Lui fortemente voluta nei locali della circoscrizione Reggio centro. Fermo restando che ciascuno è libero di assumere tutte le decisioni che ritiene più opportune per la propria carriera politica , non è consentito a nessuno però di ingenerare confusione nell’opinione pubblica su questioni così delicate quali l’appartenenza ad un partito, per cui all’amico Plutino consiglio vivamente di non utilizzare in seno al civico consesso reggino o in altra sede l’impropria definizione di essere capogruppo dell’UDC onde evitare altre e più dolorose iniziative di tutela della dignità degli iscritti e degli appartenenti al partito dell’Unione di centro. Faccia un gesto di assoluta coerenza, seguendo l’esempio dell’On. Nucera con il quale appunto collabora, il quale lo scorso anno ha abbandonato l’Udc e si è dimesso dal gruppo per confluire in altri contenitori. Perché è risibile la tesi che siccome i primi quattro candidati più votati nelle liste dell’UDC nel 2007 hanno abbandonato il partito, ( e chissà quante volte abbiano rimpianto di essere stati attratti dal suono delle sirene vista la delusione provata da qualcuno di loro che già sognava di varcare il numero 24 di piazza Montecitorio), la titolarità del gruppo rimanga a loro. Pur non contemplato dal carente regolamento che disciplina i lavori del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, vi è una giurisprudenza che tutela i partiti e le associazioni piuttosto che i singoli consiglieri eletti. Ma capisco che gli estensori della nota si intendano più di favole (la volpe e l’uva) che di sentenze e norme legislative. In conclusione, ringraziando l’amico Plutino per gli auguri formulatimi per il nuovo incarico, vorrei rassicurarlo che non avendo ricevuto la nomina di segretario dal chiuso delle stanze romane, e non essendo stato eletto in primarie patinate e fittizie, ma dopo una vera competizione conclusasi con una totale condivisione di una linea unitaria, mi batterò con la determinazione che mi è propria per tutelare i valori, gli ideali e il buon nome del partito in tutte le sedi .
Reggio Calabria 24.04.2009
Paolo Roberto Mallamaci - Segretario provinciale dell’UDC-

giovedì 19 marzo 2009

L'UDC mette radici a Montebello





lunedì 16 marzo 2009

Montebello:riunione in sezione

UDC- Unione di Centro-Direzione provinciale di Reggio CalabriaComune di Montebello IonicoCarissima/ogiovedì 19 marzo alle ore 17.30 c/o i locali della Pizzeria Colorado, in via Campolo a Saline Ioniche, si terrà la prima riunione degli iscritti all’Udc del nostro Comune che avrà il seguente ordine del giorno:• Elezione direttivo comunale provvisorio;• Analisi situazione politica comunale in vista delle elezioni amministrative del 7 e 8 giugno;• varieData l’importanza degli argomenti da trattare, è richiesta la Tua qualificata presenza.
Reggio Calabria lì 16 marzo 2009
Il Presidente Provinciale dell’Udc
Dott. Paolo Roberto Mallamaci

sabato 31 gennaio 2009

Verso l'Unione di centro.

Carissimi, il 31 gennaio scade il termine per iscriversi alla Costituente di Centro, un nuovo soggetto politico che darà vita all’Unione di Centro, il cui acronimo sarà sempre UDC, ma che nasce dalla sommatoria di diverse esperienze politiche, ed ha la pretesa di collocarsi in modo nuovo nel panorama politico nazionale. Un partito rinnovato che si pone un obiettivo ambizioso: difendere alcuni temi della politica, antichi ma sempre attuali quali il concetto dell'unità nazionale, l'identità cristiana, la difesa della famiglia, delle imprese, del volontariato, la collocazione europea e atlantica dell'Italia, le riforme strutturali in economia, quella sulle pensioni, le liberalizzazioni, la modernizzazione del Paese, la difesa di una legge elettorale che dia la possibilità agli elettori di scegliere e non nominare,il rifiuto di un federalismo fiscale che penalizza sempre di più il Sud della Nazione; tutti temi che hanno già colto favorevolmente le attenzioni degli elettori che sia alle scorse elezioni per il rinnovo del Parlamento che alle elezioni regionali in Friuli ed in Abruzzo, hanno sancito con il loro voto che in Italia ancora c’è spazio per un partito moderato ispirato ai valori della dottrina sociale della Chiesa. Stiamo gettando il seme per un grande partito nazionale,popolare e moderato, equidistante dalle due grandi coalizioni pronte ad implodere sotto il peso delle loro contraddizioni. Dai dunque il tuo contributo per la difesa dei valori in cui credi, impegnati in un sistema di regole che sarà garanzia di democrazia e di libertà di espressione per tutti, fai parte di questo progetto che pone l’Uomo al centro dell’azione politica, aderisci insieme a noi all’Unione di Centro.

venerdì 30 gennaio 2009

Emergenza maltempo.

Le avverse condizioni atmosferiche che si sono abbattute sulla Calabria in queste ultime settimane ha piegato la Regione che ha subito danni per almeno 300 milioni di euro. In questi giorni stiamo registrando il grido di allarme che proviene dai Sindaci e dalle Amministrazioni Comunali; lungomari distrutti, case evacuate, ponti che crollano, sottopassi intasati, allagamenti che interessano non solo gli scantinati ma anche i piani alti delle case. E per ultimo, le frane che hanno di fatto isolato la Calabria dal resto della Penisola, con l’aggravante ad Altilia Grimaldi di due giovani innocenti periti sotto metri cubi di fango a seguito del crollo della montagna. La chiusura dell’A3 a Villa,ha creato situazioni di particolare disagio ai pendolari e agli studenti che non possono raggiungere la città o i centri della piana se non da Gambarie o dalla strada statale 106. Non è importante secondo me oggi ricercare le responsabilità di chi non è riuscito a prevedere questo immane disastro. Da destra e da sinistra è un continuo addossarsi di colpe e di inefficienze. Forse la verità è che paghiamo anni di incuria e di politiche scellerate in tema di infrastrutture: mi sono spesso chiesto, facendo l’autostrada del sole quasi quotidianamente, chi ha progettato questo nuovo tracciata del tratto che va da Villa a Bagnara, quale è la logica che sta a monte di questo intervento? Che senso aveva e ha, abbattere viadotti che hanno meno di 50 anni per costruirne degli altri solo a pochi metri più a monte? Perché sventrare la montagna che ha garantito l’equilibrio dell’ecosistema per allargare la carreggiata di soli tre metri? Sono domande alle quali io non posso dare risposte perché non ho competenze specifiche. Ma un dato questa emergenza sta evidenziando in modo drammaticamente impellente: il defluire del traffico pesante lungo la strada statale 106, ha reso praticamente impossibile l’accesso alla città di Reggio da sud. Lunghe file chilometriche, decine di incidenti solo stamattina, ci fanno capire che è arrivato il momento di pensare seriamente ad una alternativa alla statale che nei momenti di crisi è assolutamente impraticabile. E’ secondo me necessario rispolverare il progetto che prevede un nuovo percorso a monte dell’attuale che funga da tangenziale e strada di raccordo per chi viene da sud dai comuni limitrofi e deve essere sinergicamente collegato con il viale che l’Amministrazione di Reggio ha già sviluppato come idea progettuale al fine di dare una continuità ideale per tutta quella zona che va dal viale Aldo Moro fino all’abitato di San Gregorio e che si conturberà naturalmente con il lungomare Falcomatà. Superata l’emergenza di questi giorni, sarà necessario convocare un tavolo di lavoro con tutti i soggetti interessati e trovare assieme una soluzione confacente alla drammaticità che il maltempo di questi giorni ha evidenziato, prima che sia troppo tardi e prima che altro sangue innocente venga versato.
Paolo Mallamaci Presidente Provinciale dell’UDC.
30.1.2009

domenica 14 dicembre 2008


giovedì 11 dicembre 2008


martedì 9 dicembre 2008

Le felicitazioni del consigliere provinciale di Giovanni Barone






Una grande soddisfazione per la politica montebellese (dal Blog di Montebello)
Il dott. Paolo Roberto Mallamaci è stato nominato Presidente Provinciale dell’Unione di Centro (UDC).Il gruppo dell’Unione di Centro di Montebello Jonico ha espresso subito vivo compiacimento per la nomina del dott. Mallamaci a Presidente provinciale del partito.
L’importante designazione è stata fatta direttamente dalla Direzione Nazionale dell'Udc su indicazione del segretario nazionale On. Cesa.La nomina non è maturata per caso, ma bensì è il giusto riconoscimento del fattivo impegno che l’ex segretario provinciale dell’Udeur ha profuso negli anni passati e in modo particolare durante la campagna elettorale della primavera scorsa e premia l'impegno di tutto il gruppo di amici che si riconoscono nella leadership del consigliere regionale On. Pasquale Tripodi.Il gruppo UDC montebellese ha reso noto che è in corso il tesseramento del partito, che si concluderà il 31 gennaio 2009. Dopo tale data, i tesserati daranno vita alla sezione UDC a Montebello Jonico con l’elezione del segretario e delle altre cariche del partito, per essere pronti per la prima prova elettorale: le elezioni comunali ed europee del giugno prossimo.Paolo Roberto Mallamaci è nato a Motta San Giovanni (RC) nel 1965 dove ha frequentato le scuole elementari e medie.Nel 1983 ha conseguito la maturità classica presso il Liceo T. Campanella di Reggio Calabria.
Si è laureato in Scienze Politiche nel 1988 presso l’Università degli Studi di Messina.L’anno successivo è stato assunto da una società del gruppo ENI dove attualmente è quadro direttivo.Sposato con Maria Ardea, si è trasferito a Montebello. Ha due figlie, Erika e Maria Chiara.Impegnato in politica fin da giovane, è stato responsabile provinciale dei Giovani Socialdemocratici, membro del Comitato Centrale e della Direzione Nazionale dei giovani del PSDI.Ha fondato con un gruppo di amici “POLIS”, un centro di aggregazione politica e sociale che ha operato nel basso jonio reggino.
Nel 1997 è eletto consigliere comunale a Montebello Jonico e viene nominato presidente della Commissione Toponomastica comunale.Aderisce all’Udeur di cui è eletto Segretario Provinciale.Adesso è entrato nell’Unione di Centro (UDC) per una nuova sfida.
(Nella foto il dott. Paolo Roberto Mallamaci) http://www.montebelloblognews.com/2008/12/paolo-roberto-mallamaci-nominato.html
Etichette: , , ,

Motta: la scuola elementare Mallamaci ha finalmente una propria biblioteca..



domenica 7 dicembre 2008

Intervista al Quotidiano

L'UDC si incontra a Pellaro.

sabato 6 dicembre 2008

L'intervento di Mario Versaci

Esprimo la mia più viva soddisfazione unitamente a quella degli amici che da anni insieme a me condividono questa grande avventura in seno all’Unione di centro reggino, per la decisione dell’On. Cesa, segretario nazionale dell’Udc di conferire al dott. Paolo Mallamaci il prestigioso incarico di Presidente Provinciale del Partito, come riconoscimento di un naturale approdo di un percorso politico che ha visto il gruppo degli aderenti all’Udeur che nella scorsa primavera lasciare il partito di Mastella per dare nuova linfa al partito dell’Udc. La decisione della direzione nazionale, di conferire paritariamente a Mallamaci, a Candia e al sottoscritto la decisione di guidare il partito reggino per il coordinamento dei prossimi appuntamenti elettorali e fino al prossimo congresso provinciale che si terrà all’inizio dell’anno nuovo, se da una parte ci riempie di soddisfazione, dall’altra ci motiva ad affrontare questa ulteriore sfida con senso di responsabilità ed un impegno rinnovato. Molte e dure sono le sfide che il partito deve affrontare sui temi antichi ma sempre attuali, quali il rispetto dell’identità cristiana, della difesa della famiglia, delle imprese, del volontariato, della collocazione europea e atlantica dell'Italia, delle riforme strutturali in economia, delle pensioni, la sfida della modernizzazione del Paese; sono questi, tutti temi su cui deve essere incentrato l’azione politica di un partito che ha la pretesa di essere punto di riferimento principale del mondo cattolico e cristiano. L’ingresso nell’Udc a pieno titolo degli amici ex Udeur, a tutti i livelli, impone oggi uno sforzo organizzativo considerevole che deve essere estrinsecato con una naturale vocazione alla trasparenza e a un forte rigore morale. I Sindaci, gli amministratori comunali, i consiglieri provinciali, e tutti i semplici iscritti vicini all’amico Tripodi, troveranno nell’Udc un partito aperto alle nuove istanze che saprà sicuramente valorizzare coloro i quali vorranno impegnarsi per fare dell’Udc una grande forza moderata pronta a rispondere alle istanze della provincia di Reggio e dell’intera Calabria.

4.12.2008
Mario Versaci
Vice segretario provinciale dell’UDC.

giovedì 4 dicembre 2008


Pasquale Tripodi nel gruppo dell'UDC.

Il Consigliere Regionale Pasquale Maria Tripodi ha costituito in seno al Consiglio Regionale della Calabria, il gruppo consiliare UDC, SVP, Autonomie. Tale decisione completa l’iter di un percorso intrapreso alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento della primavera scorsa, allorquando il gruppo guidato dall’On. Tripodi aveva deciso di appoggiare la candidatura alla Presidenza del Consiglio dell’On. Pier Ferdinando Casini, votando alla Camera ed al Senato le liste dell’Unione di centro. La scelta di aderire all’Udc-Svp-Autonomie, costituendo il gruppo in seno al Consiglio, nasce da una parte per la condivisione dei valori di cui il Partito dell’Udc è strenuo difensore nella società civile, valori che si ispirano alla dottrina cristiana della Chiesa e che pongono l’uomo e la famiglia al centro dell’azione politica, e dall’altra parte alla necessità di affrontare un tema non più differibile quale quello del Federalismo e delle Autonomie degli Enti Locali, che rischia oggi, per come è stato pensato dal Governo Berlusconi di essere un ulteriore peso fardello per le Regioni del Mezzogiorno. Oggi è necessario un federalismo a geometria variabile e a velocità differenziate tra le Regioni del Nord che sviluppano un maggiore prodotto interno lordo e quelle del Sud che sono ancora di più penalizzate dalla crisi economica che ha colpito il mondo intero. Non tutte le Regioni sono pronte infatti allo stesso modo per affrontare la sfida perché ci troviamo di fronte a sistemi che hanno capacità finanziarie non omogenee. Su questi temi di vitale importanza per la Calabria, vogliamo caratterizzare la nostra sfida per cercare di dare una soluzione organica e condivisa a temi di vitale importanza per i nostri cittadini, quali un sistema sanitario efficiente e funzionale, un rigoroso controllo della spesa, politiche di lavoro che consentano ai nostri giovani di rimanere e operare in Calabria e alle nostre imprese di avere gli strumenti necessari per decollare, oltre alla valorizzazione delle ricchezze turistiche culturali e architettoniche di cui la nostra Regione è ricca.

On. Pasquale Maria Tripodi

mercoledì 3 dicembre 2008

Una nuova stagione ora è possibile..



Carissimi,
la direzione nazionale dell'Udc su indicazione del segretario On. Cesa, mi ha nominato Presidente Provinciale del Partito, come riconoscimento del fattivo impegno profuso negli ultimi mesi e in modo particolare, durante la campagna elettorale della primavera scorsa. La mia nomina premia l'impegno di tutto il gruppo di amici che si riconoscono nella leadership di Pasquale Tripodi. Proprio per questo, abbiamo deciso di creare un momento di riflessione collettivo che si terrà sabato 6 dicembre alle ore 17.00 a Pellaro, c/o il centro civico. Data l'importanza dei temi da trattare, la tua presenza è indispensabile.
Saluti
Paolo Mallamaci

sabato 15 novembre 2008

Solidarietà a Tallarico

Esprimo la mia sincera e affettuosa vicinanza all’amico Francesco Talarico per le vili intimidazioni che ha dovuto subire in questi ultimi giorni. Continua purtroppo l’escalation contro gli amministratori locali e gli esponenti politici che sono in prima linea nelle pubbliche amministrazioni per affermare i principi di democrazia e di legalità e che con il loro impegno cercano di disegnare un volto positivo ad una Calabria che molte volte si è dovuta piegare all’arroganza e alla prevaricazione di una delinquenza che oggi è molto più pericolosa del passato. Tale eclatante intimidazione è una ulteriore offensiva gravissima ed inaccettabile alla libertà della politica che tutti assieme dobbiamo respingere con grande fermezza e con determinazione, convinti che questi tentativi di condizionamento non possono limitare l’azione e l’impegno di una classe politica che sta cercando di fare uscire la nostra Calabria dallo stato comatoso in cui è sprofondata negli ultimi anni. A Francesco e alla Sua famiglia fortemente provata da questo nuovo attentato, giunga forte un affettuoso abbraccio da parte di tutti coloro che in questi mesi a Reggio Calabria hanno accettato la sfida di ricostruire una nuova idea della politica, che guardando al Centro, si basa su un franco confronto democratico, sul rispetto delle altrui idee, e sulla moderazione dei toni e dei comportamenti. Rinnoviamo pertanto a Francesco l’invito a continuare le Sue battaglie nelle Istituzioni con la lealtà e l’impegno che ha profuso in questi anni di presenza qualificata nel Consiglio Regionale della Calabria.

Paolo Roberto Mallamaci

giovedì 6 novembre 2008

Su Saline incombe l'API


Sembrava calato il silenzio sull’ipotesi di riconversione dell’area ex Liquichimica di Saline Ioniche a seguito la decisione della Sei di fermare il processo autorizzativo in atto presso il Ministero delle Attività Produttive, dopo il primo incontro della conferenza di servizi che doveva decidere sulla bontà del progetto della centrale a carbone. Dalla stampa locale abbiamo appreso in questi giorni che sull’area industriale di Saline è in corso una trattativa portata avanti dall’Api nova energia, società controllata da una holding petrolifera di livello nazionale, che sarebbe disposta ad intervenire sul sito delle ex Officine Grandi Riparazioni e sulla stessa Liquichimica. Il progetto si baserebbe sostanzialmente sulla produzione di energia (pari a circa 50 MW) con un progetto sviluppato sulla tecnologia “concentrated solar power”. Tale tecnologia consente di produrre quantità significative di elettricità utilizzando solo la parte di energia proveniente direttamente dal disco solare,utilizzando un sistema di specchi che attirano i raggi solari. Ad oggi tali impianti sono concentrati nel Nord Africa e in Medio Oriente; in America, l’unico impianto termoelettrico solare è situato nel deserto del Mojave, in California. Il gruppo Api,anche se le notizie che trapelano sono scarse, per intervenire a Saline dovrebbe utilizzare parte delle risorse da fondi regionali (APQ Energia) e in parte utilizzerebbe capitali propri. L’aspetto che lascia maggiormente perplessi in questa fase è la modalità utilizzata per portare avanti la trattativa per l’acquisizione e la relativa riqualificazione delle aree della zona industriale di Saline da parte di API. Se la SEI aveva attuato una politica di comunicazione fin troppo incisiva, l’Api nova energia, sta lavorando sotto traccia,in silenzio e non coinvolgendo tutti gli attori economici e sindacali che hanno un qualsiasi ruolo nello sviluppo dell’area del basso ionio reggino, e sembra quasi che si stia scegliendo personalmente gli interlocutori con cui trattare. E se contro la SEI c’è stato un battaglione di fuoco che ha gridato un no basato secondo me più su basi ideologiche che dopo aver approfondito e studiato la reale portata del progetto, oggi il silenzio degli ecologisti e degli ambientalisti sul progetto di Api è assordante e imbarazzante. Infatti senza entrare nel merito di quella che oggi parrebbe solo una idea da sviluppare, per come si presenta, (una concentrazione di specchi per ettari interi all’interno delle OGR e dell’area ex Liquichimica), tale iniziativa cozzerebbe sulla tanto sbandierata vocazione turistica che si vorrebbe dare all’area del pantano o alla zona industriale del nostro comune. E i 50 milioni della Provincia di Reggio e della Regione Calabria per fare di Saline la Taormina calabrese? Certo,la Madonna di Fatima può fare molti miracoli con la sua infinità bontà, ma non possiamo esprimere auspici e preghiere tra di loro contraddittori. Delle due l’una; o crediamo nel progetto turistico per Saline e per l’intera area grecanica, o filtriamo con i “petrolieri” per riattivare quel sogno industriale miseramente naufragato negli anni 70. E se questa sembra essere l’unica alternativa, mi chiedo perché è stato riservato alla SEI questo trattamento? Perché nessuno ha ascoltato le ragioni della SEI giuste o sbagliate che fossero, tenendo conto che questi imprenditori avrebbero rischiato capitali propri e non statali? E il non averli ricevuti ed ascoltati, ha forse precluso a Saline una opportunità di crescita e di sviluppo che non necessariamente passava dal carbone? Bisognava sbarrare la strada agli svizzeri perchè già qualcuno sapeva che era dietro l’angolo l’alternativa energetica? Da spettatore disinteressato registro un diverso trattamento di due idee progettuali che partendo forse da presupposti industriali differenti, arrivano allo stesso scopo;una produzione di energia che la Calabria, avendo un esubero di produzione energetica, dovrebbe esportare in altre Regioni d’Italia con maggiori assorbimenti. Sono tutte domande che temo rimarranno senza risposte, ma credo che il futuro dell’area industriale di Saline non possa essere deciso nel chiuso di una stanza e soprattutto senza ascoltare le istanze che provengono dalla società civile ed economica del comprensorio.

Paolo Roberto Mallamaci

venerdì 1 agosto 2008




Francesco, per molti di noi un fratello maggiore.



Lettera alla moglie scritta di getto il 27 luglio.






Cara Caterina,
leggendo il manifesto che pubblicizzava la manifestazione di atletica leggera del 2 agosto p.v.,
gara che è stata pensata per ricordare la figura di Ciccio, e anche credo, per realizzare un progetto al quale Egli stesso stava lavorando da tempo, ho avvertito un tuffo al cuore , e tornando indietro nei ricordi di quella entusiasmante stagione che tutti assieme abbiamo vissuto a Motta, sono stato pervaso da uno strano sentimento, un misto di emozione e commozione, al ricordo di un amico, ma per molti di noi di un fratello maggiore, al quale dobbiamo riconoscere il merito di averci con il suo impegno, la sua abnegazione e la sua grande passione per lo sport, aiutato a trascorrere, spesso sacrificando gli affetti familiari, momenti di grande partecipazione sportiva e collettiva, in una età, quella dell’adolescenza delicata per alcuni versi, in quanto proprio in questa particolare età si può correre il rischio di essere fuorviati dal giusto cammino della vita. Egli ha contribuito, con quella splendida esperienza che è stata per molti di noi il Gruppo Sportivo Mottese, a far crescere nel nostro meraviglioso e sempre amato Paese, il senso di comunità. Pur essendo l’atletica uno sport prettamente individuale Egli infatti, ci ha fatto sentire partecipi di un progetto che travalicava i confini dello sport , ma aveva una dimensione molto più ampia e aggregante: l’essere tutti assieme testimoni e valenti attori di un cambiamento che Motta ha vissuto in quegli anni. Ci aveva fatto intravedere la possibilità che avevamo una opportunità storica, da soli o in squadra, di portare fuori dai confini provinciali il nome di Motta, e questo ci rendeva orgogliosi e fieri di essere interpreti e protagonisti di una stagione, che al di là dei tanti successi sportivi che abbiamo mietuto in quegli anni, ci ha visti solcare le piste di atletica di tutto il sud d’Italia, a gridare alto, con grande dignità e se vuoi con la temerarietà e l’incoscienza di chi non ha niente da perdere, che eravamo gli alfieri di Motta San Giovanni, non di una delle tante “Motta” sparse per l’Italia, ma della “Motta” più nobile e bella, quella che si staglia maestosa tra l’Etna fumante e gli impervi contrafforti dell’Aspromonte. I valori che ci ha saputo trasferire nelle lunghe giornate trascorse nel campetto delle scuole medie, o nella viuzza soprastante, a ridosso dei gradini e della soglia di casa del caro amico Prof. Giovanni Verduci, un altro che ha messo la propria firma nel miracolo dell’Atletica a Motta, ci hanno consentito di affrontare in un senso compiuto di cittadinanza attiva, con rinnovata fiducia, la sfida che da una pista di atletica si trasferiva gioco forza nella vita di tutti i giorni. Molti sono stai gli insegnamenti che Egli ci ha trasmesso, la lealtà in primo luogo, il gareggiare onestamente onorando gli avversari pur non lesinando di dare il meglio di se stessi. Quindi il rispetto delle regole, l’enfatizzazione del sacrificio che Egli molte volte,mentre macinavamo chilometri su e giù per i tornanti del paese, paragonava per spronarci, al sudore dei nostri tanti concittadini che nelle gallerie lottavano per un mondo migliore, immolandosi non per loro stessi, che sapevano essere senza alcun futuro per sé , ma per i propri cari,dimostrando un grande altruismo, una delle doti che Ciccio ha palesato, nel mondo dello sport e nella società mottese in generale. Aveva sempre una parola di conforto nel momento di una sconfitta. E trovava nel suo linguaggio spesso fatto di silenzi, parole dolci che rendevano meno amara una prestazione ma ti motivavano per fare sempre di più e meglio, ad allenarti con maggiore vigore, ma senza mai perdere di vista l’impegno primario che per noi rimanevano l’istruzione e la scuola. E’ stato un punto di riferimento per tutti i Mottesi che oggi lo ricordano con questa bella iniziativa. Se Ti può essere di conforto, per quello che vale nel vuoto della solitudine che una prematura scomparsa lascia in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di amarlo, devi sapere che spesso nei momenti più impensabili della giornata, in molti di noi Ciccio riaffiora, con il suo immancabile borsello, con il suo ghigno da combattente, con l’aria un poco da don Chisciotte a darti un consiglio, una carezza, uno stimolo, o forse a sorriderti per farti capire che c’è, che è con te, che Ti è vicino. E’ stata una delle figure che ha più inciso in quella generazione che dal 1977 in poi ha raccolto una grande sfida, quella di riscattarsi anche socialmente con addosso un paio di scarpe e un pantaloncino. Perché prima di essere il mister, il presidente, il magazziniere, l’autista, il factotum di tutto , Ciccio era un educatore. E te lo dice uno che a causa della bizzarria del proprio carattere da giovincello, ha avuto spesso bisogno della severità e della fermezza di uno come Lui a cui , pur comportandomi in alcuni frangenti in modo non ortodosso, Egli ha sempre perdonato tutto, accogliendomi con un forte abbraccio e con una pacca sulle spalle come se niente fosse successo. Ci aveva responsabilizzati quando andò a fare il servizio di leva a Diano Marina, ci disse che nel periodo di sua assenza non potevamo mollare perché il giocattolo era fragile e se non fossimo stati uniti nell’impegno si sarebbe infranto. Tutti gli atleti ci siamo sentito degli ometti e per non deluderlo abbiamo maggiormente profuso gli sforzi affinché il giocattolo fosse ancora più solido e bello. Mi è rimasto un dubbio, o meglio una domanda senza risposta, alle tante domande con le quali Lo assillavo mentre ci spostavano in giro per la Calabria sulla Ritmo bianca. Un giorno Gli chiesi, perché hai scelto i colori l'azzurro e il giallo per la divisa della squadra? “L’azzurro rappresenta il mare, il giallo lo devi indovinare”, mi disse. Non me lo disse mai, o forse io non lo indovinai mai; forse rappresentava il grano della nostra terra, o i raggi di sole che solo nel nostro tramonto ha sfumature uniche. Forse era stato il caso a volere che fossero quelli i colori della divisa. Me lo dirà forse Lui un giorno, quando ci ritroveremo da qualche parte. Pensavo in verità di avere più tempo per potergli riproporre la domanda e ottenere la risposta, invece mi rimane negli occhi l’ultimo sguardo, al compleanno di mia nipote. Ho avuto quella sera l’impressione che fosse sofferente, tirato in viso, ma aveva uno sguardo profondo che sembrava ti volesse trasmettere qualcosa, sembrava che volesse trasferiti un pensiero, un sentimento. Ricordo di quella sera un particolare. Ci facemmo una foto assieme, dopo tanto tempo, perché la volevo accoppiare con una fatta a Barletta nel 1978, quando partecipammo per la prima volta alla fase nazionale dei Giochi della Gioventù. E mentre il flash ci immortalava lo invitai di tenermi informato sui corsi per allenatore, perché ora come allora l’atletica è rimasta la mia unica passione. Capitò quella sera che la memoria della fotocamera si formattò e si persero tutte le foto. E la videocamera tenuta accesa per tutta la sera non registrò nulla. Ho avvertito a posteriori, in questi due episodi negativi un presagio, come se il destino avesse voluto imporci che i ricordi dovevano essere tramandati nel cuore e nella mente di ciascuno di noi. Dopo, la ferale notizia che ci colse in una fredda serata d’invero ,l’incredulità e poi lo sconforto e il grande vuoto che ha lasciato in tutti noi. Ho pensato molto e molto spesso alle modalità della morte di Ciccio. L’essere venuto meno proprio in Chiesa mentre onorava la memoria del Padre ci ha consegnato per Ciccio un copione di una morte che ha qualcosa di solenne, di aureo, di nobile, quasi fosse la morte di un personaggio della mitologia che nel ricordo del proprio Padre defunto, decide di raggiungerlo. Avrei tante altre cose da dire sul mio rapporto con Ciccio e sulle esperienze di quegli anni. Se è vero che sono i migliori a lasciarci anzitempo, devi sapere che non solo nella stretta cerchia della Vostra famiglia, Tuo marito ha lasciato un vuoto incolmabile. Lo ha lasciato anche in chi ha saputo apprezzarlo per il Suo modo gentile di essere amico, guida, punto di riferimento. Questo se non lenisce il dolore, sicuramente rende più piacevole il ricordo di una persona perbene quale era il sempre più compianto Ciccio.

28 luglio 2008

lunedì 28 luglio 2008


A Motta viene ricordato Francesco Verduci.


Organizzata dalla Fidal Calabria, con la collaborazione del Comitato Organizzatore Locale presieduto da Giovanni Verduci, si disputerà sabato 2 agosto 2008, a Motta San Giovanni (RC), la 1^ Americana Gara Internazionale – corsa su strada ad eliminazione, valevole per l’assegnazione del 1° Trofeo “Francesco Verduci”.Alla gara parteciperanno circa 40 atleti, con un cast d’eccezione che vedrà al via i migliori esponenti della specialità, con i prestigiosi campioni africani sopratutto provenienti dal Kenia e dal Marocco e con i migliori atleti italiani tra i quali, anche, elementi di spicco delle società calabresi Hobby Marathon Catanzaro, Violetta Club Lamezia, Atletica Sciuto Reggio Calabria, che tenteranno di iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro della manifestazione. Enorme l’impegno del presidente regionale della Fidal, Ignazio Vita, nella scelta dei partecipanti e nel diramare gli inviti.La gara, ad invito, si snoderà su un percorso stradale cittadino di circa 800 da percorrere 14 volte per un totale di 11 Km e 200 metri, che interesserà le caratteristiche vie della cittadina reggina. La partenza avverrà alle ore 20.30 da Piazza del Borgo e gli atleti dopo aver attraversato Via Messana, Via Mazzini (corsia mare), Via Vacalebre, Via San Giovanni, Via Greco, Piazza della Municipalità, Via Mazzini (corsia monte), ripasseranno da Piazza del Borgo, ove dopo i previsti 14 giri è posto anche il traguardo.Si tratta di una gara affascinante che coinvolgerà notevolmente il pubblico, infatti i 40 podisti partiranno tutti insieme e dovranno gareggiare ad andatura limitata sul percorso, nel tratto conclusivo di ogni giro sarà “lanciata” una volata e gli atleti dovranno impegnarsi allo spasimo per evitare l’eliminazione, e così avverrà per ogni giro; variante all’ultimo giro quando i podisti rimasti in gara si disputeranno un rush finale di 800 metri, sull’intero giro per aggiudicarsi la vittoria ed il 1° Trofeo “Francesco Verduci”.Il pubblico che giungerà sia dalla Calabria che dalla vicina Sicilia per assistere ad una gara spettacolare certamente già dalle prime ore del pomeriggio cercherà di aggiudicarsi le migliori postazioni nelle piazzette e nei caratteristi vicoletti di Motta San Giovanni per seguire la gara ed incitare i concorrenti. Comunque l’evento potrà essere seguito da qualsiasi punto in quanto è previsto su tutto il tracciato un servizio di speakeraggio, effettuato da uno speaker eccezionale, Lodovico Nerli Ballati, da sempre speaker ufficiale della Maratona “Città di Roma”.Il programma di massima prevede, per sabato 2 agosto, alle ore 19,45 la riunione della commissione tecnica e del comitato organizzativo, alle ore 20,00 il ritrovo della giuria e dei concorrenti, alle ore 20,30 la partenza della corsa su strada ad eliminazione, alle ore 21,30 la cerimonia di premiazione e la consegna del Trofeo “Francesco Verduci”, nonché la Consegna della Stella di Bronzo al merito sportivo alla memoria (Onorificenza Coni), alle ore 22,00 intrattenimento con la partecipazione del Gruppo Folkclorico “Città di Motta San Giovanni”.In Piazza del Borgo sarà allestito uno stand per la degustazione di prodotti tipici ed il ricavato della vendita dei prodotti sarà integralmente devoluto in beneficenza a Padre Manuel Casillas – Missionario Comboniano – Sud Africa. In anteprima venerdì 1 agosto 2008 alle ore 11.30 presso Palazzo Foti di Piazza Italia a Reggio Calabria è programmata una conferenza stampa di presentazione dell’evento.Sul sito http://www.fidalcalabria.it potranno essere seguiti tutti gli aggiornamenti, i nominativi dei partecipanti, la pianta del percorso, le classifiche e le foto della manifestazione.


Ed ecco una breve sintesi biografica dello sportivo e dell’uomo, cui è dedicato questo Primo Trofeo.“Francesco Verduci nacque a Motta San Giovanni (RC) il 5 agosto 1952 e morì l’8 gennaio 2007, colpito da infarto mentre nella chiesa di Santa Caterina stava assistendo ad una messa in suffragio del padre Angelo. Ciccio, come lo chiamavano gli amici, ha dedicato la propria vita alla famiglia ed al lavoro, dove eccelleva per le sue grandi doti umane e professionali, con la sua scomparsa, ha lasciato un vuoto incolmabile non solo nella sua famiglia, ma anche in quanti lo conobbero.La professionalità, le capacità organizzative, la disponibilità, la bontà, il parlar poco e il sorriso sono state le doti che lo hanno contraddistinto.Per ampliare le sue conoscenze, mettendole dopo a disposizione dei colleghi e della collettività, è stato sempre presente ai convegni organizzati dall’Associazione Ragionieri Dipendenti Enti Locali. È stato un uomo di sport, il calcio lo ha visto protagonista nelle squadre locali e nel Motta, dove indossò la maglia negli anni Settanta; era un super tifoso juventino, della Reggina e un appassionato di atletica tanto che nel 1974 fondò, in collaborazione con il prof. Giovanni Verduci, il Gruppo Sportivo Mottese. Egli riteneva che l’attività sportiva fosse attività di cultura, cioè manifestazione di vita, di educazione, di formazione e di crescita morale e civile.Dal 1977 è stato tecnico allenatore, dal 1981 giudice di gara provinciale, dal 2005 ufficiale di gara regionale. Dal novembre 1992 Consigliere del Comitato Regionale Fidal. Nel 1992 la Federazione Italiana di Atletica Leggera l’aveva insignito dell’onorificenza della “Quercia Sportiva” e nel 1997 gli fu conferita la “Quercia di 1 grado”.Avviò alla pratica dell’atletica leggera tantissimi giovani del paese, con i quali partecipò a numerose gare provinciali, regionali e nazionali ottenendo ovunque ottimi risultati nelle varie discipline , nonostante la mancanza di ingenti risorse e la limitatezza dei mezzi a disposizione. Organizzò diverse competizioni a Motta, dando lustro al paese e agli stessi ragazzi.Varie furono le edizioni del concorso Esercito Scuola, i campionati regionali giovanili di corsa campestre sugli spettacolari percorsi sterrati di Motta e numerose sono state le sfide di marcia avvenute sul lungomare di Lazzaro. Da ogni manifestazione traeva lo spunto per organizzare una gara di atletica legandola alla circostanza come ad esempio nell’agosto 1979 quando diede vita al “1^ Coppa dell’Assunta” che si ripeterà per ben quattordici edizioni ed in seguito, inserita quale prova per i Campionati Regionali di Corsa in Montagna.Anche negli ultimi anni in qualità di dirigente, organizzò nel paese importanti manifestazioni e convegni di studio apprezzati per l’ottima riuscita in tutti gli aspetti organizzativi. Era orgoglioso di far parte del Gruppo Giudice Gara, nel quale operava con serietà, abnegazione e senso del dovere.Questa 1^ Americana Gara Internazionale, viene dedicata a Francesco Verduci, in quanto, poco prima di morire, aveva espresso agli amici della Fidal il desiderio di voler organizzare tale manifestazione a Motta. Dopo la sua scomparsa, grazie a coloro che non hanno dimenticato, è stato possibile realizzare questo suo desiderio”.
Carmelo Regolo

martedì 1 luglio 2008

l'UDC si organizza a Montebello


Si sono gettate le basi per la nascita dell’UDC (Unione di Centro) nel comune di Montebello Jonico, con un incontro dal tema: “Verso l’Udc, le ragioni di una scelta”.
All’incontro, organizzato a Saline Joniche, hanno partecipato personalità, iscritti e simpatizzanti dell’ex partito dell’Udeur, quali il consigliere regionale On. Pasquale Tripodi, l’ex segretario provinciale Paolo Roberto Mallamaci e l’ex segretario comunale Giuseppe Crea.
Molta gente presente al ristorante “Il Laghetto” per sentire la nuova linea politica nel territorio del partito di Pierferdinando Casini.
Il partito dell’UDC montebellese vanta già un numero di oltre 70 iscritti e tra qualche mese si doterà di una sezione con lo svolgimento del primo congresso comunale, propedeutico al congresso provinciale di fine settembre.
I lavori sono stati introdotti da Giuseppe Crea, ex segretario Udeur, che ha parlato delle motivazioni ideali mediante i quali si è stabilito di aderire al partito dell’Udc, un partito che mira a tutelare i valori della vita, della famiglia, della solidarietà e dello sviluppo.
Paolo Mallamaci ha sottolineato che il partito mira a diventare un terzo polo omogeneo, diversamente dalle due coalizioni di destra e di sinistra, disomogenee al loro interno, nelle quali c’è tutto e il contrario di tutto.
Mallamaci ha proposto la propria candidatura alla segreteria provinciale del partito, affermando che il primo impegno elettorale dell'Udc si è rivelato fruttuoso, avendo il partito di centro ottenuto alle ultime elezioni politiche il 7,8% dei voti a livello provinciale.
Poi ha spiegato le ragioni per cui i rappresentanti e gli iscritti in massa hanno lasciato il partito dell’Udeur, cioè per la nota vicenda dell'arresto di Pasquale Tripodi non tutelato dal partito e dallo stesso segretario Mastella.
La confluenza nel partito dell'Udc è stata dettata non da ragioni opportunistiche (l'adesione è avvenuta infatti prima delle elezioni politiche), ma per una scelta di storia e di valori.
Mallamaci e si è soffermato anche sulla costruzione della centrale a carbone a Saline.
Riguardo questo problema, molto sentito dalla popolazione, l'ex segretario provinciale ha detto che un progetto che inquina è da respingere al mittente, ma nei confronti della società svizzera Sei, che ha presentato il progetto, non c’è un no ideologico ma si guarderanno le carte e poi si deciderà con serenità.
Ha concluso gli interventi l'On. Pasquale Tripodi che ha parlato delle inefficienze della Regione verso lo sviluppo economico e occupazionale della Calabria, e del suo interessamento verso Montebello e l’area grecanica, con il dirottamento di molti fondi verso quest’area degradata.
Aderire all’Udc, ha detto Tripodi, significa accettare certi valori di fondo e fare politica in un certo modo, cioè una politica che stia a contatto con i problemi della gente per cercare di risolverli.
L’Udc sarà presente alle prossime consultazioni comunali, che si svolgeranno tra un anno, con un progetto organico di sviluppo del territorio comunale, che sarà proposto alle altre forze politiche, alle associazioni e alla società civile.
Sono aperte le iscrizioni al partito. La quota associativa è divisa per fasce di età: la tessera del socio Giovane (dai 16 ai 28 anni) e del socio Senior (oltre i 65 anni) costerà 10 Euro; quella del socio Ordinario (dai 29 ai 65 anni) 25 Euro.
(Articolo tratto da http://www.montebelloblognews.com/)

lunedì 30 giugno 2008

Quando è la scuola a dare il cattivo esempio.


Dottoressa G. Caminiti
Responsabile ufficio Scolastico Provinciale di Reggio Calabria


Quando è la scuola a dare il cattivo esempio. Questo potrebbe essere il titolo di un componimento che tra farsa e tragedia greca, ha coinvolto in fase di redazione degli scrutini una parte degli alunni e del corpo docente delle scuole medie di Saline, facenti parte dell’Istituto comprensivo di Montebello Ionico. Narra la storia che in una classe numerosa, la 2b, in un primo tempo il collegio dei docenti decida di non ammettere alla terza classe ben 7 scolari, con motivazioni diverse, alcuni per un cospicuo numero di assenze, ben oltre il consentito dalle Ordinanze Ministeriali, altri ancora per il profitto non ritenuto soddisfacente dagli insegnanti. Appena in paese si sparge la voce delle “bocciature”, il Dirigente riconvoca i docenti che evidentemente rinsaviti, e rendendosi conto dell’errore commesso nella prima tornata di scrutini, (ma non tutti perché alcuni insegnanti lasciano le insufficienze anche nel secondo verbale) decidono che prima avevano fatto uno scherzetto ai quei malcapitati bocciati, e i sette alunni che non avevano numeri e titoli per essere promossi, nel verbale del secondo scrutinio, come per incanto diventano bravi al punto che sono ammessi, superando così lo scoglio degli scrutini e nel prossimo anno frequenteranno la terza classe. La cosa miracolosa è che diventano bravi anche quelli che, non classificati nel primo quadrimestre perché non sono stati potuti interrogare in quanto non presenti alle lezioni, tra il primo e secondo verbale vengono esaminati telepaticamente dai professori e raggiungono come gli altri, la sufficienza. Ora se la cosa non riguardasse l’Istituzione Scuola, la “narrazione” potrebbe dare adito ad una grossa risata e si potrebbe evidenziare solo il pressappochismo di una parte del corpo docente che con il loro operato e con la loro azione hanno screditato la scuola e cosa ben più grave, hanno disorientato gli alunni frequentanti la classe 2b che con impegno e dedizione si sono applicati durante tutto l’anno scolastico per conseguire, non solo i voti necessari per essere promossi, ma anche e soprattutto una istruzione che li possa preparare ad essere cittadini modello. Trattandosi però dei nostri figli, ai quali cerchiamo sempre di dare il miglior esempio possibile, educandoli al senso del dovere e al rispetto delle regole, alcune domande ce le dobbiamo porre, giusto per dare nell’ambito familiare risposte adeguate ai nostri ragazzi. E vorremmo sapere, se questo è ritenuto legittimo dai docenti e dal Dirigente dell’Istituto comprensivo, quali criteri sono stati adottati per valutare gli alunni al fine di stabilire se sono stati rispettati i principi di omogeneità e imparzialità nella valutazione complessiva di tutti i componenti della classe. Infatti, è opinione diffusa tra i genitori degli scolari frequentanti la classe, che evidenti sperequazioni siano state subite da coloro che in modo diligente e con un impegno assoluto si sono applicati nel corso dell’anno scolastico e chi, pur non avendo partecipato alle lezioni con assiduità e non raggiungendo la sufficienza nelle materie di studio è stato lo stesso ammesso alla classe terza. Perché tutto questo sta comportando negli alunni che hanno studiato con dedizione e senso del dovere una evidente sfiducia , in quanto la decisione di promuovere tutti, a prescindere dalla frequenza scolastica, dai risultati conseguiti e dall’impegno profuso durante l’anno scolastico, ha mortificato gli sforzi di chi si è con abnegazione applicato per raggiungere i risultati richiesti dal corpo docente. La considerazione che emerge da questa situazione paradossale è che, se già a livello della scuola dell’obbligo, non passa il concetto di meritocrazia e del rispetto delle regole, perché tanto si può non frequentare le lezioni e si può anche non studiare perché poi alla fine dell’anno scolastico vengono tutti promossi, la scuola non verrà vista dai ragazzini di questa fascia di età come un “dovere” prioritario, ma solo come una zona di parcheggio dove trascorrere parte della giornata. Il pericolo che si corre, è che dal prossimo anno anche i nostri figli inizieranno a fare i lavativi, perché tanto alla fine “saranno tutti promossi”. Se vogliamo combattere e vincere la cultura mafiosa e in generale ogni forma di sopruso che domina in questo sfortunato lembo di terra, deve essere proprio la Scuola a dare il miglior esempio possibile, ribadendo i valori indispensabili per dare agli alunni insieme alla cultura e all’istruzione, esempi positivi per preparali ad essere cittadini diligenti e rispettosi delle regole e delle norme che disciplinano il convivere civile.


Saline Joniche li 27 giugno 2008 Paolo Mallamaci
A nome del comitato genitori della 2b.

Mallamaci Paolo Roberto
Via nazionale trav. I n.11
89060 SALINE IONICHE (RC)

domenica 15 giugno 2008